L'aeroporto Seve Ballesteros-Santander continua a non effettuare i controlli di frontiera ai passeggeri provenienti dall'Italia dodici giorni dopo la data fissata dal Governo per la sua entrata in vigore. La Polizia Nazionale non ha iniziato a effettuare queste verifiche perché, "per il momento", non ha ricevuto l'istruzione necessaria per metterle in atto, secondo fonti di polizia citate da Europa Press.
Il Governo ha ripristinato temporaneamente i controlli alle frontiere aeree e marittime per i viaggiatori provenienti dall'Italia dalle 00.00 del 8 agosto e fino alle 24.00 del prossimo 7 settembre, in conformità con l'ordinanza del Ministero dell'Interno pubblicata nel Bollettino Ufficiale dello Stato (BOE).
Tuttavia, i passeggeri che in questi giorni sono arrivati all'aeroporto cantabrico dal territorio italiano non hanno dovuto sottoporsi a queste verifiche, a differenza di quanto sta accadendo in altri terminal spagnoli.
La Polizia assicura che non ha ancora ricevuto l'istruzione
Il motivo per cui i controlli non sono iniziati a Santander è, secondo le fonti di polizia consultate da Europa Press, che il corpo non ha ancora ricevuto l'istruzione per effettuarli.
L'Ordine INT/846/2026 stabilisce che i controlli riguardano, in linea generale, i voli di passeggeri il cui ultimo aeroporto prima di entrare in Spagna si trova in Italia e i collegamenti marittimi provenienti da porti italiani.
La norma stessa prevede, tuttavia, che la Segreteria di Stato per la Sicurezza possa determinare gli aeroporti, i porti e le connessioni specificamente interessati mediante istruzioni elaborate in base alle analisi di rischio e all'evoluzione della minaccia.
Nel Seve Ballesteros operano collegamenti con l'Italia di compagnie come Ryanair e Vueling, tra cui rotte con Bologna e aeroporti del nord del paese.
Oltre 3.000 viaggiatori controllati in altri aeroporti
La situazione di Santander contrasta con quella di altri terminal spagnoli dove i controlli hanno iniziato a essere praticati dopo l'entrata in vigore della misura.
Fino al 13 agosto scorso, oltre 3.000 viaggiatori erano stati identificati in 273 voli, in un dispositivo in cui hanno partecipato 446 agenti, secondo i dati del Ministero dell'Interno raccolti da Europa Press.
Tra i principali aeroporti in cui sono state effettuate queste verifiche figurano Adolfo Suárez Madrid-Barajas, Josep Tarradellas Barcelona-El Prat, Valencia, Bilbao e Málaga, oltre ai terminal delle Baleari e delle Canarie.
I controlli riguardano tutte le persone che arrivano nei collegamenti inclusi nella misura, indipendentemente dalla loro nazionalità, anche se le verifiche devono essere effettuate tenendo conto del regime giuridico applicabile a ciascun viaggiatore e rispettando il diritto alla libera circolazione dei cittadini comunitari.
Controlli temporanei fino al 7 settembre
Interno ha giustificato il ripristino temporaneo dei controlli per la pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale, le difficoltà riscontrate nel funzionamento dei trasferimenti di richiedenti asilo verso l'Italia e il rischio associato alle reti dedicate al traffico irregolare di persone e ad altre forme di criminalità transfrontaliera.
Il decreto sostiene che queste circostanze possono provocare un incremento dei movimenti secondari dall'Italia verso altri paesi dello spazio Schengen e considera che esista una "minaccia grave, reale e attuale per l'ordine pubblico e la sicurezza interna".
Il ripristino dei controlli ha una durata prevista di 30 giorni. Scadrà automaticamente il 7 settembre, salvo che Interno decida di revocarlo prima perché vengano meno le circostanze che lo hanno giustificato.
Qualsiasi proroga successiva richiederebbe una nuova decisione motivata e una valutazione aggiornata della sua necessità e proporzionalità.