Il Ibex 35 ha chiuso questo venerdì con una caduta dell'1,60%, fino a 19.513,8 punti, in una sessione di forti vendite che culmina nella sua peggiore settimana da luglio. Nel complesso delle cinque giornate, il selettivo spagnolo accumula un ritroso dell'1,64%.
La settimana è stata segnata dalle decisioni delle principali banche centrali, dal forte aumento dei prezzi dell'energia e dalle tensioni nei mercati del debito. A ciò si è aggiunta questo venerdì la quattro ore streghe, con la scadenza simultanea di futures e opzioni su indici e azioni.
Telefónica e Santander guidano le cadute
Le perdite si sono estese praticamente su tutto l'Ibex.
Telefónica ha subito il maggiore calo della sessione, con una caduta del 4,77%, seguita da ArcelorMittal (-3,81%) e Banco Santander (-3,30%).
Solo due valori sono riusciti a chiudere in positivo: Ferrovial (+0,19%) e Redeia (+0,13%).
La ampiezza delle perdite mostra il forte tono venditore della giornata, con le banche e alcuni dei valori di maggior peso che contribuiscono specialmente al ritroso dell'indice.
La Fed e la Banca del Giappone inaspriscono la loro politica monetaria
Le banche centrali hanno concentrato buona parte dell'attenzione degli investitori durante la settimana.
La Riserva Federale ha elevato i tassi di interesse per la prima volta in tre anni, mentre la Banca del Giappone ha aumentato anche il prezzo del denaro fino al suo livello più alto in 31 anni.
Entrambe le decisioni arrivano con i mercati in attesa della persistenza dell'inflazione e dell'effetto che può avere sui prezzi l'aumento dei costi dell'energia.
La pressione monetaria ha avuto un riflesso specialmente chiaro nei mercati del debito, dove i rendimenti sono tornati a risalire.
Il bond statunitense raggiunge il 5%
Il rendimento del bond statunitense a dieci anni è salito questo venerdì sei punti base, fino al 5%, un riferimento che non si raggiungeva dal 2007.
L'aumento dei rendimenti del debito eleva la competizione rispetto alla Borsa e aumenta le condizioni di finanziamento per aziende e amministrazioni.
Questo movimento si verifica dopo diversi giorni di tensione nel mercato obbligazionario mondiale e in un momento in cui gli investitori cercano di calibrare fino a dove arriverà l'inasprimento monetario.
Il petrolio continua sopra i 100 dollari
Il conflitto in Medio Oriente continua a condizionare il mercato energetico.
Lo stretto di Ormuz rimane praticamente chiuso e la navigazione per Bab el Mandeb continua a essere soggetta a difficoltà a causa della crescente presenza degli hutíes.
Il Brent ha ceduto leggermente un 0,22%, fino a 105,59 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate è avanzato dello 0,49%, fino a 102,41 dollari.
Anche se il Brent ha corretto durante la giornata, il petrolio continua a livelli molto elevati e mantiene aperti i dubbi sul suo impatto sull'inflazione e sulle prossime decisioni delle banche centrali.
Europa termina anche con forti perdite
La giornata ribassista si è estesa per le principali piazze europee.
Il Euro Stoxx 50 è sceso di quasi l'1,5%, mentre il DAX tedesco ha ceduto un altro 1,5%.
Il CAC 40 francese è retrocesso di oltre l'1,5%, Londra ha perso più dell'1% e il FTSE MIB italiano ha lasciato sul campo quasi il 2%.
Le perdite accumulate durante la settimana si attestano anche intorno all'1,5% nell'Euro Stoxx 50 e nel CAC 40 e sfiorano il 2% a Milano.
Wall Street non trova sostegno
Negli Stati Uniti, i dubbi sono continuati durante il primo tratto della sessione.
Il Nasdaq 100 quotava praticamente piatto intorno ai 29.400 punti, mentre l'S&P 500 registrava lievi perdite e il Dow Jones cedeva quasi mezzo punto percentuale.
La pressione sui bond e i dubbi sugli investimenti legati all'intelligenza artificiale continuano a pesare sul morale degli investitori.
I 19.390 punti, la frontiera tecnica
Ibex termina la settimana ancora sopra un riferimento che gli analisti tecnici considerano rilevante.
Joan Cabrero, analista di Ecotrader, colloca i 19.390 punti come il livello che separa una consolidazione ancora normale da una correzione di maggiore profondità.
"Finché i 19.390 punti rimarranno in piedi non posso parlare di una maggiore debolezza né dare per confermato uno scenario correttivo verso i 18.500 o 18.800 punti", ha sottolineato.
Il selettivo termina la sessione appena 124 punti sopra quel livello.