L’industria quantifica in 8.900 milioni il colpo extra dell’energia per la crisi in Medio Oriente ed esige aiuti immediati

L’industria porta a 8.900 milioni l’aumento dei costi energetici per la crisi in Medio Oriente e chiede un pacchetto urgente di aiuti al Governo.

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L’Alleanza per la Competitività dell’Industria Spagnola ha ricalcolato al rialzo, fino a 8.900 milioni di euro, la stima del sovraccosto energetico che sopporterà l’industria manifatturiera fino alla fine del 2026 a causa della crisi in Medio Oriente. Questa nuova stima comporta circa 1.500 milioni in più rispetto a quella effettuata a settembre e si accompagna a una richiesta di misure urgenti per evitare arresti degli impianti e tagli occupazionali.

Il nuovo scenario implica un incremento vicino al 20% rispetto ai 7.400 milioni previsti inizialmente e si ripartisce in circa 4.900 milioni di euro aggiuntivi nella bolletta del gas e altri 4.000 milioni in quella dell’energia elettrica, secondo quanto ha dettagliato questa venerdì l’organizzazione in un comunicato.

Il portavoce dell’Alleanza, Carlos Reinoso, ha lanciato l’allarme sul fatto che la congiuntura si sta deteriorando “a una velocità superiore a quella prevista” e ha sottolineato che le compagnie dovranno assumere questo rincaro in un contesto di forte competizione internazionale. “La Spagna ha bisogno di una reazione urgente per evitare che questa crisi energetica finisca per compromettere investimenti, attività industriale e occupazione”, ha affermato.

Le proiezioni dell’ente si basano sull’evoluzione delle quotazioni del gas nel mercato TTF, dell’elettricità nel mercato spagnolo e dei servizi di regolazione del sistema elettrico, insieme a dati sui consumi industriali e sui prezzi dei futures disponibili al 1° novembre. L’Alleanza sottolinea che si tratta di un impatto potenziale, condizionato da come si comporteranno i mercati nei prossimi mesi.

Forte calo del consumo industriale di gas

L’organizzazione ha richiamato inoltre l’attenzione sul regresso del consumo industriale di gas, che è sceso del 9,4% a settembre rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, secondo l’Indice dei Grandi Consumatori di Gas di Enagás citato nella nota. Se si confronta con la media del periodo 2018-2021, il calo raggiunge il 31% a settembre e il 27% nell’accumulo dell’anno.

Secondo l’Alleanza, questo crollo non è stato compensato da un incremento equivalente dell’uso di elettricità né di altre fonti energetiche decarbonizzate. “Tutto ciò indica che una parte significativa dell’aggiustamento risponde alla distruzione della domanda e a una minore attività industriale”, ha affermato Reinoso.

Per quanto riguarda i prezzi, l’ente colloca la media del gas TTF a ottobre a 86,6 euro per megawattora (MWh), rispetto ai 32,4 euro di febbraio. Nel mercato elettrico, calcola un prezzo medio di 166 euro/MWh a ottobre, con un massimo di media giornaliera di 244,7 euro/MWh il giorno 30.

Sei proposte per abbassare i costi dell’energia

In questo contesto, l’Alleanza ha chiesto l’attivazione di un meccanismo di aiuti che compensi le aziende gas-intensive per il rincaro eccezionale dei prezzi, simile a quello messo in campo dopo l’invasione dell’Ucraina. A tal fine, sollecita il Governo a richiedere presso le istituzioni europee la proroga e l’adattamento del quadro temporaneo degli aiuti di Stato per la crisi dell’Europa orientale, la cui validità, ricorda, scade il 31 dicembre.

Sul piano fiscale, l’organizzazione propone di ridurre l’Imposta Speciale sull’Elettricità allo 0,5% e mantenere tale aliquota in modo stabile per l’industria, oltre ad anticipare al 1° gennaio 2027 la riduzione a zero dell’Imposta sul Valore della Produzione di Energia Elettrica, invece della data del 2028 attualmente prevista.

Propone anche compensazioni parziali per i costi dei servizi di regolazione del sistema elettrico o, in alternativa, trasferire le restrizioni tecniche ai pedaggi. Secondo i dati gestiti dall’Alleanza, il costo medio di questi servizi dall’inizio dell’anno è di 22,46 euro/MWh, con un importo accumulato di 4.570 milioni di euro e una proiezione vicina a 5.400 milioni fino a dicembre.

Il pacchetto di richieste si completa con l’estensione, almeno fino al 2027, della riduzione dell’80% dei pedaggi per i consumatori elettrointensivi e con un aumento del budget destinato a compensare i costi del CO2 indiretto fino al massimo consentito dalla normativa comunitaria. L’Alleanza propone inoltre che entrambi gli strumenti abbiano carattere strutturale.

"L’industria spagnola non può affrontare da sola un aumento dei costi di tale entità mentre i nostri principali concorrenti europei dispongono di meccanismi di supporto più solidi e permanenti", ha sottolineato Reinoso.

L’Alleanza riunisce AICE, Anfac, Aspapel, Feique, FIAB, Oficemen, Primigea, Sernauto e Unesid, che rappresentano settori come i combustibili, l’automotive, la carta, la chimica e la farmaceutica, l’alimentazione e le bevande, il cemento, le materie prime minerali, i componenti per l’automotive e la siderurgia.