La Corte Suprema ha ammesso all’esame il ricorso per cassazione presentato dall’Asociación Española de Asesores Fiscales (Aedaf) contro la sentenza del Tribunale Superiore di Giustizia di Madrid relativa all’ordinanza che regolava la tassa sui rifiuti del Ayuntamiento de Madrid. Questo passaggio, secondo gli esperti tributari, implica che l’alta corte dovrà pronunciarsi sul fatto se i contribuenti che hanno pagato la tassa e non hanno presentato ricorso in quel momento abbiano anche il diritto di richiedere il rimborso di quanto versato.
Nel marzo, il Tribunale Superiore di Giustizia di Madrid ha accolto il ricorso di Aedaf e ha dichiarato la nullità di pieno diritto dell’Ordenanza Fiscal 8/2024, che regolava la tassa sui rifiuti del Consistorio madrileno. Tuttavia, ha respinto la richiesta dell’associazione di vietare il «mantenimento degli atti definitivi», ai sensi dell’articolo 19.2 del testo riveduto della Ley Reguladora de las Haciendas Locales. Cioè, il tribunale di Madrid ha ritenuto che non fosse opportuno reclamare il rimborso quando non si era previamente impugnata la liquidazione.
Di fronte a questa limitazione, Aedaf ha deciso di ricorrere contro questo aspetto della decisione, che restringeva gli effetti della nullità dell’ordinanza solo ai contribuenti che avevano impugnato le proprie ricevute. Ora, la Corte Suprema ha accettato di esaminare il ricorso dell’associazione dei consulenti fiscali, non esistendo, secondo quanto indicato, giurisprudenza specifica sulla motivazione necessaria quando un organo giudiziario sceglie di non estendere la nullità agli atti definitivi.
Tra gli altri argomenti, la Corte Suprema indica, secondo Aedaf, che l’interpretazione di tale precetto si colloca «nel dibattito attuale tra l’idea classica di sicurezza giuridica, che si concentra sulla stabilità dei rapporti giuridici proponendo che le liquidazioni definitive non siano revisionabili nonostante la dichiarazione di incostituzionalità della norma di copertura o a che sia dichiarata contraria al diritto dell’Unione Europea o annullata l’ordinanza fiscale su cui si fonda, e, una concezione più moderna che sostiene che in uno Stato di diritto non si possa esigere che il cittadino paghi tributi contrari alla Costituzione, al diritto dell’Unione Europea o fondati su ordinanze dichiarate nulle».
Inoltre, la Corte Suprema ha deciso, come comunicato da Aedaf, di concedere una trattazione e una risoluzione prioritarie a questa questione. I consulenti fiscali ritengono che la dottrina che verrà stabilita potrà applicarsi «a qualsiasi ordinanza fiscale che risulti annullata», in un contesto in cui le tariffe per i rifiuti si sono estese dopo la Legge 7/2022, dell’8 aprile, sui rifiuti e sui terreni contaminati per un’economia circolare.
La Corte Suprema deciderà anche sul ricorso del Comune di Madrid
In parallelo, a marzo la Sezione del Contenzioso-Amministrativo del TSJM ha annullato la tassa sui rifiuti del Comune di Madrid per «vizi sostanziali» nella sua istruttoria, poiché non erano stati inclusi gli allegati con lo studio sulla produzione di rifiuti per attività economiche.
Dopo tale decisione, il Comune di Madrid ha presentato a settembre il proprio ricorso per cassazione dinanzi alla Corte Suprema, chiedendo che la tassa venisse mantenuta. L’alta corte ha ammesso anche questo ricorso e ha avvertito che la sentenza che emetterà potrebbe avere un impatto sulle tariffe sui rifiuti approvate da enti locali di tutta la Spagna.