Il tasso di disoccupazione nell'eurozona è rimasto invariato a settembre al 6,5%, livello in cui si mantiene da luglio 2026, mentre nell'insieme dell'Unione Europea è tornato a situarsi per il quarto mese consecutivo al 6,2%, secondo i dati diffusi questo venerdì da Eurostat.
Secondo le stime dell'ufficio statistico comunitario, nel nono mese del 2026 c'erano nell'UE 13,77 milioni di persone senza lavoro, delle quali 11,55 milioni risiedevano nei paesi della moneta unica.
Queste cifre implicano un incremento mensile di 105.000 disoccupati nell'insieme dell'Unione e di 122.000 nella zona euro. Rispetto a settembre dell'esercizio precedente, il numero di disoccupati è aumentato di 471.000 persone nei Ventisette e di 420.000 all'interno dell'eurozona.
Tra gli Stati membri, i tassi di disoccupazione più elevati sono stati registrati in Finlandia, con un 10,5%; in Spagna, con un 10,3%; seguita dalla Svezia, con un 8,7%; e dalla Francia, che ha raggiunto l'8,5%, il suo peggior dato da settembre 2020. All'estremo opposto, i tassi minori sono stati osservati nella Repubblica Ceca, con un 2,8%; mentre Polonia, Bulgaria e Malta hanno segnato ciascuno un 3,4%.
Per quanto riguarda la disoccupazione tra i minori di 25 anni, il tasso di disoccupazione giovanile dell'UE è salito a settembre al 15,5% dal precedente 15,4%, mentre nella zona euro è avanzato di tre decimi, fino al 15,4%.
In termini assoluti, il numero di giovani senza lavoro nell'UE si è situato a 3,02 milioni di persone, delle quali 2,46 milioni vivevano nell'eurozona.
In Spagna, a settembre 2026 sono state registrate 2,6 milioni di persone disoccupate, delle quali 449.000 avevano meno di 25 anni. In questo modo, il tasso di disoccupazione giovanile nel paese è stato del 22,8%, il quarto più alto del blocco comunitario, superato solo dall'Estonia (23,9%), dalla Finlandia (23,7%) e dalla Svezia (23,2%).