Il business generato dai programmi ufficiali di formazione professionale (FP) impartiti in centri privati, sia convenzionati che non convenzionati, è salito a 1.770 milioni di euro nel 2025, il che rappresenta un avanzamento del 7,3% rispetto all'anno precedente, secondo le cifre dell'Osservatorio Settoriale DBK di Informa, filiale di Cesce.
Questo comportamento evidenzia un rallentamento della crescita del settore se confrontato con i tassi tra l'11% e il 14% registrati nel periodo 2022-2023, un freno che si collega a un minore ritmo di aumento degli studenti iscritti.
Il dato provvisorio di studenti di programmi ufficiali in centri privati si è situato a 413.228 alunni nell'anno scolastico 2025/2026, un 3,5% in più rispetto all'anno precedente, e già rappresentano il 34,1% del totale degli iscritti tra la rete pubblica e quella privata.
All'interno del settore privato, la domanda di Grado Superiore ha continuato a essere la più attiva, con un aumento del 4% e una partecipazione vicina al 60% sul totale degli studenti.
Allo stesso tempo, il fatturato congiunto di tutti i centri privati che impartiscono FP ufficiale, includendo anche i ricavi provenienti da altre aree formative di studi non regolamentati, si è situato a 2.125 milioni di euro nel 2025.
Più centri privati e maggiore concentrazione del mercato
Per quanto riguarda l'offerta disponibile, il numero di centri privati con programmi ufficiali di formazione professionale ha raggiunto i 1.458 nell'anno scolastico 2024/2025. Questa cifra equivale a quasi il 35% del totale dei centri operativi in Spagna, sia pubblici che privati, dopo aver guadagnato due punti percentuali di quota negli ultimi cinque anni scolastici.
Il rapporto sottolinea che la struttura del settore continua a essere caratterizzata da un'elevata atomizzazione, con predominanza di piccole entità concentrate nella gestione di un unico centro educativo.
Tuttavia, il mercato avanza in modo graduale verso una maggiore concentrazione dell'offerta, favorita dalla consolidazione di gruppi di maggiori dimensioni di fronte all'ingresso di investitori, in particolare fondi di capitale di rischio e gruppi educativi stranieri, così come dal crescente peso delle istituzioni universitarie.
Come riflesso di questo processo, i cinque maggiori operatori del settore hanno riunito nel 2025 il 22% del fatturato totale aggregato, percentuale che si eleva oltre il 27% se si considera la quota congiunta dei primi dieci.