Le principali borse europee hanno chiuso questo giovedì con perdite generalizzate, in una giornata segnata da incertezza economica e finanziaria internazionale.
L'Ibex 35 è retrocesso del 2,12%, fino a 18.913,50 punti, perdendo la barriera dei 19.000 punti e registrando una delle maggiori cadute tra i grandi indici del continente. La punizione alle banche, in particolare a Bankinter, ha contribuito al calo del mercato spagnolo.
Le vendite si sono imposte anche a Milano, Parigi, Francoforte e Londra, in un contesto di crescente preoccupazione per la situazione del debito pubblico francese, l'aumento dei prezzi energetici e i dubbi sulla redditività degli investimenti delle grandi compagnie tecnologiche in intelligenza artificiale. Il petrolio Brent ha superato i 111 dollari al barile, aggiungendo pressione sulle aspettative di inflazione e sull'evoluzione dei tassi di interesse.
Bankinter guida le perdite dell'Ibex
Il settore bancario ha protagonizzato buona parte dei cali del selettivo spagnolo. Bankinter ha perso il 7,56% dopo aver presentato i suoi risultati trimestrali, diventando il valore più colpito della sessione. CaixaBank ha registrato anche una caduta del 5,72%, mentre Banco Santander è retrocesso del 4,06%.
Le perdite si sono estese ad altri settori. Solaria ha ceduto il 5,26%, ACS il 4,40% e ArcelorMittal il 4,09%, riflettendo la pressione venditrice su compagnie legate all'energia, alla costruzione e all'industria.
All'estremo opposto, solo alcuni valori sono riusciti a sfuggire alle cadute. Telefónica è avanzata dell'1,82%, seguita da Cellnex, con un aumento dell'1,61%, e Colonial, che ha guadagnato l'1,39%.
Milano guida le cadute delle borse europee
Il retrocesso dell'Ibex si è verificato in una sessione negativa per il complesso dei mercati europei. La Borsa di Milano ha registrato la maggiore caduta, con un calo del 2,54%, seguita dall'indice spagnolo e dall'Euro Stoxx 50, che ha ceduto l'1,94%.
A Parigi, il CAC 40 ha perso l'1,39%, mentre il DAX tedesco è retrocesso dell'1,07%. Londra ha resistito meglio alle vendite, anche se il FTSE 100 ha chiuso in negativo, con una caduta dello 0,26%.
La tendenza ribassista si è trasferita anche a Wall Street. Al termine della sessione europea, il Nasdaq retrocedeva del 2,24% e l'S&P 500 perdeva l'1,30%, anche se i mercati statunitensi erano ancora aperti.
Il debito francese torna a preoccupare gli investitori
Uno dei principali fattori di incertezza proviene dalla Francia. Il premio di rischio francese ha superato i 170 punti base, mentre il rendimento del suo titolo sovrano a dieci anni ha superato il 5%, in mezzo ai dubbi sulla sostenibilità delle finanze pubbliche del paese.
Il rincaro del finanziamento dello Stato francese ha aumentato la preoccupazione per la situazione fiscale di una delle maggiori economie dell'eurozona. L'evoluzione del suo debito genera anche preoccupazione per le possibili conseguenze sulle entità finanziarie europee, che mantengono importanti esposizioni ai mercati del debito sovrano.
Questa pressione si aggiunge ai dubbi sulla capacità dei governi europei di contenere i loro deficit in uno scenario di minore crescita e maggiori necessità di spesa pubblica.
Il petrolio supera i 111 dollari
Il secondo elemento di pressione sulle borse è stato il nuovo rincaro del petrolio. Il barile di Brent ha superato i 111 dollari, spinto dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dall'incertezza sul transito delle merci energetiche attraverso lo stretto di Hormuz.
La salita del greggio minaccia di trasferirsi ai prezzi dei carburanti, al trasporto e a numerosi processi industriali, complicando gli sforzi per contenere l'inflazione.
Uno scenario di inflazione più persistente potrebbe anche limitare il margine di manovra delle banche centrali per ridurre i tassi di interesse. Questa possibilità danneggia soprattutto le aziende con maggiori necessità di finanziamento e i settori più sensibili al costo del denaro.
Punizione per le tecnologiche a causa dei dubbi sull'IA
Alle tensioni fiscali ed energetiche si è aggiunta l'incertezza sulle grandi compagnie tecnologiche. Gli investitori continuano a esaminare se i consistenti investimenti destinati allo sviluppo dell'intelligenza artificiale potranno tradursi in profitti sufficienti per giustificare le valutazioni di mercato del settore.
Le dubbie sul ritmo di recupero di questi investimenti hanno contribuito alle vendite nelle aziende tecnologiche statunitensi, con particolare incidenza sul Nasdaq.
Il ribasso di Wall Street ha aggiunto pressione ai mercati europei, che hanno chiuso la giornata con perdite in tutti i loro principali indici. Il comportamento del debito francese, l'evoluzione del petrolio e i prossimi risultati aziendali continueranno a essere alcuni dei principali riferimenti per gli investitori.