Quanto si paga al mese per un mutuo di 100.000, 150.000, 200.000, 250.000 o 300.000 euro? La risposta dipende principalmente dal tasso di interesse e dal termine di ammortamento. Una differenza apparentemente piccola in una di queste due variabili può modificare la rata mensile di decine o addirittura centinaia di euro.
Gli ultimi dati pubblicati dall'Istituto Nazionale di Statistica (INE), relativi a giugno 2026, collocano il tasso di interesse medio dei nuovi mutui per abitazioni al 2,96%, mentre il termine medio è stato di 25 anni. L'importo medio ha raggiunto i 178.365 euro, un 6% in più rispetto a un anno prima.
Per verificare come queste variabili influenzano la rata, le seguenti simulazioni utilizzano il sistema francese di ammortamento, abituale nei mutui spagnoli, e tre tassi fissi ipotetici del 2,5%, 3% e 3,5%. Sono esempi orientativi: non rappresentano offerte commerciali né includono assicurazioni, commissioni, tasse o altri costi associati.
Quanto si paga per un mutuo al 3%
Il 3% consente di costruire uno scenario centrale molto vicino all'ultimo tasso medio registrato dall'INE, del 2,96%. Mantenendo quel tasso costante, la differenza tra contrarre il mutuo a 20, 25 o 30 anni è considerevole.
| Importo del mutuo | 20 anni | 25 anni | 30 anni |
|---|---|---|---|
| 100.000 euro | 555 €/mese | 474 €/mese | 422 €/mese |
| 150.000 euro | 832 €/mese | 711 €/mese | 632 €/mese |
| 200.000 euro | 1.109 €/mese | 948 €/mese | 843 €/mese |
| 250.000 euro | 1.386 €/mese | 1.186 €/mese | 1.054 €/mese |
| 300.000 euro | 1.664 €/mese | 1.423 €/mese | 1.265 €/mese |
Un mutuo di 100.000 euro a 25 anni e al 3% avrebbe così una rata mensile approssimativa di 474 euro. Per 200.000 euro, la rata salirebbe fino a circa 948 euro, mentre finanziare 300.000 euro alle stesse condizioni elevarebbe il pagamento fino a circa 1.423 euro mensili.
L'effetto del termine si apprezza specialmente nei prestiti più elevati. Un mutuo di 300.000 euro al 3% passerebbe da circa 1.664 euro mensili a 20 anni a 1.265 euro a 30 anni, quasi 400 euro in meno ogni mese.
Quanto cambia la rata se l'interesse passa dal 2,5% al 3,5%
Il termine non è l'unica variabile decisiva. Per osservare esclusivamente l'effetto dell'interesse si può mantenere costante un periodo di ammortamento di 25 anni e modificare il tasso applicato.
| Mutuo | Al 2,5% | Al 3% | Al 3,5% |
|---|---|---|---|
| 100.000 euro | 449 €/mese | 474 €/mese | 501 €/mese |
| 150.000 euro | 673 €/mese | 711 €/mese | 751 €/mese |
| 200.000 euro | 897 €/mese | 948 €/mese | 1.001 €/mese |
| 250.000 euro | 1.121 €/mese | 1.186 €/mese | 1.252 €/mese |
| 300.000 euro | 1.346 €/mese | 1.423 €/mese | 1.502 €/mese |
In un mutuo di 200.000 euro a 25 anni, passare dal 2,5% al 3,5% comporta un aumento della rata da circa 897 a circa 1.001 euro. Sono circa 104 euro aggiuntivi ogni mese mantenendo identici il capitale e il termine.
La differenza aumenta in termini assoluti man mano che cresce il prestito. Per 300.000 euro, lo stesso cambiamento di un punto percentuale farebbe aumentare la rata approssimativa da 1.346 a 1.502 euro mensili.
Allungare il mutuo riduce la rata, ma aumenta gli interessi
Scegliere un termine più lungo consente di ridurre l'esborso mensile perché il capitale è distribuito tra un numero maggiore di rate. Tuttavia, pagare meno ogni mese non significa che il mutuo risulti più economico.
Prendiamo come esempio 200.000 euro al 3%. A 20 anni, la rata si aggira intorno a 1.109 euro e i pagamenti accumulati al termine del prestito sarebbero di circa 266.200 euro. A 30 anni, la rata scende a circa 843 euro, ma i pagamenti totali si avvicinerebbero a 303.600 euro.
In questo esempio, allungare di dieci anni il termine fornisce un sollievo mensile di circa 266 euro, ma comporta pagare circa 37.400 euro aggiuntivi nel corso della vita del prestito. Il confronto presuppone in entrambi i casi che il 3% rimanga costante.
Il tasso medio dei nuovi mutui è leggermente sotto il 3%
Lo scenario centrale utilizzato nelle simulazioni si avvicina al mercato ipotecario riflesso dall'ultima statistica ufficiale. A giugno, il tasso di interesse medio è stato del 2,96% e il termine medio è rimasto a 25 anni.
L'INE distingue inoltre tra modalità. Il 61,7% dei nuovi mutui su abitazioni è stato costituito a tasso fisso e il 38,3% a variabile. Il tasso medio iniziale è stato del 2,89% per i fissi e del 3,07% per i variabili.
Questo non significa che una persona che richiede ora un mutuo otterrà necessariamente quegli interessi. Sono medie delle operazioni iscritte nei registri della proprietà e le condizioni concrete possono variare in base all'ente, al profilo finanziario del cliente e alle caratteristiche del prestito.
Il mutuo medio supera già i 178.000 euro
La dimensione delle operazioni è aumentata. A giugno sono stati costituiti 45.907 mutui su abitazioni, un 10,8% in più rispetto allo stesso mese del 2025, e il capitale medio prestato ha raggiunto i 178.365 euro. I dati del 2026 hanno ancora carattere provvisorio.
Quella cifra colloca un mutuo di 200.000 euro relativamente vicino all'importo medio attuale e permette di dimensionare le simulazioni precedenti. Con un prestito di tale entità al 3% e per 25 anni, la rata orientativa sarebbe di circa 948 euro.
L'importo ipotecato non equivale necessariamente al prezzo dell'abitazione. Il prestito può finanziare solo una parte dell'operazione, mentre l'acquirente apporta risorse proprie per coprire il resto del prezzo e le spese associate.
Cosa includono e cosa non includono queste simulazioni
Tutte le quantità precedenti sono esempi matematici orientativi, calcolati mediante rate mensili costanti e supponendo che il tasso indicato rimanga invariato per tutto il periodo.
Le cifre raccolgono unicamente il rimborso del capitale e degli interessi. Non incorporano possibili commissioni, assicurazioni, prodotti collegati, tasse, perizie o altri costi relativi alla stipula di un mutuo o alla compravendita di un'abitazione.
In un mutuo variabile non sarebbe corretto proiettare una stessa rata per 20, 25 o 30 anni, perché l'interesse può cambiare nelle revisioni. Per questo motivo, gli scenari del 2,5%, 3% e 3,5% servono per confrontare l'effetto di diversi tassi, non per anticipare l'evoluzione futura di un mutuo variabile.