Il Governo obbligherà affinché l'80% dell'energia dei centri di dati provenga da fonti rinnovabili ogni ora.

Il Governo stabilirà per decreto che i centri di dati coprano ora per ora almeno l'80% del loro consumo elettrico con nuova generazione rinnovabile.

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Il Governo sta preparando una normativa che obbligherà i centri di dati a coprire con nuova generazione rinnovabile, e in modo orario, almeno l'80% dell'elettricità che consumano, secondo il progetto di decreto reale che fisserà i requisiti di sostenibilità energetica, ambientale, di resilienza e di sovranità digitale applicabili ai 'data centers'.

Il testo è stato elaborato congiuntamente dai Ministeri per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica; Economia, Commercio e Impresa; e Trasformazione Digitale e Funzione Pubblica, e sarà sottoposto a audizione pubblica dopo che il Consiglio dei Ministri avrà concordato questo martedì la sua trattazione urgente, in conformità con il mandato incluso nel Decreto Reale 7/2026 di marzo all'interno del piano integrale di risposta alla Crisi in Medio Oriente.

Fonti dell'Esecutivo sottolineano che l'intenzione è di ordinare l'espansione dei centri di dati di fronte al forte aumento di progetti, garantendo alti standard che rafforzino la sicurezza giuridica e l'attrazione di capitali, e sottolineano che il Governo è favorevole allo sviluppo di 'data centers' e, proprio per questo, punta a dotarli di un quadro normativo chiaro.

In questa direzione, segnalano che sono state analizzate le difficoltà emerse in altri paesi —come Irlanda, Singapore, Paesi Bassi o Stati Uniti— e si considera che ora sia il momento giusto per anticiparsi con una regolamentazione che permetta di evitare quei problemi.

La futura norma intende garantire il rispetto dei criteri più rigorosi di efficienza energetica e idrica, così come di sovranità digitale, tecnologica e di capacità di calcolo.

Mettere ordine nel boom dei centri di dati

L'obiettivo è anche quello di ordinare l'attuale 'boom' di domanda di 'data centers', che ha portato persino a avvertimenti su una possibile bolla attorno all'attrattiva della Spagna per questo tipo di investimenti.

La Spagna dispone di una Strategia di Intelligenza Artificiale (IA) che prevede circa 2,5 gigawatt (GW) di potenza di calcolo nel 2030, che richiederebbero tra 3,5 GW e 4 GW di domanda elettrica. Tuttavia, le richieste e i permessi per queste infrastrutture superano di gran lunga quel orizzonte, a causa della posizione geografica del paese, del suo clima e del suo potenziale rinnovabile, essendo stati concessi dal 2021 più di 12 GW di diritti di accesso e connessione alla rete.

Non ci sarà moratoria, ma sì nuove esigenze

Le stesse fonti insistono sul fatto che il progetto di decreto reale, che sarà dettagliato al settore e che il Governo confida sarà ben accolto, non implica in nessun caso una moratoria: i nuovi sviluppi potranno proseguire, sebbene soggetti agli standard e ai requisiti stabiliti.

La regolamentazione stabilisce condizioni specifiche per gli impianti con più di 1 MW di potenza elettrica, poiché sono quelli che hanno il maggiore impatto territoriale, idrico e ambientale, con l'obiettivo che la Spagna possa selezionare quei centri di dati che apportano maggiore valore con il minor danno ambientale possibile.

Dal punto di vista energetico, e seguendo la logica già applicata alla produzione di combustibili rinnovabili di origine non biologica o all'idrogeno rinnovabile, la bozza introduce l'obbligo che il consumo dei centri di dati sia per la maggior parte rinnovabile, con un minimo dell'80% fino a quando la quota di rinnovabili supererà il 90% del 'mix' elettrico nazionale.

Questo consumo dovrà essere aggiuntivo: ogni nuovo megawatt (MW) di domanda dovrà essere legato a un MW di nuova generazione rinnovabile installato nei 18 mesi precedenti all'avvio del 'data center', sia mediante autoconsumo, sia attraverso contratti a lungo termine (PPA).

La fornitura sarà verificata ora per ora, in modo che, in ogni fascia di funzionamento, almeno l'80% dell'energia impiegata dovrà provenire da fonti rinnovabili generate in quella stessa ora.

Inoltre, i progetti di centri di dati che richiedono accesso alla rete elettrica dovranno dimostrare di rispettare questi criteri per ottenere i diritti di accesso e connessione.

Il mancato rispetto degli obblighi comporterà sovraccarichi crescenti in oneri e pedaggi e, in ultima istanza, la perdita del diritto di accesso. Con questi sovraccarichi si compenserà il sovraccosto che la violazione degli obblighi di aggiuntività e correlazione oraria del consumo rinnovabile possa trasferire al sistema e, per estensione, alla bolletta elettrica.

Condizioni per connettersi alla rete e uso efficiente dell'acqua

I progetti di 'data centers' che sono già in fase di elaborazione avranno sei mesi per adattarsi ai nuovi requisiti e accreditarsi —tre mesi se sono in attesa di un concorso di accesso alla rete— o, in alternativa, potranno rinunciare ai loro diritti di accesso e connessione senza esecuzione di garanzie.

Data le elevate esigenze di acqua ed energia di queste strutture, si stabilisce che dovranno adeguarsi ai migliori livelli di efficienza energetica e idrica definiti dall'etichettatura europea specifica per i centri di dati, che è in fase di sviluppo da parte della Commissione Europea e la cui entrata in vigore è prevista entro un anno.

Il progetto di decreto prevede che, una volta in vigore quella norma comunitaria, si richieda il livello più alto, la categoria "A", sia in efficienza energetica che in consumo di acqua.

In materia di resilienza e sovranità digitale, il testo incorpora obblighi come che l'operazione del centro e il controllo dei dati legati a tale operazione ricadano in entità soggette al diritto dell'UE; che i dati, metadati e registri trattati nell'ambito dell'operazione rimangano all'interno del territorio comunitario; e che si mantenga un controllo efficace degli accessi da paesi terzi.

Dichiarazione responsabile sulla sovranità digitale

Il Ministero della Trasformazione Digitale e della Funzione Pubblica, nell'ambito delle sue competenze, verificherà il rispetto di queste condizioni, la cui violazione potrà comportare, in ultima istanza, la perdita dei diritti di accesso e connessione alla rete elettrica.

Così, tutti i centri di dati che superano una determinata soglia saranno obbligati a presentare una dichiarazione responsabile in cui assicurano che rispetteranno i criteri di sovranità digitale stabiliti.

Allo stesso modo, i 'data centers' che intendono ospitare informazioni di qualsiasi Amministrazione Pubblica o relative alla sicurezza nazionale dovranno impegnarsi espressamente affinché tali dati non abbandonino il territorio dell'Unione Europea (UE).

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