Il consiglio di amministrazione di Renfe ha deciso questo martedì di riattivare il concorso per il suo nuovo modello di trasporto alternativo su strada, sostituendo il contratto iniziale di lotto unico con 14 lotti differenziati e prevedendo la creazione di una società in cui Renfe Viajeros avrà una partecipazione del 49% per coprire i servizi programmati, secondo quanto comunicato dall'azienda pubblica.
L'operatore ha rivisto il capitolato al fine di incorporare le indicazioni del Tribunale Amministrativo Centrale di Risorse Contrattuali (TACRC) e favorire una maggiore concorrenza tra le aziende. L'obiettivo è garantire la disponibilità di autobus quando i lavori o le incidenze impediscono la circolazione normale dei treni.
Nella nuova gara si passa da una procedura negoziata a una aperta e si segmentano i servizi in due lotti per i piani alternativi di trasporto (PAT) associati a lavori pianificati e altri dodici lotti di ambito territoriale per coprire interruzioni non previste, come problemi nell'infrastruttura o nei treni, episodi meteorologici estremi o catastrofi naturali.
I due lotti destinati a servizi programmati avranno una validità di otto anni, mentre i dodici lotti riservati a servizi non programmati saranno limitati a quattro anni, in entrambi i casi senza possibilità di proroga.
Partecipazione privata maggioritaria e flotta minima
Lo schema progettato per i servizi programmati stabilisce una società con il 49% in mano a Renfe Viajeros e un 51% del socio privato aggiudicatario. In ciascuno dei due lotti è prevista l'acquisto di tra 25 e 50 autobus, che dovranno essere operativi entro un massimo di un anno, il che implica una flotta minima congiunta di 50 veicoli.
Il capitolato consente di presentare un'offerta che integri entrambi i lotti con l'obiettivo di costituire un'unica società se si risultasse aggiudicatari di entrambi.
Per quanto riguarda i servizi non programmati, questi saranno prestati direttamente dalle aziende che risulteranno aggiudicatarie dei dodici lotti territoriali, con l'opzione di incorporare mezzi di terzi per rafforzare l'operatività.
Per queste azioni di urgenza, la distribuzione territoriale è stata progettata con l'obiettivo di consentire che, entro un'ora, si possa mobilitare almeno il 50% degli autobus minimi richiesti in ciascun lotto.
Requisiti di accesso più flessibili
Il nuovo capitolato sopprime l'obbligo di avere una presenza territoriale precedente e adegua le esigenze di solvibilità al budget e alle caratteristiche di ogni lotto. Nel caso dei servizi programmati, la soglia di solvibilità tecnica viene abbassata da 500 a 250 autobus.
Per i servizi non programmati, questa soglia è fissata a 40, 60 o 80 autobus, a seconda del lotto, con una disponibilità minima di 10, 15 o 20 veicoli e la possibilità di fare affidamento su risorse di altre compagnie.
Lo scorso luglio, il TACRC ha riconosciuto il legame dei piani alternativi di trasporto con l'attività ferroviaria, sia in caso di contingenze impreviste che di lavori pianificati, ma ha obbligato a rivedere il lotto unico nazionale, i requisiti di solvibilità, la disponibilità minima di veicoli e la durata dei contratti.
Oltre 94 milioni impegnati nel 2025
Renfe ha segnalato che il volume assegnato a piani alternativi di trasporto è aumentato da circa sette milioni di euro nel 2020 a oltre 94 milioni nel 2025. Inoltre, tra il 2024 e il 2025, un totale di 26 dei 77 fascicoli sono rimasti inizialmente deserti.
Secondo la compagnia, il modello vigente, basato su contratti indipendenti per ogni esigenza concreta, non garantisce sempre la disponibilità di autobus, conducenti e risorse operative, presenta una concorrenza limitata e obbliga a volte a ricorrere a contratti d'urgenza, con minore capacità di pianificazione e maggiore pressione sui costi.
Con il nuovo schema, l'operatore intende disporre di mezzi stabili, ridurre il rischio di gare deserte e coperture insufficienti e accorciare i tempi di risposta in caso di incidenti. Allo stesso tempo, cerca di facilitare l'adattamento ai cambiamenti nel calendario dei lavori e favorire la partecipazione di operatori locali e regionali.