Rimangono in sospeso le leggi sui deepfake con IA e il registro statale dei media per l'anticipo elettorale

Il rinvio elettorale al 29 novembre frena leggi su deepfake, registro statale dei media, pubblicità istituzionale e segreto professionale dei giornalisti.

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Il anticipo elettorale al 29 novembre annunciato dal presidente del Governo, Pedro Sánchez, ha lasciato paralizzate diverse iniziative legislative chiave, tra cui la riforma della Legge Organica di protezione civile del diritto all'onore, alla privacy personale e familiare e all'immagine, destinata ad affrontare l'uso di immagini generate con Intelligenza Artificiale (IA) o 'deepfakes' senza consenso e i cosiddetti 'true crimes', così come la norma che contemplava la creazione di un registro statale dei mezzi di comunicazione.

Quest'ultima iniziativa era inclusa nel progetto di Legge per il Miglioramento della Governance Democratica nei Servizi Digitali e Mezzi di Comunicazione, promosso dal Ministero per la Trasformazione Digitale e della Funzione Pubblica, che decade automaticamente con la dissoluzione delle Corti.

Il progetto prevedeva di modificare la Legge 13/2022, del 7 luglio, Generale di Comunicazione Audiovisiva, per avviare un registro statale dei fornitori di servizi di mezzi di comunicazione di titolarità pubblica, dipendente dalla Commissione Nazionale dei Mercati e della Concorrenza (CNMC). In detto registro, i mezzi di ambito statale sarebbero stati obbligati a iscrivere e mantenere aggiornati i dati sulla loro struttura azionaria e i ricavi provenienti dalla pubblicità istituzionale.

In parallelo, l'Esecutivo aveva dato il via libera al disegno di legge sulla Pubblicità del Settore Pubblico, anch'esso colpito dall'anticipo elettorale al 29 novembre. Questa norma introduceva, tra le altre modifiche, un limite all'ammontare di pubblicità statale che possono ricevere i mezzi di comunicazione e le piattaforme online, fissato al 35% del loro fatturato netto annuale o di quello del gruppo imprenditoriale a cui appartengono.

Inoltre, stabiliva che tutti quegli operatori che avessero percepito pubblicità istituzionale da qualsiasi organismo del settore pubblico dei tre livelli dell'Amministrazione e superassero tale soglia sarebbero stati esclusi da nuove campagne di pubblicità statale.

Rimane anche senza conclusione la trattazione della legge organica regolatrice del diritto al segreto dei professionisti dell'informazione e dei fornitori di servizi di mezzi di comunicazione, il cui disegno di legge è stato accolto con soddisfazione da organizzazioni di mezzi e associazioni di giornalisti.

Questa proposta normativa rafforzava il diritto dei giornalisti a preservare l'identità delle loro fonti e qualsiasi dato che potesse portare alla loro identificazione, così come a rifiutarsi di consegnare materiali giornalistici o dispositivi che compromettessero quella riservatezza. Allo stesso modo, vietava l'installazione di programmi informatici di sorveglianza intrusiva sui titolari di questo diritto, salvo in casi eccezionali ordinati da giudici e tribunali.