Felipe VI rivendica l'impegno quotidiano con la democrazia di fronte al 29N: "Non si esaurisce in delle elezioni"

Il Re fa appello alla cura delle istituzioni e ricorda l'eredità della Transizione durante i Premi Principessa delle Asturie. Leonor avverte del disincanto giovanile e difende il valore della creazione umana di fronte all'intelligenza artificiale.

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Elecciones generales del 29 de noviembre · Demócrata

Il re Felipe VI ha rivendicato questo venerdì la necessità di prendersi cura della democrazia oltre le urne, in un discorso pronunciato durante la cerimonia di consegna dei Premi Principessa delle Asturie 2026, tenutasi al Teatro Campoamor di Oviedo. A poco più di un mese dalle elezioni generali del 29 novembre, il monarca ha ricordato che la partecipazione elettorale costituisce una responsabilità fondamentale, ma non è sufficiente da sola per garantire la convivenza democratica.

"L'esercizio della democrazia non si esaurisce in elezioni come quelle che presto vivremo, dove i cittadini avranno, ancora una volta, l'altissima responsabilità di definire l'orientamento politico del nostro paese", ha affermato Felipe VI, che ha reclamato "un impegno quotidiano, civico e esigente" con le istituzioni e le regole di convivenza.

Il Re ha difeso l'importanza di preservare le forme democratiche e di cercare il bene comune, prestando attenzione agli interessi legittimi di tutti i cittadini. Le sue parole arrivano in piena precampagna elettorale, quando i partiti stanno ultimando le loro candidature al Congresso e al Senato per le elezioni del 29N.

Felipe VI ricorda la Transizione e la Costituzione del 1978

Durante il suo intervento, il monarca ha recuperato l'eredità della Transizione, coincidente con il 50° anniversario della Legge per la Riforma Politica, che ha aperto la strada verso la democrazia dopo la dittatura franchista.

Felipe VI ha descritto quel periodo come "un processo complesso, basato sulla generosità e sull'altezza di vedute", che ha permesso di passare pacificamente dalla dittatura alle libertà. Ha anche rivendicato la Costituzione del 1978 come un testo capace di accogliere tutti gli spagnoli senza distinzione.

Tuttavia, ha avvertito che la democrazia richiede un rinnovamento costante. "Ci obbliga tutti a essere umili, a rimanere all'erta", ha sottolineato, prima di insistere sulla responsabilità dei cittadini di continuare ad apprendere e migliorare.

Il Re ha anche riflettuto su il valore dell'esperienza in una società condizionata dall'eccesso di informazioni e dallo sviluppo dell'intelligenza artificiale. A suo avviso, i premiati di questa edizione dimostrano che la conoscenza e il percorso personale conservano un valore essenziale di fronte all'accumulo di dati.

Leonor avverte del disincanto dei giovani e rivendica il valore dell'umano

La principessa Leonor ha dedicato il suo intervento alle preoccupazioni delle nuove generazioni di fronte a uno scenario internazionale attraversato dai conflitti, dagli estremismi, dalle disuguaglianze e dall'incertezza.

"I giovani si pongono domande", ha affermato l'erede al trono, che ha riconosciuto di provare una "miscela di vertigine e illusione" di fronte alle sfide del presente. Tra queste ha menzionato il costo della vita, le guerre tecnologiche e l'influenza dei social media.

Leonor ha anche difeso la necessità di "discutere sul valore dell'imperfezione umana di fronte alla presunta perfezione della macchina", una riflessione che ha connesso con il suo omaggio ai premiati.

Da Messi a Studio Ghibli: i ricordi personali della principessa

Uno dei momenti più personali del discorso di Leonor è arrivato parlando di Studio Ghibli, insignito del Premio di Comunicazione e Umanità. La principessa ha ricordato come sua madre, la regina Letizia, portò le due sorelle al cinema per vedere Ponyo sulla scogliera, quando l'infanta Sofia non aveva ancora compiuto due anni.

"Per Sofia è il suo primo film al cinema!", ha raccontato Leonor, che ha sottolineato l'influenza dei film dello studio giapponese nella sua educazione e nella sua difesa della natura e dell'umanesimo.

Ha anche dedicato alcune parole a Lionel Messi, Premio Principessa di Asturias per lo Sport, del quale ha evidenziato la sua "carriera irripetibile" e la sua capacità di trasformare "l'eccezionale in routine", senza perdere di vista la dimensione collettiva del calcio.

Riferendosi allo scrittore Julian Barnes, la principessa ha difeso la capacità della letteratura di trasmettere emozioni. "Nessuna IA potrà replicare l'emozione che provoca la sua opera", ha assicurato. La principessa ha concluso il suo intervento con un verso di Paul Valéry recuperato da Hayao Miyazaki: "Il vento si alza… bisogna provare a vivere!!".

Patti Smith canta dal vivo e Garton Ash chiede un'Europa unita

La cantante statunitense Patti Smith, Premio Principessa di Asturias per le Arti, è intervenuta a nome di tutti i premiati per rivendicare l'importanza di continuare a lavorare ed evolversi nel corso della vita.

Prossima a compiere 80 anni, l'artista ha spiegato che il riconoscimento rappresenta uno stimolo per continuare a creare e trasmettere speranza alle nuove generazioni. "Siamo il mondo che ci circonda, possiamo essere la rivoluzione della terra", ha affermato prima di chiudere il suo intervento interpretando dal vivo la sua canzone Wing.

Da parte sua, lo storico britannico Timothy Garton Ash, Premio di Scienze Sociali, ha fatto ricorso al calcio per reclamare un'Europa più unita. Di fronte alla presenza di Messi, ha confrontato il successo sportivo con la necessità di combinare talento individuale e lavoro di squadra per rispondere alle sfide internazionali.

"Saremmo imbattibili", ha affermato Garton Ash, che ha difeso un'Europa "libera", capace di riformarsi e ampliarsi di fronte all'incertezza internazionale e alle conseguenze della guerra in Ucraina.