Javi Cabello parla da anni di politica su internet, ma una delle sue ultime interviste ha fatto sì che i suoi contenuti saltassero dai social media al centro della precampagna elettorale. Il 13 ottobre scorso ha pubblicato una conversazione con la portavoce del PP al Congresso, Ester Muñoz, in cui la dirigente ha avvertito che l'attuale sistema pensionistico "sta per esplodere". Le sue parole hanno provocato una risposta immediata dal Governo e dal PSOE, che hanno accusato i popolari di preparare tagli se arrivano a La Moncloa.
Dietro a quell'intervista c'è Javier Cabello, conosciuto sui social come Ciudadano Alternativo, un creatore di contenuti di ideologia conservatrice che non nasconde le sue posizioni politiche né le sue critiche all'Esecutivo di Pedro Sánchez. Attraverso video, commenti sull'attualità e conversazioni con dirigenti politici, è riuscito a raccogliere un pubblico che supera il mezzo milione di seguaci tra i suoi diversi profili.
Il suo contenuto non intende essere neutrale. Cabello difende idee di destra, mette in discussione le politiche economiche e sociali del Governo e partecipa abitualmente a dibattiti su tasse, corruzione, pensioni e funzionamento delle istituzioni.
Chi è Ciudadano Alternativo?
Javi Cabello è nato a Cartagena nel 1995 e ha studiato Ingegneria Meccanica all'Università Carlos III di Madrid. Prima di diventare una figura conosciuta sui social media, ha sviluppato la sua attività professionale nel campo del marketing, della pubblicità e dell'azienda, un'esperienza che ha anche influenzato il suo modo di comunicare.
Il suo profilo digitale è stato costruito attorno a Ciudadano Alternativo, il nome con cui pubblica commenti sull'attualità politica ed economica. A differenza dei creatori che hanno iniziato facendo intrattenimento e poi hanno incorporato opinioni politiche, Cabello ha trasformato la politica nel contenuto principale dei suoi canali.
Il suo modo di comunicare è diretto, con critiche frequenti al Governo e spiegazioni su questioni economiche che cerca di trasferire in un linguaggio quotidiano. Parla di tasse, spesa pubblica, corruzione, abitazione o pensioni, e di solito accompagna le sue opinioni con frammenti di interviste, notizie o interventi parlamentari.
Questa attività gli ha anche permesso di trasferire le sue idee in altri formati. Nel 2023 ha pubblicato Il sistema e la madre che lo ha partorito, il suo primo libro, e nel 2026 è tornato nelle librerie con La grande truffa del potere, un'opera incentrata sulla sua visione del funzionamento della politica e delle istituzioni spagnole.
Non nasconde la sua ideologia
Cabello si identifica con posizioni liberali e conservatrici e non considera che un comunicatore debba nascondere le proprie opinioni per parlare di attualità.
In un'intervista pubblicata a luglio del 2026 da El Diario de Madrid, ha persino difeso che la destra doveva imparare a comunicare meglio le proprie idee e far sì che i suoi messaggi circolassero con più forza sui social media. Per lui, il problema non consiste solo nell'avere argomenti, ma anche nel saperli presentare in un modo che arrivi al pubblico.
Dopo la conversazione di Alberto Núñez Feijóo con Aimar Bretos nella Cadena SER, Cabello ha offerto pubblicamente al PP una sessione gratuita di preparazione per affrontare questo tipo di incontri e far sì che i social media giocassero a loro favore.
Esto es lo que hubiera contestado yo a Aimar Bretos pic.twitter.com/TME10Aj7YO
— Javi Cabello (@ciudadanoalt) October 23, 2026
La sua esperienza professionale in marketing occupa un posto importante in quella visione. Cabello comprende che una pubblicazione politica compete per l'attenzione degli utenti con migliaia di video, notizie e contenuti di intrattenimento, per cui il linguaggio e il modo di raccontare le cose risultano decisivi.
Ha anche riconosciuto i rischi di consumare unicamente informazioni che confermano le proprie idee. In quell'intervista ha spiegato di aver iniziato a seguire profili di sinistra e favorevoli al Governo per evitare che gli algoritmi gli mostrassero sempre opinioni simili alle sue.
Quorvm, il podcast con cui intervista i politici
Il progetto che ha maggiormente popolarizzato la sua attività come comunicatore è Quorvm Podcast, uno spazio di interviste e conversazioni lunghe in cui riceve dirigenti politici e persone legate all'attualità economica e sociale.
Il formato gli consente di dedicare molto più tempo ai suoi ospiti rispetto a un'intervista televisiva convenzionale. Invece di limitarsi a domande brevi, le conversazioni possono estendersi verso argomenti come il finanziamento dello Stato, l'abitazione, l'immigrazione, la corruzione o il futuro delle pensioni.
Cabello utilizza anche i suoi profili social per distribuire i momenti salienti di ogni episodio. Una conversazione di lunga durata può così trasformarsi in vari video brevi che circolano su X, YouTube e altre piattaforme, dove ogni frammento genera le proprie reazioni. Quel meccanismo è stato particolarmente visibile con l'intervista a Ester Muñoz. Una conversazione pubblicata sul suo canale ha finito per provocare dichiarazioni di ministri, risposte di dirigenti politici e nuovi dibattiti sulle proposte del PP.
La commentata intervista a Ester Muñoz
Il 13 ottobre, Cabello ha pubblicato in Quorvm un'intervista con Ester Muñoz, portavoce del PP al Congresso. Durante la conversazione, la dirigente popolare ha parlato del futuro delle pensioni e ha avvertito che il sistema attuale "esploderà" se non si introducono cambiamenti.
"Dobbiamo essere coraggiosi e capire che il modello va cambiato perché non funziona", ha affermato Muñoz, che ha messo in discussione la capacità del sistema di rispondere all'invecchiamento della popolazione e al pensionamento della generazione del baby boom. La portavoce popolare ha difeso che coloro che sono prossimi al ritiro devono ricevere le prestazioni che gli spettano, ma ha insistito sulla necessità di riformare il modello.
Ester Muñoz sobre las pensiones: "Creo que tenemos que ser valientes y entender que el modelo hay que cambiarlo porque no funciona, porque el sistema actual tal como está va a petar" pic.twitter.com/qb7fI9qI0z
— Javi Cabello (@ciudadanoalt) October 13, 2026
L'intervista ha rapidamente acquisito una dimensione politica. Il PSOE ha utilizzato le dichiarazioni per accusare il PP di preparare tagli alle pensioni, mentre diversi ministri hanno chiesto ai popolari di chiarire quali cambiamenti proponevano. Elma Saiz, ministra della Sicurezza Sociale, ha risposto agli argomenti di Muñoz con dati sulla relazione tra contribuenti e pensionati.
Il dibattito è arrivato anche nell'ambiente del PP stesso, il cui presidente, Alberto Núñez Feijóo, aveva difeso la garanzia delle pensioni e la loro rivalutazione in base all'IPC. Le parole del suo portavoce hanno così aperto una discussione su come finanziare il sistema in futuro e quali riforme proporrebbe un eventuale Governo popolare.
Cabello non è rimasto ai margini della controversia. Il 15 ottobre ha pubblicato su The Objective un articolo intitolato "Ti hanno truffato", in cui ha difeso che rispettare gli anziani implica anche parlare dei problemi di finanziamento del sistema. Giorni dopo, il 20 ottobre, ha dedicato un altro episodio di Quorvm alle pensioni, al debito pubblico e all'invecchiamento della popolazione.
L'errore oltre le pensioni
La conversazione con Muñoz ha provocato una seconda controversia, questa volta legata a delle parole dello stesso Cabello su Pedro Sánchez.
Mentre entrambi commentavano l'atteggiamento del presidente del Governo in Congresso, l'intervistatore ha affermato che per lui sarebbe stato molto difficile non "afferrarlo per il collo". L'espressione ha generato critiche per il suo tono, ma la polemica si è complicata quando il programma Mañaneros 360, di RTVE, ha mostrato un cartello che attribuiva erroneamente la frase a Ester Muñoz.
La portavoce del PP non aveva pronunciato quelle parole. Era Cabello a averle dette. Il verificatore Newtral ha esaminato l'intervista e ha confermato l'errore di attribuzione. Da parte sua, Jesús Cintora ha chiarito durante l'emissione chi aveva fatto il commento e il programma ha finito per scusarsi per il cartello.
El clip entero sin cortes.
— Javi Cabello (@ciudadanoalt) October 14, 2026
Se pueden sacar de contexto mis palabras, pero es sólo una expresión que refleja la impotencia. Podéis decir lo que queráis, pero la gente no es idiota.
Por cierto, última vez que utilizáis mi contenido para alimentar vuestras mentiras. https://t.co/3pXPk0pps6 pic.twitter.com/g21DTNElkC
Cabello ha risposto diffondendo il frammento completo della conversazione e ha sostenuto che la sua espressione rifletteva frustrazione, non un'intenzione letterale di aggredire il presidente del Governo. Ha anche criticato il trattamento che aveva ricevuto la sua intervista nella televisione pubblica.
L'influenza del formato podcast in vista del 29N
Javi Cabello rappresenta una generazione di comunicatori che ha trovato nei social media un modo di partecipare direttamente al dibattito politico. Non ha bisogno di un programma televisivo né di una rubrica quotidiana su un giornale affinché le sue opinioni circolino e raggiungano migliaia di persone.
Lui stesso riconosce di non essere un giornalista. In un'intervista con El Diario de Madrid ha spiegato che il suo lavoro consiste nel commentare informazioni pubblicate da professionisti dei media e adattarle ai formati che consuma il suo pubblico. Ha anche difeso che, quando cambierà il Governo, i nuovi responsabili politici dovranno ricevere un scrutinio uguale o addirittura maggiore.
Tuttavia, si è mostrato a favore del formato di interviste che propone Jordi Wild in campagna elettorale. Ha pubblicamente fatto i complimenti all'intervistatore attraverso X e ha anche riconosciuto che tutti i partiti di sinistra sono invitati a sedersi nel suo podcast se lo desiderano, ad eccezione di EH Bildu.
Lo mejor de las entrevistas en Jordi Wild es el mensaje a los medios tradicionales:
— Javi Cabello (@ciudadanoalt) October 24, 2026
Sorry, hemos llegado para quedarnos y quitaros la tarta.
A poche settimane dalle elezioni generali del 29 novembre, la sua intervista con Ester Muñoz è un esempio dello spazio che hanno guadagnato i podcast e i creatori politici nella precampagna. Una conversazione che è iniziata su YouTube ha finito per provocare risposte dal Governo, critiche dell'opposizione, verifiche giornalistiche e nuovi dibattiti sulle pensioni.
Cabello non nasconde le sue idee conservatrici né la sua opposizione a Sánchez, e proprio lì risiede una parte importante della sua identità digitale. I suoi seguaci sanno da quali posizioni commenta l'attualità, anche se ciò non significa che condividano necessariamente tutte le sue opinioni.