Il Bollettino Ufficiale dello Stato (BOE) ha reso pubbliche questo mercoledì le candidature al Congresso dei Deputati e al Senato per le elezioni generali del prossimo 29 novembre. Tuttavia, queste liste non sono ancora definitive, poiché dovranno superare la revisione delle commissioni elettorali, che verificheranno requisiti come il rispetto delle "liste a cerniera" o la corretta presentazione delle garanzie da parte delle formazioni extraparlamentari.
I partiti politici, le federazioni, le coalizioni e i gruppi di elettori hanno avuto tempo fino alla mezzanotte di lunedì scorso per registrare le loro liste presso le commissioni elettorali provinciali. Queste stesse candidature, così come sono state consegnate, sono quelle che appaiono questo mercoledì nel BOE.
Da questo momento, le commissioni elettorali hanno un termine di due giorni per rilevare e comunicare le possibili irregolarità, siano esse apprezzate d'ufficio o denunciate. Le formazioni interessate avranno 48 ore dalla notifica per correggere i difetti segnalati. Una volta concluso questo processo, le commissioni avranno tempo fino al prossimo lunedì per proclamare le candidature definitive, che saranno pubblicate nel BOE il giorno successivo, 3 novembre.
Prima applicazione dell'alternanza rigorosa tra uomini e donne
Tra gli aspetti che dovranno supervisionare le commissioni figura il rispetto del principio di parità elettorale, che dopo l'ultima riforma obbliga per la prima volta in elezioni generali a che le liste al Congresso siano composte da donne e uomini disposti in modo alternato.
Nel 2023, la normativa elettorale richiedeva solo che ogni lista includesse almeno un 40% di persone di ciascun sesso e che nessuna superasse il 60%, proporzione che doveva essere mantenuta in ogni segmento di cinque posti. Tuttavia, la modifica introdotta dalla Legge Organica 2/2024, di rappresentanza paritaria, ha sostituito questo modello con le cosiddette "liste a cerniera" per ragioni di genere.
Questa composizione equilibrata dovrà essere rispettata nell'insieme della candidatura, senza differenziare tra titolari e supplenti, e sarà anche richiesta quando le candidature al Senato saranno presentate raggruppate in liste. L'obiettivo è che la configurazione finale di entrambe le Camere risulti praticamente paritaria.
Garanzia minima dello 0,1% per le formazioni senza seggi
Un altro dei punti da verificare sarà la validità delle garanzie richieste ai partiti, federazioni e coalizioni che non hanno ottenuto rappresentanza in nessuna delle due Camere nelle precedenti elezioni generali. La legge obbliga queste candidature a raccogliere le firme di almeno lo 0,1% degli elettori iscritti nel censimento di ogni circoscrizione in cui vogliono concorrere, e nessuna persona può prestare la propria firma a più di un elenco.
Questa obbligazione riguarda, tra gli altri, la formazione Se Acabó la Fiesta (SALF), dell'eurodeputato Luis "Alvise" Pérez, così come il nuovo partito "Democracia 21", costituito come coalizione con Ciudadanos e UCIN, che prevede di presentarsi solo per le circoscrizioni di Madrid e Barcellona.
Nel caso delle aggregazioni di elettori, possono anche presentare liste, ma è richiesto un sostegno maggiore: devono contare con le firme di almeno l'1% dei cittadini iscritti nel censimento della circoscrizione corrispondente.
Bilancio delle candidature nel 2023 e panorama per il 29 novembre
Alle elezioni di luglio 2023, le Giunte Elettorali Provinciali hanno proclamato un totale di 1.090 candidature alle Corti Generali, di cui 550 corrispondevano al Congresso e 540 al Senato, 186 in meno rispetto alle elezioni del 2019. In quel filtro sono rimaste fuori 66 liste di formazioni extraparlamentari per errori formali, per non aver rispettato i requisiti legali o, soprattutto, per non aver presentato le garanzie richieste.
In totale, 4.892 aspiranti si sono contesi il 23 luglio 2023 i 350 seggi del Congresso e i 208 del Senato —quest'anno si elegge uno in più dopo la riforma costituzionale che ha permesso di creare un senatore proprio per l'isola di Formentera—, il che ha comportato una media di dieci candidati per ogni seggio nella Camera Bassa e di 5,5 per ogni posto nel Senato.
In vista dell'appuntamento del 29 novembre sono state registrate nove coalizioni, tra cui quella di Frente Amplio, che raggruppa il maggior numero di partiti. In ogni caso, sono tre in meno rispetto a quelle che hanno partecipato alle elezioni generali del 2023.