La diffusione degli audio dell’incidente ferroviario di Urda incorpora una nuova controversia giudiziaria alla gestione della tragedia. Una denuncia presentata davanti alla giudice che indaga sul sinistro chiede di chiarire come siano arrivate ai media le conversazioni tra il centro di controllo di Adif e i macchinisti dei treni coinvolti.
La questione aggiunge pressione su Óscar Puente, che aveva riconosciuto di aver ascoltato le registrazioni prima che fossero rese pubbliche. Tuttavia, questa conoscenza preventiva non prova che il ministro le abbia consegnate ai media, ne abbia ordinato la diffusione o vi abbia partecipato. È questo ciò che si sta indagando.
È il Sindicato de Circulación Ferroviario (SCF) il denunciante e segnala che non dirige la denuncia contro Puente né gli attribuisce la fuga. La richiesta consiste nel rintracciarne l’origine. Questa differenza impedisce di presentare il caso come un’indagine giudiziaria già aperta contro il titolare dei Trasporti.
Una denuncia per ricostruire il percorso delle registrazioni
La questione sollevata dalla denuncia è diversa dall’indagine sulle cause dello scontro. Una mira a determinare che cosa sia accaduto nella circolazione ferroviaria; l’altra intende chiarire come siano state diffuse alcune comunicazioni che potevano risultare rilevanti per le indagini.
Per stabilire responsabilità per la loro divulgazione sarebbe necessario ricostruire chi abbia avuto accesso ai file, quali obblighi di riservatezza avesse e quale intervento concreto abbia potuto compiere nella loro consegna a terzi.
Bisogna anche distinguere la presentazione di una denuncia dalla sua ammissione e dalle misure investigative che eventualmente decida la giudice.
Che cosa contengono gli audio e perché suscitano controversia
Le conversazioni pubblicate raccolgono istruzioni del centro di controllo di Atocha affinché l’AVE riprendesse la circolazione dopo un incidente del sistema LZB. In un’altra comunicazione successiva, la macchinista dell’Iryo avvertiva che il suo treno continuava fermo perché non riusciva a riavviare il sistema.
La loro diffusione ha provocato critiche sindacali. I rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto che le responsabilità siano determinate mediante un’indagine completa e hanno messo in dubbio che il dibattito pubblico si basasse su una selezione di conversazioni.
Il segretario generale di Semaf, Diego Martín, ha difeso un'indagine indipendente e rigorosa e ha chiesto di evitare conclusioni basate unicamente sulle informazioni trasmesse alla stampa. Il sindacato ha anche chiesto di esaminare le condizioni in cui lavorano i professionisti quando falliscono i sistemi ordinari di sicurezza.
Cosa dice la legge sulla divulgazione di informazioni riservate
L'articolo 417.1 del Codice Penale sanziona l'autorità o il funzionario pubblico che divulghi segreti o informazioni conosciute per il suo incarico che non debbano essere rese pubbliche.
Nella sua forma base prevede una multa da dodici a diciotto mesi e l'interdizione speciale dall'impiego o da carica pubblica da uno a tre anni. Se la rivelazione causa un grave danno alla causa pubblica o a un terzo, prevede la reclusione da uno a tre anni e l'interdizione da tre a cinque anni.
L'applicazione di questo articolo non è automatica per il fatto che alcuni audio compaiano in un giornale. Richiede di accertare chi li ha divulgati, la sua condizione giuridica, come ha conosciuto le informazioni e perché era obbligato a mantenerle riservate. L'eventuale responsabilità deve basarsi su una condotta individuale provata, non unicamente sulla posizione gerarchica di una persona o sul suo precedente accesso al materiale.
Informazioni riservate e segreto del procedimento non sono la stessa cosa
La Legge di Procedura Penale stabilisce nel suo articolo 301 che gli atti del procedimento hanno carattere riservato e non sono pubblici fino all'apertura del dibattimento, salvo le eccezioni legali.
L'articolo 302 regola un'altra misura: la possibilità che il giudice dichiari gli atti totalmente o parzialmente segreti anche nei confronti delle parti costituite, quando ricorrano le circostanze previste dalla legge. Pertanto, la riservatezza ordinaria di un'indagine e una dichiarazione giudiziaria di segreto sono concetti diversi.
Nel caso di alcune registrazioni bisognerebbe precisare, inoltre, da dove sia uscita la copia diffusa e quale regime di protezione le fosse applicabile. Non basta che un file sia in relazione con un incidente indagato per risolvere da solo tutte queste questioni.
Cosa dovrebbe essere accertato affinché ciò riguardasse penalmente Puente
La controversia politica può concentrarsi su chi conosceva gli audio prima della loro pubblicazione. La questione penale richiede un passaggio ulteriore: individuare indizi di partecipazione a una rivelazione illecita.
Che Puente ascoltasse le comunicazioni prima della loro diffusione non dimostra che fosse la sua fonte. Non consente nemmeno di escludere o affermare responsabilità di altre persone che vi avessero accesso. Per avanzare in una qualsiasi di queste direzioni sarebbero necessarie prove sul percorso dei file e sulle azioni di chi è intervenuto.
La denuncia introduce così una domanda aggiuntiva a quelle che circondano l'incidente: come sono arrivate le registrazioni ai media e se la loro divulgazione abbia violato un dovere di riservatezza.