Moncloa rileva una fuga di fino al 12% degli elettori del PSOE verso PP e Vox: la maggioranza di destra si mantiene nei sondaggi

Secondo quanto pubblica La Razón, i dati interni che gestisce l'ambiente di Sánchez riflettono che tra il 10% e il 12% di coloro che hanno votato socialista nel 2023 si inclinano ora per Feijóo o Abascal. Il PSOE recupera parte del sostegno perso tra i vecchi elettori di Sumar, ma i sondaggi continuano a collocare PP e Vox sopra la maggioranza assoluta di 176 seggi.

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La Moncloa gestisce dati che riflettono una fuga tra il 10% e il 12% degli elettori del PSOE nelle elezioni generali del 2023 verso il Partido Popular e Vox, secondo un'informazione pubblicata questo domenica, 25 ottobre, da La Razón. Il trasferimento di sostegno verso le formazioni guidate da Alberto Núñez Feijóo e Santiago Abascal rappresenta uno dei principali problemi elettorali per Pedro Sánchez, che affronta le elezioni del prossimo 29 novembre con l'obiettivo di conservare il Governo. Anche se i socialisti starebbero compensando parzialmente queste perdite grazie alla cattura di ex elettori di Sumar, le stime demoscopiche continuano a mostrare un vantaggio del blocco delle destre.

L'informazione, firmata da Carmen Morodo in La Razón, segnala che il recupero di parte dell'elettorato progressista non sarebbe sufficiente per neutralizzare i sostegni che il PSOE perde verso i suoi principali avversari. Il dato risulta particolarmente rilevante perché non si tratta unicamente di una dismobilitazione di ex elettori socialisti, ma di uno spostamento diretto verso le candidature di PP e Vox, che rafforza il blocco contrario. Tuttavia, il quotidiano non pubblica lo studio interno originale né la sua scheda tecnica, per cui non è possibile verificare in modo indipendente la dimensione del campione, le date del lavoro di campo o il margine di errore di quella stima.

Tra il 10% e il 12% di coloro che hanno votato per il PSOE nel 2023 si inclinerebbero ora per PP o Vox

La principale conclusione dei dati attribuiti a Moncloa è che tra uno ogni dieci e qualcosa di più di uno ogni dieci ex elettori socialisti opterebbero ora per una scheda del PP o di Vox. La cifra riflette un movimento elettorale che può avere conseguenze rilevanti nella distribuzione dei seggi, specialmente in quelle province dove piccole differenze di voti determinano l'assegnazione dell'ultimo deputato.

Alle elezioni generali del 23 luglio 2023, il PSOE ha ottenuto il 31,7% dei voti e 121 seggi, mentre il PP ha raggiunto il 33,1% e 137 deputati. Vox ha ottenuto allora 33 rappresentanti, per cui la somma delle due formazioni è rimasta a 170 seggi, sei sotto la maggioranza assoluta. L'equilibrio tra i blocchi ha permesso a Sánchez di continuare a La Moncloa grazie ai sostegni parlamentari di Sumar e di varie formazioni nazionaliste e indipendentiste.

La situazione riflessa dai sondaggi di ottobre 2026 presenta differenze importanti rispetto a quel risultato. Il PSOE ha perso una parte dei suoi sostegni del 2023, mentre Vox registra un'intenzione di voto superiore a quella ottenuta alle urne tre anni fa. Il PP, da parte sua, mantiene una disputa con la formazione di Abascal da parte del suo elettorato, anche se continua a essere davanti a Vox nelle principali stime pubblicate.

I dati interni diffusi da La Razón non dettagliano quale proporzione del trasferimento socialista si dirige specificamente al PP e quale termina in Vox. Non permettono nemmeno di concludere che quella percentuale di elettori abbia preso una decisione definitiva, poiché i trasferimenti di voto riflettono preferenze dichiarate al momento di effettuare un sondaggio, non risultati elettorali consolidati.

Il PSOE compensa parte delle sue perdite catturando ex elettori di Sumar

La seconda conclusione delle informazioni di La Razón è che Sánchez starebbe recuperando parte del terreno perso mediante la cattura di elettori che nel 2023 hanno sostenuto Sumar, la coalizione guidata allora da Yolanda Díaz. Questo movimento risponde a una concentrazione di sostegni attorno al PSOE all'interno dello spazio progressista, specialmente tra coloro che considerano che i socialisti abbiano maggiori possibilità di guidare un'alternativa parlamentare a PP e Vox.

Tuttavia, questo trasferimento presenta una difficoltà per l'insieme del blocco di sinistra. I voti che guadagna il PSOE provenienti da Sumar non sono necessariamente nuovi sostegni per lo spazio progressista, ma in molti casi rappresentano uno spostamento tra candidature che devono sommare i loro deputati per formare Governo.

I dati pubblicati da altri sondaggisti riflettono anch'essi questo fenomeno. Il sondaggio di 40dB. per El País e la Cadena SER, diffuso il 9 ottobre, segnalava che il 12,2% di coloro che hanno votato per Sumar nel 2023 si inclinava ora per il PSOE in uno scenario di divisione della sinistra alternativa. Quella percentuale scendeva all'8,4% quando si proponeva una candidatura unitaria di Fronte Amplio che includesse Podemos.

La differenza risulta significativa per la strategia socialista. Una maggiore concentrazione del voto progressista nel PSOE può migliorare il risultato individuale del partito di Sánchez, ma può anche ridurre la rappresentanza delle forze con cui avrebbe bisogno di raggiungere accordi parlamentari. Perciò, il recupero del PSOE e quello dell'insieme della sinistra non devono necessariamente avanzare allo stesso ritmo.

Cosa dicono i sondaggi: PP e Vox supererebbero i 176 deputati in vari sondaggi

Le informazioni attribuite a Moncloa coincidono con una tendenza raccolta da buona parte dei sondaggi privati pubblicati durante ottobre, che assegnano al blocco formato da PP e Vox una somma di seggi superiore ai 176 necessari per raggiungere la maggioranza assoluta.

L'ultimo promedio di DatosRTVE, aggiornato il 23 ottobre, colloca il Partito Popolare intorno al 31,6% dei voti e 135 seggi, mentre il PSOE otterrebbe il 26,8% e 106 deputati. Vox raggiungerebbe il 18,7% e 65 rappresentanti, in modo che la somma delle formazioni di Feijóo e Abascal si collocherebbe approssimativamente a 200 seggi.

Una fotografia simile appare nel sondaggio di 40dB. pubblicato da El País il 9 ottobre, che assegnava al PP una stima centrale di 132 deputati e a Vox 66. Insieme, entrambe le forze raggiungerebbero 198 seggi, sebbene lo studio contempli intervalli di risultati e non permetta di assicurare quale sarà la composizione del Congresso dopo il 29N.

Da parte sua, NC Report per La Razón, nel suo sondaggio pubblicato l'8 ottobre, collocava il PP al 34,1% dei voti e tra 146 e 148 deputati, mentre Vox raggiungeva il 18,2% e tra 61 e 64 seggi. Il PSOE, secondo quello stesso studio, otterrebbe un 25% dei suffragi e tra 98 e 102 rappresentanti.

Queste stime non sono unanimi. Il CIS, nel suo barometro realizzato tra il 1 e il 6 ottobre, offriva uno scenario diverso, con il PSOE in prima posizione, con il 34% di stima di voto, rispetto al 22,2% del PP. Le differenze tra istituti demoscopici evidenziano l'importanza di considerare le metodologie, le date di raccolta dei dati e i margini di incertezza prima di trarre conclusioni elettorali definitive.

Il trasferimento di voto socialista appare anche nei sondaggi pubblici

La fuga di antichi elettori del PSOE verso il PP e Vox non appare unicamente nei dati interni attribuiti a La Moncloa. I sondaggi pubblici identificano anche questo fenomeno, sebbene con differenze importanti nella sua magnitudine.

Il sondaggio di 40dB. all'inizio di ottobre stimava che il 5,9% di coloro che hanno votato per il PSOE nel 2023 si orienterebbe ora verso il PP e il 2,7% verso Vox. Il trasferimento congiunto raggiungeva così l'8,6%, al di sotto della forchetta del 10%-12% che attribuisce La Razón agli studi interni dell'ambiente di Sánchez.

Al contrario, NC Report per La Razón calcolava nel suo sondaggio dell'8 ottobre una fuga del 10,9% verso il PP e del 6,8% verso Vox, il che rappresenta un 17,7% in totale. Queste differenze mostrano che le cifre cambiano considerevolmente a seconda dello studio utilizzato e che la percentuale attribuita a Moncloa non può essere considerata una misura definitiva dello spostamento elettorale.

Un altro elemento rilevante è la fedeltà di voto. Secondo 40dB., il PSOE conservava il 70,9% dei suoi elettori del 2023, rispetto al 74,5% del PP e al 92,8% di Vox. Questo significa che il partito di Abascal registrava, in quel sondaggio, una proporzione particolarmente elevata di ex elettori disposti a ripetere la loro scelta.

La crescita di Vox condiziona anche le opzioni di Feijóo

Lo scenario descritto dai sondaggi pone una questione aggiuntiva per il Partito Popolare. Anche se Feijóo mantiene la prima posizione in buona parte dei sondaggi privati, la crescita di Vox modifica la relazione di forze all'interno dello spazio di destra e può influenzare le condizioni di un'eventuale investitura.

Secondo le informazioni pubblicate da La Razón, la formazione di Abascal ha consolidato una base di elettori che non tornerebbe necessariamente al PP nelle ultime settimane di campagna. Questo significa che un incremento del sostegno congiunto a entrambe le formazioni non deve necessariamente tradursi in un rafforzamento proporzionale del Partito Popolare, specialmente se Vox mantiene o amplia la sua rappresentanza parlamentare.

L'effetto di questa distribuzione sarà rilevante nelle circoscrizioni piccole, dove la distribuzione provinciale dei deputati può avvantaggiare o svantaggiare diverse candidature a seconda della concentrazione del voto. A differenza di un'elezione in una circoscrizione unica, nelle elezioni generali spagnole non basta sommare le percentuali nazionali di vari partiti per conoscere quanti deputati otterranno.

Inoltre, una eventuale maggioranza parlamentare di PP e Vox non determina da sola la formula di Governo. La partecipazione di entrambe le formazioni in un Esecutivo, la distribuzione delle responsabilità e gli accordi necessari per un'investitura dipenderebbero dai risultati definitivi e dalle negoziazioni successive.

Sánchez confida nella mobilitazione del voto progressista per il 29N

I dati noti questa domenica arrivano quando Pedro Sánchez intensifica la sua presenza pubblica e la sua attività elettorale, con l'obiettivo dichiarato di ampliare il sostegno parlamentare del PSOE. In un'intervista pubblicata anche questo 25 ottobre da El País, il presidente ha espresso la sua fiducia nel riuscire a ottenere una maggioranza progressista sufficiente per continuare a governare e ha rifiutato di considerare chiusa la disputa elettorale.

Il leader socialista sta concentrando parte del suo discorso nella difesa delle politiche sociali e nell'avvertire sui cambiamenti che, a suo avviso, introdurrebbe un eventuale Governo formato da PP e Vox. Allo stesso tempo, il PSOE rivendica la sua gestione economica e colloca l'abitazione, le pensioni e i salari tra le priorità della campagna.

La principale incognita delle prossime cinque settimane sarà se il PSOE riesce a recuperare elettori che ora si inclinano per altre formazioni o per l'astensione, e come evolverà la distribuzione dei sostegni all'interno di entrambi i blocchi.

Per il momento, le informazioni di La Razón indicano che gli studi interni gestiti a Moncloa identificano una perdita significativa di antichi elettori socialisti verso PP e Vox, mentre i sondaggi pubblici riflettono una maggiore concentrazione del voto a sinistra del PSOE attorno alla candidatura di Sánchez.

Il 29 novembre sarà quando si verificherà quale parte di questi movimenti si traduce effettivamente alle urne e come si traduce nella composizione del prossimo Congresso dei Deputati.