L'unità della sinistra per le elezioni generali del 29 novembre si negozia territorio per territorio. Di fronte alle difficoltà di raggiungere un accordo statale tra Podemos e Frente Amplio, le conversazioni si sono spostate in diverse circoscrizioni, dove le organizzazioni esplorano formule di collaborazione che permettano di concorrere congiuntamente al Congresso dei Deputati.
Il principale progresso si è verificato giovedì in Canarie, dove Podemos, Nueva Canarias-Bloque Canarista, Izquierda Unida e Movimento Sumar hanno raggiunto un accordo per presentarsi sotto la denominazione Unità del Popolo Canario (UPC). L'intesa riunisce in un'unica candidatura formazioni che mantengono differenze sulla strategia elettorale nel complesso della Spagna.
La candidata di Podemos alle generali, Irene Montero, ha celebrato il patto e ha annunciato che la sua formazione continuerà "a cercare accordi in più territori". "Abbiamo raggiunto un accordo con Nueva Canarias, IU e altri partiti per presentarci insieme alle elezioni", ha sottolineato in un post su X, in cui ha ringraziato il lavoro di coloro che hanno partecipato alle negoziazioni.
L'ex ministra per le Pari Opportunità ha difeso che l'alleanza canaria "è la strada" e ha concluso il suo messaggio con un "Continuiamo", una dichiarazione che arriva quando le organizzazioni di sinistra affrontano le ultime ore per registrare le loro coalizioni elettorali.
Hemos llegado a un acuerdo con Nueva Canarias, IU y otros partidos para presentarnos juntos a las elecciones. "Unidad del pueblo canario" será el nombre de la coalición. Y seguimos buscando acuerdos en más territorios. Gracias, compañeros y compañeras, es el camino. Seguimos https://t.co/GxphebhjEM
— Irene Montero (@IreneMontero) October 15, 2026
Da parte sua, il Frente Amplio ha valutato molto positivamente un accordo forgiato "grazie allo sforzo e alla generosità di tutti gli attori politici", che considerano un esempio da seguire nel resto del territorio. In un comunicato, la piattaforma chiama "tutti i partiti" a progredire "verso una grande coalizione per tutto il paese" e a chiudere "candidature di unità a livello statale", "anche a Madrid e Barcellona".
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Frente Amplio applaude l'alleanza nelle Canarie e preme su Podemos per estendere l'unità al resto del paese
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Le Canarie chiudono il primo accordo e Montero vuole estenderlo ad altri territori
La coalizione Unidad del Pueblo Canario riunisce Nueva Canarias-Bloque Canarista, Podemos, Izquierda Unida e Movimento Sumar. L'accordo, annunciato questo giovedì, prevede una candidatura condivisa nell'arcipelago e consente a queste organizzazioni di superare le loro differenze statali per concorrere insieme nelle circoscrizioni canarie.
Le formazioni hanno posto tra le loro priorità l'abitazione, i servizi pubblici e la difesa degli interessi delle Canarie. L'alleanza rappresenta anche un cambiamento rispetto alla formula che era stata proposta inizialmente, con Nueva Canarias e i partiti del Frente Amplio, ma senza la partecipazione di Podemos.
La soddisfazione espressa da Irene Montero contrasta con le difficoltà per raggiungere un patto di ambito statale. Podemos vuole estendere il modello territoriale, mentre Izquierda Unida insiste sul fatto che qualsiasi negoziazione deve avvenire all'interno del Frente Amplio, la coalizione che condivide con Movimento Sumar, Más Madrid e i Comuns.
Aragona, Baleari e Comunità Valenciana mantengono le negoziazioni aperte
A margine delle Canarie, le conversazioni più avanzate si concentrano in Aragona e Baleari, dove le organizzazioni cercano formule di intesa con le forze di ambito autonomico. Tuttavia, i contatti noti fino a questo giovedì non permettono di considerare chiuse candidature congiunte che incorporino Podemos e i partiti del Frente Amplio.
In Aragona, le negoziazioni si sviluppano in uno scenario in cui la Chunta Aragonesista costituisce uno degli attori territoriali rilevanti per articolare una candidatura condivisa. Nelle Baleari, le conversazioni si incrociano anche con la presenza delle formazioni insulari, specialmente MÉS, e con la ricerca di accordi adattati alle diverse circoscrizioni.
La Comunità Valenciana continua a essere uno dei territori dove si esplorano intese. Compromís occupa una posizione centrale nelle conversazioni, anche se non risulta ancora un patto chiuso che integri tutte le forze coinvolte. La configurazione definitiva delle candidature dipenderà dalle negoziazioni che si svolgeranno prima della scadenza del termine legale.
Alle Baleari esiste, inoltre, un precedente concreto di collaborazione elettorale per il Senato. La candidatura Eivissa al Senat riunisce il PSOE, IU, Ara Eivissa e Movimento Sumar, con supporto esterno di Podemos, ma quella intesa non equivale a un accordo generale per le liste al Congresso nell'insieme delle isole.
La mappa degli accordi della sinistra per il 29N
Situazione al 15 ottobre 2026. Si distingue tra patti annunciati, conversazioni aperte e scenari di concorrenza separata. Gli accordi per il Senato sono identificati espressamente.
| Territorio | Stato dell'accordo | Situazione delle negoziazioni |
|---|---|---|
| Canarie | ACCORDO CHIUSO | Podemos, Nueva Canarias, IU e Movimento Sumar concorreranno sotto il marchio Unità del Popolo Canario. |
| Aragona | IN NEGOZIAZIONE | Contatti territoriali con la Chunta Aragonesista come uno degli attori rilevanti. Nessun patto congiunto confermato. |
| Baleari | IN NEGOZIAZIONE | Conversazioni con forze territoriali. A Ibiza esiste un accordo specifico per il Senato con supporto esterno di Podemos. |
| Comunità Valenciana | IN NEGOZIAZIONE | Continuano i contatti intorno a Compromís. Non c'è conferma di una candidatura congiunta di tutto lo spazio. |
| Catalogna | ALLEANZE SEPARATE | Podemos ha raggiunto un accordo con ERC, mentre i Comuns rimangono nel Fronte Ampio. |
| Madrid | SEPARATAMENTE* | Podemos e Fronte Ampio mantengono candidature differenziate, senza accordo di integrazione annunciato. |
| Resto dei territori | SENZA CONFERMA | Non è stato annunciato un patto congiunto. Podemos propone accordi territoriali e IU difende di negoziare all'interno del Fronte Ampio. |
Fonte: Annunci delle formazioni politiche e dichiarazioni pubbliche. Situazione al 15 ottobre 2026. *La concorrenza separata a Madrid è lo scenario previsto finché non venga annunciato un accordo. Le negoziazioni aperte non implicano un patto definitivo.
Catalogna e Madrid, i principali ostacoli per una candidatura congiunta
Le conversazioni territoriali avanzano mentre le direzioni statali mantengono posizioni distinte sulla formula elettorale. Ione Belarra ha riconosciuto questo giovedì che un accordo a Madrid e Barcellona è "molto difficile" e ha proposto a Izquierda Unida candidature condivise in altre province per evitare la dispersione del voto.
La proposta esclude le due maggiori circoscrizioni, dove Podemos e Frente Amplio mantengono strategie diverse. A Madrid, i viola puntano su Irene Montero, mentre il Frente Amplio ha promosso la candidatura di Ada Colau alla Presidenza del Governo e conta su Emilio Delgado come referente elettorale nella comunità.
In Catalogna, la distanza si è ampliata dopo il accordo di collaborazione raggiunto tra Podemos e Esquerra Republicana, che prevede la partecipazione di persone legate a Podemos nelle liste repubblicane e la collaborazione di Gabriel Rufián con Irene Montero durante la campagna. I Comuns, integrati nel Frente Amplio, mantengono il proprio progetto elettorale.
Izquierda Unida rifiuta di negoziare al margine del Frente Amplio
Il coordinatore federale di IU, Antonio Maíllo, ha rifiutato l'offerta di Podemos di chiudere patti bilaterali in diverse comunità senza contare con il resto delle organizzazioni del Frente Amplio. "Izquierda Unida non negozierà con Podemos uscendo dal Frente Amplio", ha affermato questo giovedì, difendendo la continuità del progetto condiviso con Movimento Sumar, Más Madrid e i Comuns.
Questa differenza condiziona l'ambito delle conversazioni provinciali. Per Podemos, gli accordi territoriali permetterebbero di riunire candidature là dove le organizzazioni trovano punti di intesa, senza la necessità di integrarsi in un'unica coalizione statale. IU, invece, difende che qualsiasi incorporazione deve essere negoziata rispettando il quadro comune del Frente Amplio.
Con il termine per registrare coalizioni vicino alla scadenza, le Canarie costituiscono per ora l'esempio confermato di intesa tra Podemos e le organizzazioni del Frente Amplio, mentre Aragona, Baleari e Comunità Valenciana mantengono aperte diverse vie di negoziazione. L'esito determinerà se la formula canaria si estende ad altre circoscrizioni o rimane come un'eccezione all'interno di uno scenario elettorale frammentato.