La giustizia destinerà 398 milioni a rafforzare i servizi, l’assistenza alle vittime e la memoria democratica

Giustizia e Diritti Umani aumenta il suo bilancio a 397,7 milioni per rafforzare i servizi, sostenere le vittime e potenziare la memoria democratica nei Paesi Baschi.

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Il Dipartimento della Giustizia e dei Diritti Umani aumenterà il prossimo anno il proprio bilancio del 7,7%, fino a raggiungere i 397,7 milioni di euro, con l’obiettivo di rafforzare i servizi pubblici, migliorare l’assistenza alle vittime e consolidare le politiche di memoria democratica.

La consigliera della Giustizia e dei Diritti Umani, María Jesús San José, ha difeso nel Parlamento Basco i conti del suo dipartimento per il 2027, che comportano una crescita vicina ai 28,5 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente.

Come ha sottolineato, Giustizia e Diritti Umani sono "due dimensioni inseparabili di una stessa responsabilità pubblica: garantire i diritti delle persone e rafforzare la nostra democrazia". A suo giudizio, questo approccio risulta particolarmente rilevante "in un momento sociale e politico in cui assistiamo con preoccupazione a dinamiche che mettono in discussione i diritti umani e lo Stato di diritto, che banalizzano o giustificano la violenza e che alimentano la disumanizzazione di chi pensa o è diverso".

Il capitolo destinato al personale ammonta a 222 milioni di euro. Inoltre, si prevedono 18 milioni per il turno d’ufficio e di guardia dell’avvocatura e 1,13 milioni per la procura, al fine di assicurare l’assistenza giuridica gratuita ed evitare che qualcuno resti escluso per motivi economici.

L’assistenza alle vittime continuerà a essere "prioritaria", come ha ribadito San José. Si mantiene una somma di 1,2 milioni per il Servizio di Assistenza alla Vittima e si rafforzano i fondi destinati all’assistenza giuridica alle vittime di violenza di genere attraverso gli ordini forensi dei tre territori storici.

La dotazione per la Giustizia giovanile e i Punti di Incontro Familiare aumenta fino a quasi 21 milioni di euro, mentre il Servizio di Gestione Penitenziaria disporrà di 9,1 milioni. Queste somme consentiranno di sostenere l’assistenza a minori e famiglie in situazioni complesse, nonché di consolidare i programmi socioeducativi e di reinserimento.

In materia penitenziaria, si riservano 3,66 milioni di euro per le retribuzioni delle oltre 630 persone detenute che lavorano nei laboratori e nei servizi dell’Agenzia Vasca di Reinserimento Sociale Aukerak, presso i centri penitenziari, il che rappresenta il 60% della popolazione reclusa in condizioni di lavorare.

In questo modo, ha indicato la consigliera, il sistema penitenziario basco "continuerà ad avanzare sui principi di sicurezza, dignità e reinserimento, facilitando opportunità per l’integrazione sociale e lavorativa dopo l’espiazione delle pene".

La Direzione di Giustizia Digitale e Infrastrutture nel 2027 passerà da 46,7 a 60,8 milioni di euro, con un incremento superiore a 14 milioni che consentirà di promuovere la trasformazione tecnologica e rinnovare le infrastrutture giudiziarie.

Tra le principali azioni previste figurano la prosecuzione dei lavori dell’edificio di Telefónica a Bilbao, la riforma dell’ultimo piano del Palazzo di Giustizia di San Martín, a Donostia-San Sebastián, e l’acquisto di nuovi locali a Vitoria-Gasteiz. Inoltre, vengono stanziati 575.000 euro per l’adattamento degli spazi al nuovo modello di ufficio giudiziario, per il miglioramento dell’assistenza ai minori e per garantire percorsi sicuri e distinti per le vittime e per le persone indagate o accusate.

Il bilancio riserva anche 950.000 euro per la manutenzione degli edifici giudiziari. La modernizzazione tecnologica e delle infrastrutture mira a migliorare l’assistenza alla cittadinanza e a garantire una Giustizia più accessibile ed efficiente.

Diritti Umani, memoria e convivenza

L’area Diritti Umani, Memoria e Convivenza disporrà di 12,4 milioni di euro, sommando i 7,15 milioni della Direzione e i 5,25 milioni destinati all’Istituto della Memoria, della Convivencia e dei Diritti Umani, Gogora, con l’attenzione, il riconoscimento e la riparazione delle vittime come asse centrale.

Si mantengono le linee di collaborazione con associazioni e fondazioni come AVT, COVITE, Fundación Víctimas del Terrorismo, Fundación Fernando Buesa e Fundación Egiari Zor, con contributi compresi tra 55.000 e 64.000 euro, oltre alle convocazioni di concorrenza competitiva.

San José ha rimarcato che "non siamo di fronte a una mera politica di sovvenzioni, ma a una politica di collaborazione istituzionale" perché le associazioni "apportano esperienza, conoscenza e una prospettiva insostituibile, fondamentale per progettare e sviluppare politiche pubbliche rivolte alle vittime, e per questo vogliamo continuare a rafforzare quella relazione".

Nel campo dei diritti umani, ha insistito sul fatto che costituiscono "una responsabilità pubblica permanente", per cui ha chiamato ad avanzare verso una società "sempre più consapevole dei propri diritti, più impegnata nella loro difesa e più preparata a rispondere di fronte a qualsiasi violazione".

Il bilancio prevede 675.000 euro per sostenere organizzazioni sociali che promuovono progetti di promozione dei diritti umani, 125.000 euro per enti locali e 250.000 euro per i Bonos Elkarrekin. Grazie a ciò, saranno sostenuti programmi come Adi-Adian e la Comunidad de Aprendizaje, insieme ad altre iniziative di sensibilizzazione e formazione sui diritti umani sviluppate con università, centri educativi ed enti sociali.

Continueranno inoltre le misure di protezione delle persone difensori dei diritti umani e l’accompagnamento alle persone rifugiate e sfollate.

Sostegno a Gogora e alla memoria democratica

Gogora rafforza la sua attività di ricerca e recupero di testimonianze, con una assegnazione che si colloca a 5,25 milioni di euro. Tra le sue principali linee di lavoro continueranno a spiccare la ricerca, la raccolta di testimonianze e la diffusione della memoria democratica.

L’istituto continuerà a cooperare con istituzioni della Navarra, Euskadi e il dipartimento francese dei Pirenei Atlantici tramite il Consorcio para las Memorias Democráticas e Identidades Transfronterizas.

Allo stesso tempo, amplierà la banca di testimonianze di persone colpite dalla repressione a causa della propria diversità sessuale durante il franchismo e fino agli anni Novanta, inizierà a raccogliere testimonianze relative alla violenza di persecuzione e di estorsione e avvierà una ricerca sulle persone colpite dalla poliomielite durante la dittatura, "una rivendicazione storica di queste vittime raccolta nella Legge di Memoria Storica e Democratica di Euskadi", secondo quanto ha spiegato San José.

In parallelo, saranno promossi studi sulle esumazioni precoci effettuate in Euskadi tra 1976 e 1980. Con lo scopo di consolidare Gogora come centro di riferimento nell’analisi della violenza motivata politicamente e nella costruzione delle memorie, sarà migliorata la gestione del sito web dell’istituto, facilitando l’accesso pubblico e gratuito alla documentazione digitale e mettendo a disposizione dei centri educativi materiali pedagogici adeguati alla realtà di ciascun municipio.