Almeno 29 persone sono state arrestate e sei funzionari dei Carabineros sono rimasti feriti durante una manifestazione non autorizzata nel centro di Santiago del Cile, dove si sono radunate circa 2.500 persone per ricordare il settimo anniversario dell'inizio del cosiddetto "esplosione sociale", l'ondata di proteste di massa iniziata nell'ottobre del 2019 sotto il mandato dell'allora presidente Sebastián Piñera.
Secondo quanto spiegato dal generale ispettore dei Carabineros, Manuel Cifuentes, in dichiarazioni raccolte dal quotidiano cileno "La Tercera", il dispositivo di polizia è stato attivato in modo preventivo a partire dalle 10.00 ore (ora locale) nella spianata di Plaza Baquedano.
La marcia è stata promossa dalla Central Clasista de Trabajadoras y Trabajadores, dalla Piattaforma Anticapitalista Vereda Sur e dall'Assemblea Popolare Antifascista, senza contare con l'autorizzazione della Delegazione Presidenziale della Regione Metropolitana. Lo slogan dei partecipanti era "rivendicare domande sociali, economiche, politiche e culturali che hanno dato origine alle proteste di sette anni fa".
Gli incidenti si sono scatenati quando gruppi di incappucciati hanno iniziato a lanciare oggetti contundenti e cocktail molotov contro le forze di polizia. I Carabineros hanno precisato che tra i 29 arrestati figura un individuo accusato di possesso e lancio di un artefatto incendiario contro gli agenti, un altro sospettato di furto con violenza in un esercizio commerciale e una terza persona imputata per danneggiamento di telecamere di sicurezza pubbliche installate nell'Alameda.
Per quanto riguarda il bilancio dei feriti, il ministro della Sicurezza Pubblica del Cile, Martín Arrau, ha confermato che sei poliziotti sono rimasti feriti durante i disordini, alcuni di loro con lesioni oculari, come ha dettagliato la stessa istituzione di polizia.
La escalation di violenza è stata duramente criticata dal Governo cileno. Arrau ha attaccato sui social media "gli stessi violenti, incappucciati e delinquenti di sempre" che, a suo avviso, tornano per le strade per distruggere beni pubblici e privati al fine di "rendere culto all'ottobrismo e alla violenza". "Mentre alcuni insistono nel celebrare la distruzione, le famiglie cilene vogliono solo vivere in pace, con ordine, sicurezza e progresso", ha sottolineato, evidenziando che non permetteranno che "pochi tornino a seminare il caos" e chiedendo che gli arrestati affrontino la Giustizia per i reati commessi.
In termini simili si è pronunciato il ministro dell'Interno, Claudio Alvarado, che ha ribadito la posizione dell'Esecutivo. "Metteremo sempre in discussione la violenza, difenderemo la democrazia e lo Stato di Diritto", ha concluso.