Almeno 72 persone hanno perso la vita e centinaia continuano a essere disperse a causa delle intense inondazioni originate dall'innalzamento del fiume Bhotekoshi nel distretto montano di Rasuwa, nel nord del Nepal e vicino al confine con il Tibet, secondo quanto comunicato mercoledì dalle autorità nepalese.
Lungo il percorso del fiume, numerosi insediamenti e diverse infrastrutture sono stati gravemente danneggiati dall'acqua. L'esondazione ha anche causato importanti danni in territorio cinese, dall'altra parte del confine, con particolare incidenza nel valico di Gyirong.
L'Autorità Nazionale per la Riduzione e Gestione del Rischio di Disastri (NDRRMA) ha precisato che le squadre di ricerca e soccorso hanno recuperato 72 cadaveri in sette distretti, la maggior parte dei quali a Chitwan, più a sud del paese. L'emergenza ha provocato interruzioni nelle comunicazioni in ampie zone, il che complica notevolmente le operazioni di soccorso.
Le autorità hanno dispiegato un ampio dispositivo di risposta nonostante le enormi difficoltà di accesso alle aree più colpite. Nelle operazioni partecipano 14 elicotteri e forze di sicurezza, che rimangono mobilitate e in attesa di poter riprendere le attività di ricerca e soccorso, secondo informazioni del quotidiano "The Kathmandu Post".
Tra i punti più colpiti figurano mercati locali e posti di sicurezza della regione. Inoltre, si stima che 32 membri dei servizi di sicurezza continuino a essere dispersi a Timure, nel distretto di Rasuwa, molto vicino al confine con la Cina.
Le autorità non hanno ancora determinato l'origine esatta delle inondazioni, sebbene diversi alti funzionari indichino un possibile smottamento di terra che avrebbe bloccato il corso di un fiume in Tibet prima che il Bhotekoshi esondasse. Di fronte a questo scenario, è stato chiesto alla popolazione che risiede nelle vicinanze del fiume Trishuli di mantenersi lontana dalla riva e di trasferirsi in zone sicure.
Circa 400 turisti in luogo sconosciuto
La Giunta del Turismo del Nepal ha segnalato ai media locali che circa 400 turisti, per la maggior parte pellegrini diretti al monte Kailash, in Tibet, si trovano per ora in luogo sconosciuto a causa della mancanza di comunicazioni mentre persistono le inondazioni.
Le autorità hanno cifrato in 384 i turisti con cui si è perso il contatto, dei quali almeno 93 sono di nazionalità nepalese e 291 stranieri. I primi dati indicano che 105 sarebbero cittadini indiani, 17 malesi, 12 britannici, quattro sudafricani, tre statunitensi, uno australiano e un altro olandese, mentre il resto delle nazionalità non è stato reso pubblico.
In questo contesto, le autorità hanno esortato i visitatori a mantenere la calma, rimanere informati in ogni momento e seguire rigorosamente le istruzioni ufficiali di sicurezza emesse dagli organismi competenti.