Belgio dichiara un'emergenza nazionale per l'escalation di sparatorie legate al narcotraffico a Bruxelles

Belgio dichiara un'emergenza nazionale per l'ondata di sparatorie legate al narcotraffico a Bruxelles e rafforza il dispiegamento della polizia federale.

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Il ministro dell'Interno belga, Bernard Quintin, ha avvertito che il paese "si trova in una situazione di emergenza nazionale" dopo la recente successione di sparatorie a Bruxelles, e ha presentato un pacchetto di azioni per intensificare la risposta contro la violenza associata al narcotraffico e al crimine organizzato.

In un messaggio diffuso sui social media, Quintin ha sottolineato che, "dopo la nuova serie di sparatorie a Bruxelles, ho proposto varie misure concrete per rafforzare la lotta contro la violenza legata al traffico di droga e alla criminalità organizzata. Ci troviamo in una situazione di emergenza nazionale. La lotta contro la criminalità organizzata deve essere una priorità assoluta per tutti i servizi e tutti i livelli di potere".

Secondo quanto dettagliato dalla rete RTL, tra le decisioni comunicate dal titolare dell'Interno figura l'invio di un plotone di fanteria aggiuntivo nella capitale, il rafforzamento delle unità speciali della Polizia e della Polizia Giudiziaria Federale di Bruxelles e la proroga delle operazioni inquadrate nell'Azione Poliziesca Integrale.

Quintin ha insistito sul fatto che "per garantire la sicurezza dei nostri cittadini, è necessario uno sforzo aggiuntivo. Se non agiamo oggi in modo coordinato e fermo, continueremo ad agire a posteriori. Per questo stiamo rafforzando significativamente la presenza federale sul campo".

La regione di Bruxelles vive un nuovo aumento della violenza armata, con sei sparatorie in soli quattro giorni nei distretti di Anderlecht, Saint-Gilles e Molenbeek. Con questi incidenti, il numero totale di sparatorie registrate dall'inizio dell'anno sale a 65, eguagliando già il conteggio di tutto l'anno precedente.

Durante una riunione tenutasi questo martedì con Quintin, i sindaci delle zone colpite hanno espresso il loro malcontento per la mancanza di risorse provenienti dal Governo federale e hanno chiesto al ministro un approccio "federale", ritenendo che l'aumento della criminalità nella capitale costituisca "un problema nazionale", secondo le informazioni della rete locale BX1.

I sindaci sostengono anche che il attuale rafforzamento della Polizia Federale è "insufficiente" e hanno esplorato l'opzione di richiedere direttamente l'intervento di agenti federali attraverso l'articolo 43 della legge sulla funzione poliziesca, previsto per situazioni di grave e imminente minaccia per l'ordine pubblico quando i mezzi locali non sono sufficienti.

Il ministro, invece, ha difeso la sua azione e ha respinto che Bruxelles disponga di meno agenti di polizia rispetto ad altre città come Anversa. Inoltre, ha attribuito l'attuale scenario a "tra 20 e 25 anni di indecisione" accumulati nella politica di sicurezza nella capitale.

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