Capriles accusa il Governo incaricato del Venezuela di voler rimanere al potere fino al 2030

Capriles accusa il Governo incaricato di Delcy Rodríguez di manovrare per rimanere al potere fino al 2030 e denuncia il sostegno degli Stati Uniti alle sue figure chiave.

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Il dirigente oppositore venezuelano Henrique Capriles ha denunciato questo giovedì che il Governo incaricato guidato da Delcy Rodríguez starebbe manovrando per prolungare la sua permanenza al potere fino al 2030, evitando così la convocazione di elezioni presidenziali che, secondo sottolinea, sono un mandato costituzionale obbligatorio dopo la "mancanza assoluta" del deposto Nicolás Maduro.

In una conferenza stampa tenutasi in coincidenza con l'inizio del terzo giro di dialogo tra il governo e l'opposizione — processo di negoziazione iniziato ad agosto —, Capriles ha respinto le recenti manifestazioni del presidente dell'Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez, riguardo alla possibilità di organizzare vari processi elettorali sostenuti dalla Carta Magna venezuelana.

"Qui la prima elezione che deve essere fatta è quella presidenziale", ha insistito l'oppositore, sottolineando che Delcy Rodríguez "non è stata eletta da nessuno" e che esercita solo una "gestione occasionale" di fronte alla convinzione che Maduro "non tornerà in Venezuela".

L'ex candidato presidenziale ha fatto riferimento anche al viaggio della mandataria presso la sede della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) a Roma, dove ha esposto l'obiettivo di 'fame zero' per il 2030, qualcosa che, secondo l'opinione di Capriles, dimostra che "la sua aspirazione è arrivare al 2030" per "qualsiasi via". Quella data coinciderebbe con la fine del mandato di Nicolás Maduro emerso dalle elezioni del 2024, delle elezioni che vari osservatori internazionali hanno considerato non libere né giuste.

Capriles ha fatto riferimento anche alla decisione del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti di eliminare questo mercoledì le sanzioni imposte dal 2018 a Jorge Rodríguez, escludendolo dalla 'lista nera' dell'Ufficio di Controllo dei Beni Stranieri (OFAC, per le sue sigle in inglese). L'oppositore ha interpretato questo gesto di Washington come un "incentivo" per dare garanzie ai rappresentanti del Governo al tavolo delle negoziazioni, sebbene abbia avvertito la comunità internazionale del rischio di minimizzare la loro "malvagità".

"Si vogliono vendere come nuovi, ma non lo sono; sono membri dello stesso apparato repressivo che è esistito negli ultimi anni", ha sottolineato, evocando il ruolo di Delcy Rodríguez nella repressione del 2017 e la nomina di Diosdado Cabello come ministro dell'Interno.

Infine, Capriles ha criticato l'"eccesso di riconoscimento" che, a suo avviso, l'Amministrazione statunitense starebbe concedendo a Delcy Rodríguez, a cui Washington ha già sollevato le sanzioni lo scorso mese di aprile nel contesto del nuovo scenario diplomatico dopo la cattura di Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, in un'incursione militare. L'oppositore ha messo in discussione che il Governo pretenda apparire normale con l'annuncio di "firma di contratti milionari" e patti economici che, in realtà, "non si stanno traducendo in miglioramenti delle condizioni economiche della gente" né in progressi per i lavoratori venezuelani.