Gli Stati Uniti impongono sanzioni al Ministero della Difesa del Ruanda per il suo coinvolgimento nella guerra nell’est della RDC

Gli Stati Uniti sanzionano il Ministero della Difesa del Ruanda per il suo sostegno all’M23 nell’est della RDC, nonostante le smentite di Kigali e il dialogo di pace in corso.

fotonoticia 20261028153312 1920

fotonoticia 20261028153312 1920

Aggiungi DEMOCRAT su Google

Chiedi a FREN

Pubblicato

1 minuto

I più letti

Elecciones 29N · Encuestas

La media de las encuestas

Media a 27 de octubre de 2026 · 15 institutos

  • PP31,0 %
  • PSOE27,3 %
  • Vox18,9 %
  • Sumar6,3 %
  • Podemos2,9 %
  • ERC2,3 %
010203040ene 2024jul 2024ene 2025jul 2025ene 2026jul 2026

Media del último estudio de cada instituto en 30 días y su evolución semanal desde el 23J. Partidos con al menos un 2 %.

Todas las encuestas

Elecciones generales del 29 de noviembre · Demócrata

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha comunicato questo mercoledì che il Ministero della Difesa del Ruanda è stato inserito nella sua lista di organismi e istituzioni sanzionati, considerandolo finanziatore e consulente militare delle operazioni delle milizie del Movimento 23 de Marzo (M23) nel prolungato e cruento conflitto che scuote l’est del vicino Repubblica Democratica del Congo.

L’ingresso del Ministero in questo elenco di sanzioni si aggiunge alla decisione adottata da Washington lo scorso 3 marzo contro l’Esercito ruandese e quattro alti comandanti dei suoi ranghi, ai quali si accusa di "fornire sostegno operativo diretto" al M23 e ai suoi alleati.

Ruanda ha respinto in modo reiterato queste accuse, nonostante i numerosi rapporti degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite che le attribuiscono sostegno al M23, e attribuisce invece a milizie finanziate dall’Esecutivo congolese, come le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR), l’aver alimentato la violenza nell’est della Repubblica Democratica del Congo e l’averla estesa persino dall’altra parte del confine, all’interno del proprio territorio ruandese.

Al tempo stesso, Ruanda continua a far parte dei colloqui di pace raccolti negli Accordi di Pace di Washington, siglati a luglio dell’anno scorso con il Governo congolese, il cui impatto reale sul terreno è risultato finora molto limitato.

Uno degli episodi più recenti di questo dialogo ha avuto luogo la settimana scorsa, tra il 20 e il 22 ottobre, durante un incontro di comandanti militari di entrambi i paesi a Garmisch (Germania), destinato ad avanzare nei piani per "neutralizzare" le FDLR e affrontare "il ritiro delle forze ruandesi", una tornata che il consigliere statunitense per gli Affari Arabi e Africani, Massad Boulos, ha definito ieri stesso come "costruttiva".