Il Parlamento greco ha dato questo giovedì il suo via libera definitivo a un progetto di legge che impedirà ai minori di 15 anni di accedere ai servizi di reti sociali a partire dal 1 gennaio 2027, dopo aver superato la seconda lettura nelle commissioni competenti con un sostegno maggioritario dei gruppi.
Nuova Democrazia, il partito al Governo, è stato l'unico partito a sostenere il testo sia nella fase preparatoria che nella votazione finale. Il Partito Comunista di Grecia (KKE, per le sue sigle in greco) e Plefsi Eleftherias si sono schierati contro sin dall'inizio della procedura, e nella sessione definitiva si sono uniti al rifiuto Soluzione Ellenica, SYRIZA (Coalizione della Sinistra Radicale) e Niki (Movimento Patriottico Democratico), che avevano riservato la loro posizione fino a questo momento. Il PASOK (Movimento Socialista Panellenico) ha anche atteso il dibattito finale per chiarire la sua posizione e alla fine ha optato per l'astensione.
Il principale scontro tra l'Esecutivo e i partiti di opposizione si è concentrato sul meccanismo di verifica dell'età e sulle garanzie per la protezione dei dati personali, la cui responsabilità ricadrà sulle stesse piattaforme digitali, secondo quanto ha segnalato l'agenzia ANA. Le formazioni contrarie hanno denunciato che si tratta di misure generali e parziali, senza sufficiente supporto scientifico, e hanno criticato che vengano approvate prima che venga alla luce la normativa europea in materia.
Il ministro di Stato, Akis Skertsos, ha difeso che la nuova regolamentazione è "necessaria, efficace, compatibile con il Diritto comunitario e proporzionata", e ha accusato l'opposizione di mantenere un atteggiamento "superficiale, sterile e irresponsabile" durante la trattazione. Inoltre, ha respinto le critiche del PASOK, che sostiene che l'Esecutivo starebbe utilizzando la protezione dei minori a fini elettorali e di comunicazione.
"Legifichiamo dal 2019 con un unico criterio: la protezione della salute e della sicurezza pubbliche e, ancor di più, la protezione delle persone vulnerabili", ha risposto Skertsos, in dichiarazioni raccolte dallo stesso mezzo. In questo contesto, il ministro ha ricordato altre misure del Governo dirette a blindare la popolazione infantile, come le limitazioni al consumo di tabacco e alcol, e ha rimproverato all'opposizione di non aver sostenuto allora le disposizioni volte a rafforzare il loro rispetto.
D'altra parte, il ministro greco per la Governance Digitale, Dimitris Papastergiou, ha sottolineato l'urgenza di intervenire di fronte a quello che considera un problema sociale crescente e ha focalizzato l'attenzione sull'applicazione 'Kids Wallet', creata per interoperare con le piattaforme e verificare se un utente ha raggiunto i 15 anni.
Secondo Papastergiou, lo strumento rispetta la privacy perché "non monitora nessuna pagina né nessun messaggio" e non trasmette dati personali, inclusa la data di nascita, limitandosi a confermare se l'utente è maggiore o minore dell'età fissata. Il ministro ha rimarcato che risulta imprescindibile avanzare verso un accordo a livello europeo.
Il responsabile per la Governance Digitale ha citato inoltre le conclusioni della Commissione Europea sulla possibilità di fissare un'età minima di accesso ai social media e di sviluppare una soluzione digitale comune per verificarla. Secondo le sue parole, il design tecnico è già pronto per il suo dispiegamento e la Grecia partecipa a questo progetto insieme a Cipro, Francia, Irlanda, Italia, Spagna e Danimarca.