L'ex ministra Laura Sarabia, imputata in Colombia per abuso di autorità e coercizioni a un'addetta nel 2023

La Procura colombiana imputa a Laura Sarabia per il presunto uso irregolare di risorse pubbliche per sottoporre a poligrafo la sua domestica nel 2023.

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La Procura della Colombia ha formulato questo lunedì accuse contro l'ex capo di Gabinetto della Presidenza e ex ministra degli Esteri, Laura Camila Sarabia Torres, a cui attribuisce reati di abuso di autorità, coercizione e malversazione d'uso in relazione al presunto assoggettamento nel 2023 di una lavoratrice domestica a un test del poligrafo per scoprire il luogo in cui si trovava una somma di denaro non rivelata che sarebbe scomparsa dall'abitazione dell'allora capo di Gabinetto del presidente Gustavo Petro.

Il Ministero Pubblico colombiano ha comunicato la decisione attraverso i suoi social media, dove indica Sarabia "come presunta responsabile dei reati di abuso di funzione pubblica, costrizione illegale aggravata e peculato d'uso", figure che corrispondono nell'ordinamento giuridico spagnolo a abuso di autorità, coercizione e malversazione d'uso temporale.

"Le evidenze indicano che avrebbe intervenuto in atti relativi alla pratica irregolare di un test del poligrafo a una delle sue domestiche, Marelbys Meza Buelvas, per tentare di conoscere il luogo in cui si trovava un denaro scomparso dalla sua residenza", dettaglia la Procura nella sua nota.

In modo specifico, l'organismo investigativo sottolinea che "la decisione di disporre di funzionari e risorse ufficiali per affrontare un affare di carattere particolare presumibilmente ha oltrepassato le competenze missionari di Sarabia Torres e di altri funzionari pubblici coinvolti, e ha costituito un possibile abuso del potere e della carica".

La questione è emersa a maggio 2023 e, dopo un periodo in cui il procedimento sembrava essersi raffreddato, la Procura l'ha ripresa ora con questa imputazione formale. Nelle indagini iniziali si sosteneva che Sarabia avrebbe fatto ricorso a membri delle forze di sicurezza per trasferire la babysitter di suo figlio, Marelbys Meza, fino a una sala di un edificio ufficiale, dove le sarebbe stato praticato il poligrafo per determinare se fosse responsabile del presunto furto di 150 milioni di pesos (31.000 euro), sebbene nella denuncia presentata la somma indicata fosse ridotta a 6.500 euro.

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