Il Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Turk, ha manifestato questa settimana il suo "preoccupazione" in merito alla condanna a dieci anni di prigione contro l’attivista prodemocrazia di Hong Kong Joshua Wong per cospirazione con potenze straniere, in applicazione della Legge sulla Sicurezza Nazionale promossa da Pechino.
Turk ha sottolineato in un comunicato che "l’imposizione di pene severe in base alla legislazione sulla sicurezza nazionale nelle Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao è motivo di profonda preoccupazione".
Il responsabile per i Diritti Umani ha inoltre indicato che questa è la seconda condanna di prigione "severa" contro Wong, che accumula già 16 anni di carcere "per l’esercizio dei suoi diritti e libertà fondamentali".
Nel suo messaggio, ha richiamato il primo caso noto di questo tipo a Macao, che ha coinvolto l’ex deputato Au Kam San, condannato a 12 anni e mezzo di prigione dopo diverse udienze tenutesi a porte chiuse in cui "non ha avuto un avvocato di sua scelta" per la sua difesa.
"Ribadiamo l’appello affinché le condanne e le sentenze pronunciate per motivi di sicurezza nazionale (...) vengano esaminate minuziosamente alla luce degli obblighi internazionali in materia di Diritti Umani", ha affermato l’Alto Commissariato.
La decisione giudiziaria colloca Wong come uno dei principali promotori di una campagna avviata nel 2020 per sollecitare governi stranieri, tra cui quello degli Stati Uniti, a imporre sanzioni a Pechino e alle autorità di Hong Kong dopo le proteste prodemocrazia del 2019.