L'Unione Europea ha denunciato questo martedì la decisione delle autorità della Bielorussia di classificare come "fonti di informazione estremiste" diverse pagine web e canali sui social media finanziati da Bruxelles per combattere la disinformazione e sostenere la società civile bielorussa, chiedendo al presidente Alexander Lukashenko di annullare immediatamente questa misura.
Tra le piattaforme segnalate da Minsk figurano il sito web e i profili sui social di "EUvsDisinfo", un'iniziativa creata dopo l'aggressione militare contro l'Ucraina nel 2022 per affrontare l'aumento della disinformazione russa; così come i programmi SALT e "Educazione per i bielorussi", entrambi con supporto finanziario dell'UE, e l'Agenzia Centrale di Gestione dei Progetti (CPVA) della Lituania.
Secondo un portavoce del Servizio Europeo di Azione Esterna (SEAE), la decisione della Bielorussia "è un esempio in più" degli "sforzi sistematici del regime per reprimere il pensiero critico, restringere le libertà fondamentali e ridurre lo spazio civico".
"L'Unione Europea condanna energicamente queste azioni", continua il comunicato, che deplora la "decisione ingiustificata" con cui, secondo Bruxelles, si "intende restringere l'accesso dei bielorussi a informazioni indipendenti" e a diverse opportunità educative.
Il SEAE sottolinea che "EUvsDisinfo" si dedica a sensibilizzare sulla disinformazione e sulla manipolazione informativa, mentre i programmi SALT e "Educazione per Bielorussi" "hanno permesso a studenti e ricercatori bielorussi di studiare e sviluppare il loro lavoro in Europa".
"Queste iniziative riflettono l'impegno dell'UE a sostenere il popolo bielorusso e mantenere i contatti tra i suoi cittadini", sottolinea la diplomazia europea, che esorta le autorità della Bielorussia a "restituire questa decisione senza indugi e porre fine alla repressione" esercitata contro la sua popolazione.
Il comunicato si conclude affermando che l'Unione Europea "continuerà a sostenere il popolo bielorusso e a sostenere il suo diritto" a un "informazione imparziale" e alle opportunità per studiare, apprendere e lavorare "in un ambiente di libertà accademica".