La Polizia polacca ha confermato che i tre corpi rinvenuti nell’abitazione del responsabile della sparatoria perpetrata questo sabato in Piazza Maggiore a Cracovia appartengono ai suoi genitori --di 53 e 52 anni-- e a sua sorella --di 20 anni--, come ha indicato il portavoce della polizia Andrei Fiyolek. I tre presentavano ferite da arma da fuoco e, secondo le prime conclusioni, sarebbero morti a causa di questi colpi.
I cadaveri sono stati trovati durante un’operazione di polizia svolta la stessa notte di sabato, nella casa di famiglia, situata a Ostrowiec Swietokrzyski, a circa due ore di auto a nordest di Cracovia. Prima di questo ritrovamento, il primo ministro polacco, Donald Tusk, aveva già indicato che le vittime potrebbero far parte della cerchia più vicina dell’ipotizzato tiratore.
L’attaccante resta in condizioni critiche
L’aggressore, di 24 anni, è irrotto intorno alle 15.00 nella centrale Piazza Maggiore di Cracovia al volante di un veicolo che procedeva a grande velocità. Coperto da una maschera e vestito con abiti simili a un’uniforme, ha aperto il fuoco in modo indiscriminato contro le persone che si trovavano nella zona, provocando scene di panico e facendo sì che molti passanti si rifugiassero in caffetterie, ristoranti ed edifici vicini.
Il bilancio ufficiale dell’attacco si colloca a sei morti e 16 feriti, tra cui due agenti della Polizia e lo stesso sospettato, che si trova in “stato critico” ed è sottoposto a un intervento chirurgico. Diverse delle vittime continuano in condizioni gravi o critiche, secondo quanto riferito dall’agenzia statale di notizie (PAP).
Tra i deceduti figura un cittadino britannico, in base ai dati diffusi dallo stesso mezzo. Tra i feriti ci sono cinque cittadini di Germania, Regno Unito, Portogallo, Russia e Austria. Due dei feriti trasferiti in centri ospedalieri sono già stati dimessi.
Indagine sul movente e “idee radicali”
Le autorità mantengono aperta l’indagine per chiarire le circostanze e il movente dell’attacco. Il ministro dell’Interno, Marcin Kierwinski, ha indicato che le prime ricerche suggeriscono che il sospettato nutrisse “opinioni molto radicali”, anche se per ora non è stata determinata una motivazione specifica.
“Nella sua auto sono state trovate diverse armi (...). Ha sparato con un’arma automatica ed era della località di Swietokrzyskie, è di nazionalità polacca e è nato nel 2002”, ha dichiarato Kierwinski.
Una delle linee di indagine prevede che l’arma utilizzata provenisse dall’abitazione dei suoi stessi genitori, poiché il padre aveva una licenza di armi. "C’è anche un’indagine nella casa in cui viveva. Per motivi evidenti in queste operazioni partecipano unità antiterroristiche", ha aggiunto il ministro.
L’attaccante è rimasto ferito dopo essere stato colpito dai colpi degli agenti prima di essere immobilizzato. Attualmente rimane ricoverato in un ospedale di Cracovia, dove è già stato sottoposto a un primo intervento e ha avviato una seconda operazione chirurgica.
Il responsabile dell’Interno ha colto l’occasione per smentire l’esistenza di altri tiratori e ha ribadito che, in questo momento, la Polizia non dispone di indizi che indichino altri possibili coinvolti.
Lutto ufficiale in Polonia
Alla luce della portata dell’accaduto, il presidente polacco, Karol Nawrocki, ha firmato sabato sera il decreto che dichiara l’8 e il 9 novembre come giorni di lutto nazionale. La disposizione, che richiedeva anche la firma del capo del Governo, è stata avallata da Tusk, che ha confermato che "la domenica e il lunedì saranno giorni di lutto nazionale in Polonia".
Il primo ministro ha sottolineato che il Paese affronterà congiuntamente queste due giornate di lutto e che il suo ufficio definirà i dettagli su come si svolgerà la commemorazione ufficiale.
L’attacco ha scosso Cracovia, una delle mete turistiche più importanti della Polonia, la cui Piazza Maggiore, circondata da edifici rinascimentali, è uno degli spazi più frequentati da visitatori e residenti.