Le forti precipitazioni registrate nella Striscia di Gaza durante le ultime dodici ore hanno causato gravi allagamenti che hanno lasciato sotto l’acqua circa 70.000 tende dove sopravvivono palestinesi sfollati dall’offensiva militare israeliana sull’enclave, approfondendo ancora di più l’ormai estrema vulnerabilità di questa popolazione.
Nel nord della Striscia, due palestinesi sono rimasti feriti dopo il crollo di un muro a causa delle piogge. La struttura si trovava già danneggiata in precedenza da un bombardamento israeliano, il che ha favorito il suo crollo con il maltempo.
In totale, circa 270.000 tende vengono attualmente utilizzate per ospitare famiglie sfollate a Gaza. Più di 400.000 persone risiedono in aree soggette a inondazioni o in zone costiere, il che ne aumenta l’esposizione agli episodi di piogge intense tipici dell’inverno. Questa situazione è aggravata dalla scarsità di carburante e di forniture essenziali derivante dal blocco israeliano.
Il Movimento di Resistenza Islamica (Hamás), che amministra la Striscia di Gaza, ha incolpato Israele e la comunità internazionale della “catastrofe umanitaria” che il territorio palestinese sta vivendo. L’organizzazione critica in particolare il ruolo della comunità internazionale e del Consiglio di Pace incluso nel piano di pace per Gaza promosso dal presidente statunitense, Donald Trump.
Il portavoce di Hamás, Hazem Qasem, ha indicato specificamente il rappresentante di detto Consiglio di Pace per il suo “fallimento nel riuscire a far entrare gli aiuti umanitari e il silenzio davanti al crimine del blocco imposto su più di due milioni di palestinesi”.
Qasem chiede che si faccia pressione su Israele per “adempiere ai suoi obblighi” e consentire l’accesso ad aiuti umanitari e materiali di rifugio che contribuiscano ad alleviare le sofferenze della popolazione palestinese. Inoltre, invita la Lega Araba a intraprendere azioni “urgenti ed efficaci” di fronte alla “catastrofe umanitaria” a Gaza.
“La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza sta peggiorando con l’arrivo dell’inverno e centinaia di migliaia di sfollati sono senza casa, senza riscaldamento né materiali di rifugio” dopo la “guerra di sterminio” israeliana, ha aggiunto Qasem.
Da parte sua, il Movimento Al Fatah, che governa in Cisgiordania, ha qualificato ciò che sta accadendo come una "continuazione del genocidio", secondo il portavoce Abdelfatá Daula. "La comunità internazionale ha responsabilità morale e legale", ha sottolineato, chiedendo al tempo stesso di costringere Israele a rispettare l’accordo sul cessate il fuoco, autorizzare l’ingresso degli aiuti umanitari e facilitare le attività di ricostruzione.