Lula reclama annullare la candidatura di Bolsonaro per abusi sui social media

La campagna di Lula chiede al TSE di annullare la candidatura di Flávio Bolsonaro per presunto abuso di potere economico e trattamento di favore sui social media.

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La campagna per la rielezione del presidente brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva, in vista del secondo turno delle elezioni di questa domenica, ha presentato questo mercoledì davanti al Tribunale Superiore Elettorale (TSE) una richiesta per invalidare la candidatura del senatore e aspirante ultraconservatore Flávio Bolsonaro. Il team del mandatario sostiene che la tecnologica Meta --matrice di Instagram, Facebook e WhatsApp-- e il social network X avrebbero favorito in modo indebito il suo avversario.

Secondo il documento registrato presso la Giustizia elettorale, al quale ha avuto accesso Europa Press, il team di Lula ha presentato "un'azione di indagine giudiziaria elettorale (AIJE) per abuso di potere economico e uso improprio dei mezzi di comunicazione sociale, con richiesta di tutela d'urgenza".

Nella parte finale della domanda si dettagliano varie richieste indirizzate alle piattaforme menzionate e, inoltre, si chiede di annullare la candidatura e "dichiarare l'ineleggibilità" di Flávio Bolsonaro e del suo compagno di lista, Alfredo Gaspar de Mendonça, "per un periodo di otto anni successivi all'elezione del 2026".

Il documento sottolinea che "questa azione non riguarda ciò che ha detto un candidato. Riguarda chi decide cosa vede l'elettore. I fatti già documentati rivelano che l'infrastruttura privata in cui oggi si svolge la propaganda elettorale --i sistemi di raccomandazione, gli strumenti di intelligenza artificiale generativa e i meccanismi di revisione degli annunci delle piattaforme di Meta (Instagram, Facebook e WhatsApp) e di X-- ha operato, in modo reiterato e convergente, a favore della candidatura degli indagati e a netto detrimento della candidatura avversaria".

La campagna di Lula sostiene nel testo che esiste una "fattoria di contenuti sintetici" e una "distribuzione sproporzionata", illustrando questa accusa con il dato che "il profilo ufficiale del primo indagato (Flávio Bolsonaro), con un 17,2% in meno di follower (rispetto a Lula), ha ottenuto, nella prima settimana del secondo turno, 2,96 volte più interazioni per pubblicazione rispetto a quello del candidato della Coalizione".

Inoltre, denuncia la "restrizione" imposta all'account pubblicitario del leader del Partito dei Lavoratori nei giorni precedenti al primo turno, e che "i sistemi di intelligenza artificiale di entrambe le piattaforme generano contenuti con la didascalia 'Flávio 22', ma rifiutano una richiesta equivalente con 'Lula 13'", in riferimento ai numeri che identificano ciascuna candidatura. Si segnala anche che "sono stati approvati annunci a pagamento dagli Stati Uniti che includevano un'immagine sintetica del presidente statunitense (Donald Trump) che chiedeva il voto per il primo indagato (Flávio)".

Il team legale di Lula sostiene che "questi elementi convergono nei due illeciti previsti nell'art. 22 della Legge Complementare n. 64/1990, qui imputati: l'uso improprio dei mezzi di comunicazione sociale --dato che le piattaforme digitali sono, oggigiorno, i mezzi di comunicazione di maggiore portata nel paese-- e l'abuso di potere economico --poiché la candidatura beneficia della mobilitazione di strutture imprenditoriali di produzione e distribuzione di contenuti, di un valore economico significativo, al di fuori della rendicontazione e con risorse provenienti da fonti proibite--".

L'iniziativa davanti al TSE viene presentata un giorno dopo che Meta ha difeso di aver seguito tutte le determinazioni del Tribunale Superiore Elettorale per correggere i difetti segnalati dalla campagna di Lula su una presunta manipolazione delle sue pubblicazioni a favore di Flávio Bolsonaro. Quello stesso giorno, tuttavia, il Consiglio Consultivo di Meta ha espresso la sua preoccupazione per gli errori "ricorrenti" negli sforzi dell'azienda per proteggere l'integrità elettorale nei suoi servizi, avvertendo che le sue politiche di moderazione starebbero soffocando il dibattito politico.

La denuncia precedente dell'ambiente di Bolsonaro

Il movimento del team di Lula si verifica dopo che il Partito Liberale, guidato da Flávio Bolsonaro, si è recato anch'esso al TSE per denunciare la candidatura del presidente, chiedendone l'annullamento per "abuso di potere".

La campagna del senatore ultraconservatore ha presentato un ricorso in cui sostiene che l'Esecutivo avrebbe fatto ricorso a dati ottenuti dal portale ufficiale del Governo (Gov.br), dall'Istituto Nazionale di Sicurezza Sociale (INSS) e dalla Receita Federal (equivalente all'Agenzia Tributaria spagnola) al fine di inviare comunicazioni personalizzate sui programmi sociali di supporto alle famiglie, sul costo dei combustibili e dell'elettricità o per l'acquisto di farmaci.

In quella richiesta si afferma che "nessun candidato dell'opposizione ha accesso a nessuno di questi risorse. Inoltre, l'uso di dati personali raccolti per la fornitura di servizi pubblici a fini di comunicazione governativa durante un periodo elettorale viola il principio di limitazione della finalità che regola il trattamento dei dati da parte delle autorità pubbliche".

Il documento fa anche riferimento a un contratto tra il Ministero della Gestione e Innovazione nei Servizi Pubblici e il Servizio Federale di Elaborazione Dati (SERPRO), firmato nel 2021 e valido fino a dicembre di quest'anno, che prevede l'invio stimato di 170 milioni di notifiche al mese attraverso diversi canali digitali. Il valore calcolato del servizio ammonta a 20,4 milioni di reais (3,6 milioni di euro) in un periodo di dodici mesi.