Quasi 70 congressisti eletti in Brasile affrontano indagini per corruzione e altri reati

Circa 69 congressisti eletti in Brasile sono sotto inchiesta per corruzione, malversazione e altri reati, con la destra che domina la lista.

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Almeno 69 congressisti eletti nelle elezioni tenutesi domenica scorsa in Brasile sono sotto inchiesta per presunti reati di corruzione, appropriazione indebita di fondi, manipolazione di contratti pubblici e crimini ambientali, tra altre irregolarità.

Secondo i dati raccolti dal portale brasiliano UOL, uno su nove membri del nuovo Congresso risulta essere sotto inchiesta. Secondo queste informazioni, 33 parlamentari sono già stati formalmente accusati, mentre altri 36 hanno procedimenti aperti in attesa che la Procura presenti accuse.

La maggior parte dei procedimenti si riferisce a casi di malversazione di risorse pubbliche, anche se sono incluse indagini per violenza domestica e per reati di carattere razzista. La Costituzione del Brasile consente di sospendere i diritti politici solo quando esiste una condanna penale definitiva, cioè senza possibilità di nuovi ricorsi.

Tra i nomi segnalati figura il deputato del Partito Liberale (PL) Mario Frias, su cui la Polizia ha aperto un'inchiesta per una presunta malversazione di fino a due milioni di real (circa 355.000 euro) legati a emendamenti parlamentari destinati a produrre il film "Dark House", un biopic sull'ex presidente "Jair Bolsonaro".

Secondo lo stesso mezzo, la maggior parte delle accuse riguarda partiti di destra, incluso il Partito Liberale dei "Bolsonaro" e le diverse formazioni che compongono il cosiddetto "centrão" — il grande centro —, un blocco informale che è diventato un elemento chiave per garantire la governabilità nel paese.

Da decenni, qualsiasi presidente che ha occupato il Palazzo del Planalto ha avuto bisogno del supporto di questo gruppo, che include, tra gli altri, Progresisti, Unione Brasile, Movimento Democratico Brasiliano (MDB) e Repubblicani, forze che concentrano anche buona parte dei nomi che figurano nella lista degli indagati.

Nella tornata elettorale del 4 ottobre sono stati messi in gioco più di 1.650 incarichi, con un primo turno in cui sono stati scelti il nuovo presidente e vicepresidente, la composizione del Congresso, le assemblee legislative statali e i governatori regionali. Il secondo turno è previsto per il 25 ottobre.

La destra ha ottenuto il controllo della Camera dei Deputati e del Senato, oltre a importanti governi regionali come quello di San Paolo, e ha messo in evidenza in particolare il risultato del candidato ultraconservatore "Flávio Bolsonaro" alla Presidenza, che ha ottenuto il 47% dei voti, due punti sopra il presidente "Luiz Inácio Lula da Silva".