Il III Vertice Russia-Africa, tenuto a Mosca e concluso questo giovedì, si è concluso con un accordo tra il Cremlino e i suoi partner africani per approfondire lo sviluppo dell’energia nucleare a fini civili e lo scambio di fertilizzanti, in un contesto di forte instabilità commerciale derivata dalla guerra dell’Iran.
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha ricevuto nella capitale russa circa una ventina di capi di Stato e di Governo africani. Negli ultimi anni, il leader ha presentato l’Africa come uno spazio di priorità strategica per Mosca, in sintonia con la cintura di giunte militari del Sahel, dove la Russia ha approfittato dell’allontanamento dell’Europa per guadagnare influenza e persino dispiegare mercenari russi nella lotta contro il jihadismo.
Nella dichiarazione finale del vertice, la Russia ha ribadito la sua intenzione di rafforzare la presenza dei paesi africani nei processi decisionali dell’ONU. Il segretario generale dell’organismo, António Guterres, ha denunciato in ripetute occasioni la scarsa rappresentatività del continente nelle strutture internazionali.
Allo stesso modo, tutti i firmatari si impegnano a "incrementare la cooperazione nel campo dell’uso dell’energia nucleare a fini pacifici, includendo l’estrazione e il trattamento dell’uranio, la costruzione di centrali nucleari di diverse capacità e il sostegno al ciclo di vita delle installazioni nucleari esistenti in Africa".
Il documento include anche l’impegno ad ampliare "la fornitura reciproca di prodotti agricoli e fertilizzanti, e introdurre tecnologie moderne" in questo ambito, insieme al rafforzamento della "cooperazione per combattere la disinformazione nel campo delle comunicazioni di massa", come dettaglia il comunicato finale diffuso dal Cremlino.
Putin ha presentato i risultati dell’incontro come una dimostrazione dei progressi nei legami tra Russia e il continente africano. "La Russia", ha affermato, "sostiene il desiderio del continente di svolgere un ruolo più importante nel processo decisionale internazionale ed espose la sua visione su questioni di sicurezza internazionale, il dialogo con l’Europa e le lezioni delle guerre mondiali".