Un incendio dichiarato nella notte di venerdì in una residenza per anziani situata a Comuy, nella comune di Pitrufquén, regione di La Araucanía, nel sud del Cile, ha lasciato un bilancio di 16 morti. Il centro, che operava senza le autorizzazioni richieste dalla normativa, ospitava un gruppo di anziani, dei quali dieci sono riusciti a sopravvivere al sinistro.
Il Ministero dello Sviluppo Sociale e della Famiglia ha confermato questo sabato che il recinto non disponeva di permesso per funzionare. "Il Ministero seguirà con attenzione l'indagine della Procura e valuterà le azioni che competono all'interno delle sue attribuzioni", ha sottolineato l'organismo, che si è messo a disposizione delle indagini in corso.
La ministra dello Sviluppo Sociale e della Famiglia, María Jesús Wulf, ha dettagliato che sarà articolata una batteria di supporti per i sopravvissuti, che saranno trasferiti in Strutture di Lunga Permanenza per Anziani che dispongano della dovuta autorizzazione e "condizioni adeguate". L'obiettivo è garantire la loro sicurezza e continuità nell'assistenza.
Da parte sua, il presidente cileno, José Antonio Kast, ha espresso il suo dispiacere per quanto accaduto. "La tragedia di Pitrufquén è devastante e ci obbliga ad agire con rapidità, decisione e responsabilità", ha affermato il mandatario, che ha chiesto risposte e misure immediate.
In questa linea, Kast ha ordinato che si "adottino misure urgenti destinate a rivedere le condizioni delle case del nostro paese, rafforzare la prevenzione e la vigilanza, e accelerare le proposte necessarie per migliorare il loro funzionamento e sicurezza". L'Esecutivo intende così rafforzare i controlli su questo tipo di recinti.
Riguardo alle possibili responsabilità, il presidente ha sottolineato che "abbiamo bisogno di conoscere la verità e, su quella base, correggere ciò che è necessario per fare tutto il possibile per evitare che una tragedia come questa si ripeta". Le conclusioni dell'indagine saranno fondamentali per definire cambiamenti normativi e eventuali sanzioni.