Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annullato più di 250.000 visti da quando Donald Trump ha assunto la Presidenza, nell'ambito di un'offensiva della sua Amministrazione per contenere l'immigrazione irregolare e rafforzare i controlli d'ingresso nel paese.
Secondo la rete televisiva statunitense Fox News, queste revoche sono dovute a molteplici violazioni, che vanno dal mancato rispetto delle condizioni del visto fino alla commissione di reati, frodi, minacce alla sicurezza nazionale o incitamento alla violenza.
Tra i visti cancellati, la rete sottolinea 2.300 legati al cosiddetto "turismo delle nascite", una pratica in cui donne straniere incinte viaggiano negli Stati Uniti con l'unico obiettivo che i loro figli ottengano automaticamente la cittadinanza alla nascita.
"Sotto il mandato del presidente Trump e del segretario (di Stato) Marco Rubio, il Dipartimento di Stato ha revocato più di 250.000 visti, un traguardo storico che riflette il nostro impegno incrollabile a proteggere il popolo americano", ha dichiarato a tale rete il portavoce del Dipartimento, Tommy Pigott.
"Un visto statunitense è un privilegio, non un diritto, e se vengono violati i termini di quel privilegio, si perde", ha sottolineato, insistendo sul fatto che ogni decisione in questo ambito è "una decisione di sicurezza nazionale".
All'interno di questa stessa linea d'azione, il governo statunitense ha revocato questo martedì i visti di 27 funzionari ed ex funzionari dell'America Latina —provenienti da Bolivia, Colombia, Ecuador e Perù—, così come dei loro familiari, a seguito di accuse di corruzione.
Inoltre, l'Amministrazione ha iniziato a lavorare durante l'estate sulla possibile cancellazione di fino a 200.000 visti di affari e turismo emessi tra il 2016 e il 2026 a cittadini stranieri che successivamente hanno richiesto asilo, ritenendo che il sistema sia saturo di richieste fraudolente.