L'Amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto alla Corte Suprema di annullare, con carattere urgente, l'ordinanza giudiziaria che blocca la costruzione di un nuovo tratto del muro di confine nell'area del Parco Nazionale Big Bend, in Texas. Il Dipartimento di Giustizia, tramite il procuratore generale, John Sauer, ha presentato un ricorso al quale ha avuto accesso Europa Press, in cui accusa il tribunale federale di primo grado di emettere una risoluzione "senza fondamento", "illegale e senza precedenti" che invade le competenze dell'Esecutivo in materia di sicurezza nazionale.
Il contenzioso ruota attorno a tre esenzioni ('waivers') approvate quest'anno dai titolari della Sicurezza Nazionale, la prima da Kristi Noem e le due successive dall'attuale responsabile, Markwayne Mullin. Queste esenzioni permettono di escludere diverse norme ambientali e di protezione storica --come la Legge sulle Specie in Pericolo o quella di Preservazione Storica Nazionale-- per accelerare la costruzione di oltre 300 miglia (quasi 500 chilometri) di barriere fisiche e strade nel settore texano di Big Bend. Sebbene l'Amministrazione abbia insistito sul fatto che non prevede di erigere un muro di grande altezza all'interno del Parco Nazionale, mantiene i suoi progetti di infrastruttura di confine in altri punti della zona.
Il 2 ottobre scorso, tuttavia, un tribunale federale del Texas ha ordinato di fermare i lavori dopo la denuncia presentata da organizzazioni ecologiste, un'associazione che protegge una chiesa storica a Ruidosa e imprenditori locali dedicati al turismo fluviale. Il giudice ha deciso di fermare l'uso di macchinari pesanti ritenendo che il Governo di Trump fosse privo di una "chiara autorizzazione del Congresso" per applicare quelle esenzioni ambientali in quel tratto specifico, sostenendo che i livelli di immigrazione irregolare a Big Bend sono relativamente più bassi rispetto ad altri settori della frontiera sud.
Nel suo ricorso alla Suprema Corte, il Governo di Trump definisce "frivola" la risoluzione e sostiene che la Legge di Riforma dell'Immigrazione Illegale del 1996 (IIRIRA, per le sue sigle in inglese) conferisce al segretario della Sicurezza Nazionale un potere discrezionale "esclusivo" per annullare i requisiti legali che ostacolano la rapida costruzione del muro. "Solo questo tribunale distrettuale ha ritenuto opportuno calpestare la chiara autorizzazione del Congresso (...) mediante l'usurpazione giudiziaria degli ordini", afferma il documento.
La Casa Bianca difende che Big Bend è "zona di alta entrata illegale"
L'Amministrazione argomenta che Big Bend --che comprende quasi un quarto di tutta la frontiera terrestre tra Stati Uniti e Messico-- costituisce senza dubbio un "area di alta entrata illegale". Secondo i dati dell'Ufficio delle Dogane e Protezione Frontiera (CBP, acronimo in inglese), tra il 2021 e il 2025 sono state registrate più di 89.000 detenzioni di migranti irregolari in questo settore. Nello stesso periodo sono state sequestrate più di 87.000 libbre (39.400 chili) di marijuana, 867 libbre (393 chili) di cocaina, 1.156 libbre (524 chili) di metanfetamina e 94 libbre (42 chili) di fentanil.
Il Governo avverte che mantenere paralizzata la costruzione del muro a Big Bend aprirebbe una grande breccia nel dispositivo di controllo della frontiera, il che trasformerebbe la regione in un "magnete" per il traffico di droga e di persone gestito dai cartelli di Sinaloa e Juárez, insediati dall'altra parte del fiume Grande. Inoltre, il Governo sottolinea che la sospensione dei lavori sta generando un costo giornaliero per le casse pubbliche di circa 460.000 dollari (poco più di 400.000 euro) per la manutenzione inattiva della macchina e delle strutture di campo.
Di conseguenza, il procuratore generale ha richiesto alla Corte Suprema --di maggioranza conservatrice-- che non solo sollevi la misura cautelare emessa dal giudice texano mentre si risolve il merito del caso, ma che ricorra a una procedura che consenta di annullare la sentenza in modo sommario e senza nuove udienze. "Gli errori sono così evidenti che questa Corte può correggerli rapidamente riguardo al merito, senza necessità di ulteriori argomentazioni o dibattiti orali", conclude il ricorso.