L'ambasciatore degli Stati Uniti in Turchia, Tom Barrack, ha applaudito questo martedì la "assolutamente storica" dissoluzione delle forze democratiche siriane curdo-arabe (FDS), inquadrata nell'accordo di integrazione siglato a fine gennaio con il presidente di transizione siriano, Ahmed al Shara, un passo che, nelle sue parole, "permette che un partner affidabile si integri in un quadro nazionale".
"Assolutamente storico. Il Piano per il Medio Oriente del presidente degli Stati Uniti (Donald Trump) permette che un partner affidabile si integri in un quadro nazionale, e così si forgia una Siria unita per tutti", ha sottolineato Barrack in un messaggio diffuso sui social media.
In quella stessa pubblicazione, il rappresentante statunitense ha elogiato la "leadership visionaria" di Trump per "spianare la strada all'integrazione ordinata delle Forze Democratiche Siriane nelle istituzioni statali siriane, trasformando le divisioni del passato in un'alleanza duratura e restituendo al popolo siriano l'opportunità di costruire il proprio futuro comune".
L'ambasciatore ha anche sottolineato "il riconoscimento della lingua curda nell'istruzione", una rivendicazione che il comandante delle FDS, Mazloum Abdi, aveva messo sul tavolo informando poche ore prima della dissoluzione della milizia.
Allo stesso modo, Barrack ha rimarcato "l'assegnazione di funzioni sostanziali ai nostri preziosi partner Mazloum Abdi e Ilham Ahmad (alto funzionario dell'Amministrazione Autonoma Democratica del Nord e Est della Siria, AANES) all'interno del governo siriano", una decisione che, secondo quanto ha detto, "rende il dovuto omaggio alla loro leadership, ai sacrifici dei nostri partner curdi e al contributo costruttivo che hanno dato alla stabilità regionale".
"Ecco come appare la vera integrazione: non ci sono vincitori né vinti, ma ex partner con punti di vista diversi che elaborano una soluzione diplomatica per rafforzare la nazione sovrana della Siria", ha aggiunto l'ambasciatore degli Stati Uniti, che ha chiuso il suo messaggio con lo slogan "Un Esercito, un Governo, uno Stato".
L'accordo di quattordici punti pattuito a gennaio —con mediazione di Washington— prevedeva la presenza di leader curdi al vertice di diversi incarichi, sebbene fino ad oggi non sia stata confermata ufficialmente l'incorporazione nell'Esecutivo di Al Shara di responsabili provenienti dall'amministrazione regionale parallela.
Con tutto, l'agenzia di notizie curda Hawar ha indicato, citando fonti proprie, che Damasco avrebbe proposto che Abdi venga nominato consulente per le questioni curde nella Presidenza siriana e che Ahmed assuma un incarico di alto rango all'interno del Governo di transizione siriano.