Il Partito Popolare (PP) sostiene che le dimissioni del ministro dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile, Óscar Puente, "non passano" perché, a suo giudizio, non ha lasciato l’incarico "per le vittime né per dignità", ma "per i sondaggi". Inoltre, rivolge le sue critiche al presidente del Governo, Pedro Sánchez, per averglielo assegnato: "La sua responsabilità non è ancora stata chiarita, ma lo dimetteremo alle urne".
"Gli ha dato le dimissioni Tezanos", hanno indicato fonti del PP dopo che si è conosciuta la decisione del ministro di abbandonare il Ministero e di rinunciare a candidarsi nelle liste del PSOE il 29N, dopo i sinistri ferroviari di Adamuz (Cordoba) e di mercoledì scorso a Urda (Toledo), che hanno provocato un totale di 116 vittime.
In questa linea, i 'popolari' puntano direttamente il dito contro Sánchez, sottolineando che "il principale problema" sta in "chi ha messo le infrastrutture nelle mani di Ábalos, prima, [in riferimento all’ex ministro dei Trasporti] e di Puente, dopo". "La responsabilità non si delega", hanno ribadito, per avvertire il capo dell’Esecutivo che "non può nascondersi dietro Óscar Puente".
Il PP va oltre e sostiene che né l’uscita di Puente né l’eventuale partenza di Sánchez --"dopo il 29N"-- faranno "dimenticare la cosa più importante", cioè "che cosa è successo e che cosa bisogna fare per recuperare la sicurezza perduta" nella rete ferroviaria. A suo giudizio, "116 vittime esigono verità, spiegazioni e responsabilità ai più alti livelli".
In questo contesto, insistono sul fatto che "la crisi" si "chiuderà" solo quando ci saranno "spiegazioni sufficienti, responsabilità complete e garanzie che non si ripeterà" una situazione simile.
Le dimissioni, comunicate da Puente questo martedì davanti alla Diputación Permanente del Congreso e includendo la sua uscita dalle liste del PSOE il 29N, avvengono sei giorni dopo l’incidente ferroviario di Urda (Toledo), con 69 vittime mortali, e nove mesi dopo il sinistro di Adamuz (Cordoba), in cui morirono 46 viaggiatori.
Reazioni della dirigenza del Partito Popolare
Dirigenti del PP hanno reagito a catena alla dimissione annunciata dal titolare dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile, Óscar Puente, rimarcando che non si tratta di "un atto di dignità" e ribadendo che arriva "tardi".
In termini simili si è espresso il segretario generale del PP, Miguel Tellado, che ha indicato che la rinuncia "non è sufficiente" e ha attribuito anche al presidente Pedro Sánchez la responsabilità di averlo nominato in sostituzione di José Luis Ábalos --"oggi in carcere"--, per poi qualificare l'ex ministro ormai ex come "tuitero litigioso" in un messaggio pubblicato su 'X', ripreso da Europa Press.
Da parte sua, la portavoce 'popolare', Ester Muñoz, ha dichiarato questa martedì sera al Congresso che le dimissioni di Óscar Puente da ministro dei Trasporti "arrivano 116 morti in ritardo", riferendosi alle vittime dei due incidenti ferroviari registrati nell’ultimo anno.
Nel suo intervento, la dirigente del PP ha ribadito la richiesta di dimissioni di Puente, anche se ha precisato che si trattava già di una decisione tardiva e che, in ogni caso, non poteva considerarsi sufficiente.
"È una confessione di colpevolezza", ha affermato il vicesegretario al Tesoro del PP, Juan Bravo, che ha anche indicato in 'X' la responsabilità di "chi lo ha nominato e gli ha permesso di continuare a ricoprire il suo incarico", riferendosi al presidente del Governo, Pedro Sánchez. In questo senso, ha insistito sul fatto che Puente "non si azzardi a venderlo" come un "atto di dignità", bensì come una "dimissione che arriva 116 vite in ritardo".
La portavoce degli Interni del PP, Ana Vázquez, ha attribuito ai sondaggi la decisione di "dimitirsi" al ministro "nell’ultimo minuto della Deputazione Permanente" del Congresso, sede davanti alla quale Puente ha annunciato il suo addio dopo diverse ore di comparizione sull’incidente ferroviario di Urda (Toledo), in cui sono morte 69 persone lo scorso mercoledì.