Il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha richiesto alle autorità di Ceuta una "volontà seria" e maggiore "cooperazione" per affrontare la situazione dei minori che continuano a essere per le strade della città, sottolineando che "non si sta trasferendo il problema" e che "anche si sta assumendo la responsabilità da parte del Governo centrale".
"Se la Città Autonoma non ha una volontà seria di soluzione della questione, noi non possiamo fare altro che continuare a offrire tutti i mezzi necessari e precisi", ha sottolineato Marlaska questo lunedì durante una conferenza stampa a Ceuta, dove ha insistito sul fatto che l'Esecutivo centrale è implicato nella gestione.
Il ministro si è espresso così dopo che gli è stato chiesto delle dichiarazioni del presidente del Governo, Pedro Sánchez, che ha responsabilizzato Ceuta per la permanenza di minori nelle sue strade e ha incoraggiato a porre questa questione direttamente al capo dell'Esecutivo ceutino, Juan Jesús Vivas.
Nella sua risposta, Grande-Marlaska ha ribadito che "non si sta trasferendo il problema" e che "anche si sta assumendo la responsabilità da parte del Governo centrale", mentre ha sottolineato che il Governo ha bisogno della "cooperazione imprescindibile" della Città Autonoma, dato che è l'amministrazione che "assume la tutela" di quei minori.
Accusa il PP di "ipocrisia" per parlare di "sicurezza" a Ceuta
Il titolare dell'Interno è stato anche interrogato sulle sue precedenti affermazioni riguardo a una "sensazione di insicurezza soggettiva" tra la cittadinanza di Ceuta dopo l'ingresso massiccio di immigrati a fine luglio, e se si stesse rettificando quelle parole.
Di fronte a quelle critiche, ha accusato il Partito Popolare di essere "ipocrita" per concentrare il suo discorso sulla sicurezza a Ceuta quando, secondo quanto denunciato, i governi del PP "non investivano un centesimo" nel rafforzare le forze e le infrastrutture nella città autonoma durante i loro mandati al governo centrale.
"Mi sembra assolutamente ipocrita che parlino di sicurezza coloro che nei loro momenti di gestione avevano indici di criminalità a Ceuta otto punti superiori alla media nazionale; che distraevano forze di polizia e della Guardia Civile; e che non investivano un centesimo", ha criticato il ministro.
Grande-Marlaska ha difeso inoltre che "è stato ridotto di tredici punti" il tasso di criminalità a Ceuta tra giugno 2018 e il 30 luglio 2026, attribuendo questa diminuzione al fatto che all'attuale Governo "interessa lavorare sulla sicurezza": "E per lavorare sulla sicurezza bisogna investire, invece di perdere il 7% di effettivi, guadagnare il 16% di effettivi in quel tempo; invece di non investire nulla nella frontiera, investire più di 37 milioni".
Ha sottolineato che il suo "obiettivo prioritario è ridurre la criminalità, garantire la sicurezza in tutte le città e che l'insieme di uomini e donne possa sviluppare i propri diritti e le proprie libertà. E per questo sta lavorando il Ministro dell'Interno, il Governo di Spagna e le forze e corpi di sicurezza dello Stato; per dimenticarci di quei governi del Partito Popolare che non investivano né in effettivi, né in personale, né in infrastrutture", ha concluso.
Elma Saiz accusa Feijóo di mettere "bastoni tra le ruote"
In parallelo, la ministra dell'Inclusione, Sicurezza Sociale e Migrazioni, Elma Saiz, ha attaccato il leader del PP, Alberto Núñez Feijóo, accusandolo di essere "al lavoro" per mettere "bastoni tra le ruote" e provocare che la situazione a Ceuta si "cronicizzi".
In un'intervista trasmessa questo lunedì nel programma "Malas Lenguas" di TVE, raccolta da Europa Press, Saiz ha rimproverato a Feijóo di non garantire che le comunità autonome governate dal PP rispettino "la legge" e agiscano con "solidarietà" per accogliere i minori che ancora rimangono a Ceuta.