Il ministro della Presidenza, Giustizia e Relazioni con le Corti, Félix Bolaños, ha ribadito questo mercoledì che la presenza di navi da guerra marocchine nelle acque territoriali spagnole nelle stesse date dell'arrivo massiccio di immigrati a Ceuta e della crisi migratoria nella città autonoma sono stati fatti indipendenti e senza legame tra loro.
Allo stesso tempo, ha difeso che questo episodio non fosse reso pubblico trattandosi di una questione che riguarda la sicurezza nazionale e che, per questo motivo, deve essere affrontata "con carattere riservato", come ha spiegato in un'intervista nel programma 'Al rojo vivo' di La Sexta, raccolta da Europa Press.
"Non c'è stato alcun elemento, alcun fatto che ci faccia pensare che ci fosse relazione o che fossero coordinati o che uno fosse a sostegno dell'altro", ha indicato, ammettendo unicamente una "coincidenza temporale" tra i due eventi. "Non ha avuto nulla a che fare con l'ingresso massiccio", ha insistito il ministro.
Il Governo sostiene che l'azione delle navi marocchine è stata un fatto "puntuale" che si è risolto rapidamente mediante il dialogo con le autorità di Rabat, e che, per sua natura, rientra nelle questioni di "sicurezza nazionale" che devono essere trattate con "carattere riservato". A suo avviso, "le questioni che riguardano la sicurezza nazionale non sono questioni che debbano essere rese pubbliche", il che giustifica il fatto che l'Esecutivo non abbia declassificato documentazione su questo argomento, anche se ha rivelato altre comunicazioni interne di quei giorni, comprese quelle mantenute con membri del CNI.
In questa stessa linea, Bolaños ha sottolineato che si è trattato di un episodio "concreto" che "si è risolto in modo molto rapido" e "grazie al dialogo tra Spagna e Marocco".