La Commissione Lavoro, Economia Sociale, Inclusione, Sicurezza Sociale e Migrazioni ha dato il via libera questo giovedì, in sessione straordinaria e con piena competenza legislativa, alla Proposta di Legge per l'impulso dell'inclusione lavorativa delle persone con disabilità. La norma aumenta le sanzioni per le aziende di 50 o più dipendenti che non rispettano la quota di riserva del 2% del loro personale per persone con disabilità.
Il parere è stato approvato con il sostegno di tutti i gruppi parlamentari, tranne il PP, che si è astenuto, e Vox, che ha votato contro. Durante l'iter in commissione è stata incorporata un'emendamento transattivo, approvato all'unanimità, che dichiara esenti da tassazione gli aiuti destinati a persone affette da HIV o talidomide. Dopo questo passaggio, il testo passa al Senato per continuare il suo percorso parlamentare.
Il primo articolo della proposta modifica la Legge sulle Infrazioni e Sanzioni nell'Ordine Sociale. Così, viene qualificato come infrazione molto grave, e non solo grave, "il mancato rispetto in materia di integrazione lavorativa delle persone con disabilità dell'obbligo legale di riserva di posti di lavoro per persone con disabilità, o dell'applicazione delle sue misure alternative".
Il secondo articolo introduce modifiche all'articolo 13 della Legge Generale sulle Sovvenzioni, che fissa le condizioni per ottenere la qualifica di beneficiario o ente collaboratore. In questo modo, viene vietato l'accesso a sovvenzioni a coloro che commettono un'infrazione molto grave per aver violato l'obbligo di riserva di posti di lavoro per persone con disabilità, nei termini previsti nel primo articolo.
L'iniziativa incorpora inoltre tre disposizioni aggiuntive. La prima obbliga le amministrazioni pubbliche a sviluppare campagne informative sull'inclusione lavorativa delle persone con disabilità. La seconda prevede campagne specifiche dell'Ispettorato del Lavoro e della Sicurezza Sociale durante i prossimi tre anni per "verificare il rispetto dell'obbligo legale di riserva di posti di lavoro per persone con disabilità". La terza stabilisce che il Governo dovrà presentare entro un termine massimo di tre anni una relazione che valuti l'impatto delle misure approvate.
Il Comitato Spagnolo dei Rappresentanti delle Persone con Disabilità (CERMI) valuta che questo rafforzamento del regime sanzionatorio rappresenta "una misura necessaria per garantire l'efficacia di un obbligo legale vigente da decenni e ancora non rispettato da un numero significativo di aziende".
In questa linea, l'ente esprime il suo desiderio che "il Senato completi rapidamente la sua trattazione, in modo che la Spagna disponga al più presto di un quadro più esigente ed efficace per promuovere l'inclusione lavorativa delle persone con disabilità".
Il Consiglio Spagnolo per la Difesa della Disabilità e della Dipendenza (CEDDD) ha anche accolto positivamente l'approvazione, sebbene avverta che "il rafforzamento del regime sanzionatorio, da solo, risulta insufficiente per correggere una situazione di disuguaglianza lavorativa che persiste da decenni".
CEDDD sottolinea che, nel contesto della riforma della quota di riserva di lavoro per persone con disabilità, ha trasmesso ai gruppi parlamentari un ampio pacchetto di proposte orientate a trasformare in profondità il sistema attuale.
Tra le misure proposte, spicca "l'innalzamento della quota obbligatoria dal 2% al 4%", un'iniziativa promossa dalla sua entità associata Confederazione Nazionale dei Centri Speciali di Lavoro (CONACEE) e "concepita per rispondere ai gravi deficit di inclusione lavorativa che continuano a colpire il collettivo".