La Deputazione Permanente del Congresso affronterà questo mercoledì il dibattito e la votazione dell'iniziativa registrata dal PP affinché il presidente Pedro Sánchez sia citato in modo urgente a un Plenario straordinario al fine di offrire spiegazioni sulla crisi migratoria a Ceuta. La formazione 'popolare' chiederà anche la convocazione di altri dieci ministri, tra cui gli otto che hanno già fissato la loro comparizione in commissione nella Camera Bassa per affrontare questa stessa questione.
Nella sua richiesta, il PP esige la presenza immediata di Sánchez per "informare sulla gravissima situazione che attraversa Ceuta a causa dell'aumento degli ingressi illegali di immigrati via mare attraverso il Marocco a seguito dell'impossibilità di applicare i respingimenti in frontiera in quel contesto; sulle misure che intende adottare per garantire l'integrità delle frontiere spagnole e dell'Unione Europea e l'esercizio effettivo della sovranità nazionale; così come per dare spiegazioni sulla politica di cooperazione del Governo con il Marocco in materia di controllo migratorio".
Affinché questa proposta dei 'popolari' vada avanti, sarà imprescindibile che ottenga il sostegno o, almeno, l'astensione di due dei partner parlamentari abituali dell'Esecutivo. In caso di successo, la Mesa dovrebbe fissare una data per quel Plenario straordinario prima del 1 settembre, momento in cui si riapre ufficialmente il periodo ordinario di sessioni.
Oltre a Sánchez, il PP intende che siano convocati con urgenza i ministri dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska; della Difesa, Margarita Robles; degli Affari Esteri, José Manuel Albares; delle Migrazioni, Elma Sáiz; della Sanità, Mónica García; della Gioventù e Infanzia, Sira Rego; e della Parità, Ana Redondo, affinché si esprimano specificamente sulla situazione a Ceuta.
Tutti questi membri del Governo avevano già previsto di comparire nei prossimi giorni su istanza dello stesso Esecutivo, che ha registrato le loro richieste dopo le esigente dell'opposizione. Proprio la programmazione di queste sessioni nel Congresso è stata l'argomento addotto dal Governo per rifiutare le comparizioni che il PP ha tentato di forzare al Senato.
Allo stesso modo, è fissata per questo giovedì la comparsa in Congresso del ministro della Presidenza e Giustizia, Félix Bolaños, a cui il PP vuole interpellare per il cambio di una funzionaria del Dipartimento di Sicurezza Nazionale della Presidenza del Governo, che ha diffuso sul sito dell'organismo dati sull'ingresso massivo di immigrati prima che l'Esecutivo rendesse pubblici i propri registri ufficiali.
'Caso Leire', Guardia Civil e regolarizzazione dei migranti
Insieme a queste richieste, il PP reclama che il ministro dell'Interno partecipi al Plenario per informare sul processo di regolarizzazione straordinaria dei migranti e che lui stesso e la ministra della Difesa, Margarita Robles, si presentino congiuntamente per spiegare la permanenza nei loro posti della direttrice della Guardia Civil, Mercedes González, e del suo direttore aggiunto operativo (DAO), nonostante la sua imputazione nel "caso Leire".
In parallelo, i 'popolari' richiedono una comparsa straordinaria della vicepresidente terza e ministra per la Transizione Ecologica, Sara Aagesen, con l'obiettivo di dettagliare la gestione dei gravi incendi boschivi registrati quest'estate e la decisione di prorogare la vita utile della centrale nucleare di Almaraz, a Cáceres, misura che ha ricevuto il sostegno di PP e Vox e il rifiuto di Sumar e di buona parte dei soci del Governo di coalizione.
Infine, il PP propone che la Deputazione Permanente chiami a comparire il vicepresidente primo e ministro dell'Economia, Carlos Cuerpo, per spiegare la nona modifica dell'addendum del Meccanismo di Recupero e Resilienza dei Fondi Next Generation, approvata a fine luglio, "e il suo impatto negativo sulle previsioni e sugli impegni assunti dal Governo, per generare un impulso trasformativo del tessuto produttivo, dell'adattamento del nostro territorio e del benessere delle famiglie".