La vice-segretaria di Rigenerazione Istituzionale del PP, Cuca Gamarra, ha censurato questo giovedì che l'Esecutivo trasmetta ai cittadini ceutini l'idea che "tutta Ceuta è un CETI (Centro di Soggiorno Temporaneo per Immigrati)" e ha esigito che siano garantiti pienamente i diritti e le libertà dei vicini affinché possano recuperare la normalità dopo l'ingresso irregolare di migliaia di persone attraverso il confine alla fine di luglio.
In una conferenza stampa prima della sessione straordinaria della Commissione Mista (Congresso-Senato) di Sicurezza Nazionale, Gamarra ha ribadito che, un mese dopo l'inizio della crisi, i ceutini "non ne possono più" e ha insistito sul fatto che non si può continuare a chiedere loro "pazienza" mentre persiste l'"inazione".
Per questo motivo, ha sollecitato il Governo ad agire "una volta per tutte" e ha denunciato che gli spazi pubblici stanno venendo occupati, limitando "le libertà e i diritti che hanno gli spagnoli che vivono a Ceuta". A suo avviso, è imprescindibile che si cominci a trattare "in modo efficace e rapido" i dinieghi delle richieste di asilo per poter eseguire le espulsioni, insistendo sul fatto che l'"unico cammino possibile" è il ritorno in Marocco di coloro che sono entrati nella città autonoma il 30 luglio scorso, dotando inoltre di mezzi materiali e umani sufficienti per gestire quegli atti.
Uso di polivalenti e diritti dei vicini
Interrogata sulla possibilità di utilizzare polivalenti per iniziare a identificare i migranti, la dirigente 'popolare' ha sottolineato che esistono alternative e ha fatto riferimento a un elenco di ubicazioni che non si limita a queste strutture. Allo stesso tempo, ha criticato che si proponga la loro conversione in CETI "senza l'autorizzazione della città autonoma e senza il sostegno dei vicini".
Ha denunciato che "gli 85.000 spagnoli che vivono a Ceuta hanno attualmente limitati i loro diritti e libertà e che già il colmo è che si voglia anche privarli dell'uso dei polivalenti, che sono per far svolgere attività fisica ai vicini e non per altro". A suo avviso, qualsiasi struttura destinata a questo scopo deve essere compatibile con il fatto che i ceutini continuino a godere dei loro diritti e libertà.
Gamarra ha ricordato che i minori della città autonoma hanno diritto al tempo libero e all'istruzione, così come a iniziare l'anno scolastico "non scortati dalla Polizia, come si sta dicendo". A suo avviso, con le decisioni del Governo si sta trasmettendo alla popolazione che "tutta Ceuta è un CETI" e che devono accettare che i loro diritti e libertà siano "sempre più limitati". "La normalità a Ceuta non esisterà finché l'ultimo ceutino non potrà sviluppare con piene garanzie tutti i suoi diritti e le sue libertà", ha ribadito.