Frente Amplio presenta al Parlamento Europeo una petizione per fermare la liberalizzazione della ferrovia

Frente Amplio chiede al Parlamento europeo di invertire la liberalizzazione ferroviaria e reclama un modello di treno al cento per cento pubblico dopo l’incidente di Urda.

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Frente Amplio ha presentato un documento presso la Commissione per le petizioni del Parlamento europeo in cui chiede a Bruxelles di fare marcia indietro nelle politiche comunitarie di apertura alla concorrenza del settore ferroviario, in seguito al recente incidente di Urda (Toledo).

L’iniziativa è stata registrata dal dirigente di IU e numero tre della candidatura di Frente Amplio per Madrid alle elezioni del 29N, Toni Valero, il quale chiede alla Commissione europea e alla stessa Eurocamera di rivedere in profondità il quadro regolatorio del sistema ferroviario e di porre fine al processo di liberalizzazione di questo mezzo di trasporto.

In dichiarazioni inviate ai mezzi di comunicazione, Valero ha assicurato che in queste elezioni la Spagna gioca un “modello di paese” per la classe lavoratrice e che un esempio evidente è il ferroviario, che non può essere “subordinato al mercato” né al “profitto di pochi”.

“La nostra scommessa è chiara, un ferroviario cento per cento pubblico”, ha ribadito Valero, mentre ha denunciato che la liberalizzazione del settore pubblico “uccide”, perché risponde soltanto alla logica del “capitalismo con fretta”.

Nella documentazione registrata, anche l’ex deputato al Congresso chiede alla Commissione per le petizioni del Parlamento europeo di analizzare l’impatto della liberalizzazione del servizio ferroviario in materia di sicurezza e di promuovere misure affinché la gestione del settore resti nelle mani pubbliche nei suoi diversi ambiti.

Allo stesso tempo, esorta la Commissione europea a offrire “una risposta dettagliata sugli effetti dei successivi pacchetti ferroviari e sulla loro adeguatezza agli obiettivi di sicurezza, servizio pubblico e coesione”.

“Il treno non serve ad arricchire le imprese private, serve a garantire il diritto alla mobilità, a collegare i nostri paesi e città e a fornire un servizio pubblico di qualità. È anche uno strumento fondamentale per affrontare l’emergenza climatica”, ha aggiunto, rimproverando che socialdemocratici e conservatori nell’ambito europeo abbiano promosso per decenni il modello di liberalizzazione del treno.