"Il prossimo 29 novembre diremo finalmente 'fine' al sanchismo". Con questa affermazione, questo domenica si è rivolta agli intervenuti a Logroño la vicesegretaria di Rigenerazione Istituzionale del PP e capolista per La Rioja al Congresso, Cuca Gamarra, durante un atto di precampagna nella capitale della Rioja al quale ha partecipato anche il segretario generale del partito, Miguel Tellado.
Nel suo discorso, Gamarra ha insistito sul fatto che "il 29 novembre, La Rioja voterà cambiamento", sottolineando che "l'España non si può capire senza La Rioja" e difendendo che "essere più piccoli non significa essere meno di nessuno".
Come ha indicato, "in questi otto anni, quando si è dato la priorità a quelli da cui dipendeva Pedro Sánchez, altri hanno pagato le conseguenze, tra cui, i riojani", per cui ha invocato, da "quellla maggioranza silenziosa" a "ribellarci". Ha ricordato che "quasi quattro anni fa, La Rioja è stata la comunità che ha dato più sostegno ad Alberto Núñez Feijóo e quella con la più alta percentuale di voto per il PP, e lo rifaremo".
Ha evidenziato inoltre che "mancano 20 giorni, questa volta non ci fermeremo a quattro seggi, contribuiremo per non restare a questa distanza, e lo faremo da qui riuscendo a ottenere un seggio in più". In questo modo, ha ribadito che "così, il 29 novembre, diremo finalmente 'fine' al sanchismo".
Nonostante ciò, Gamarra ha avvertito che "non lo faremo in qualunque modo, non sarà una formalità, ci mobiliteremo tutti, perché quello che si percepisce nell'aria sono le voglie di arrivare in tutti gli angoli di questa comunità e spiegare la necessità che il giorno 29 si raggiunga il cambiamento di cui La Rioja e l'España hanno bisogno, e lo faremo essendo decisivi, facendo in modo che questo partito contribuisca con un seggio in più da La Rioja, per mettere una volta per tutte fuori Sánchez da La Moncloa".
Ha precisato che "un cambiamento -ha sottolineato- che significa che scendiamo in campo per tutto, ma non con spirito di vendetta, bensì con spirito di dignità, per un Governo pulito, responsabile, lavoratore e di cui sentirsi orgogliosi. E, senza partire dal rancore, andremo a rivolgerci ai riojani che sono stanchi di quello che stiamo vedendo e vivendo, di quelli che si vergognano del Governo per le sue azioni e i suoi scandali".
Per questo, ha indicato che "a quel voto della dignità, dello sforzo, delle persone che lavorano, è a quello a cui andiamo a appellarci" e, anche se ha ammesso che "molti non ci avranno mai votato", ha sottolineato che queste elezioni sono diverse, e che a quella maggioranza silenziosa si rivolgeranno "con convinzione, affinché il denaro delle tasse sia destinato a ciò di cui si ha bisogno e affinché ci sia uguaglianza, viviamo dove viviamo".
Gamarra ha descritto che "questa Legislatura è stata quella dell'amnistia; quella del patto col volto coperto con Bildu che non è uscito gratis perché i condannati sono in strada; quella dei Koldos, degli Ábalos, dei Cerdanes, di quelli che viaggiavano sulla Peugeot; del fratello; della moglie; del procuratore generale; quella del blackout; quella dei 116 morti dei treni; quella di Zapatero; quella delle fogne; quella di un Ceuta invaso mentre il presidente se ne va in vacanza".
"E questo -ha sentenziato- è agli antipodi di ciò che deve essere un Governo. Per questo, il 29 diremo 'è finita', che finalmente abbiamo portato via Sánchez da La Moncloa". A suo avviso, al PSOE "la campagna sta diventando molto in salita", qualcosa che, ha detto, riguarda anche i socialisti riojani, "che stanno molto zitti, tutto è silenzio, e non c'è da sorprendersi, perché gli danno la caccia i fascicoli, le imputazioni, le retate, niente potrà coprire tutti questi scandali".
Di conseguenza, ha rimarcato che "chiediamo spiegazioni, e le chiederemo parlando nelle urne", citando come esempi l'uso dei fondi europei, "perché al treno non sono andati"; "a che la uco ha arrestato questa settimana sei socialisti"; oppure "al fatto che anche questa settimana, invece di blindare la sicurezza ferroviaria, si sono dedicati a blindare i 'bonus' in ADIF".
In relazione specifica alla La Rioja, la candidata si è chiesta "dove sono i nuovi treni e le frequenze che ci hanno promesso; la A-12; i miglioramenti della N-232 o i collegamenti della AP-68" e le è stato risposto affermando che "da nessuna parte, perché, a Sánchez, La Rioja è importata poco, perché è venuto solo al matrimonio di suo cognato, e in elicottero". Ha aggiunto che "ciò che è accaduto nelle infrastrutture riojane è che si cantava bingo quando c'era una mazzetta da 2 milioni per le tasche dei socialisti".
In questo modo, ha affermato che "non abbiamo avuto un Governo, ma persone che resistevano dal Consiglio dei Ministri", ricordando allo stesso tempo che "sono molto femministe, ma hanno assunto prostitute per non andare a lavorare o si sono liberati dei stupratori". Allo stesso tempo, ha chiesto "dove sia stato il PSOE de La Rioja: presiedendo il club di fan di Sánchez, abbiamo mandato a casa Concha Andreu quattro anni fa e ora manderemo a casa il suo capo".
Di fronte a ciò, ha contrapposto a "Alberto Núñez Feijóo che è rigore, è esperienza, è capacità, sono voglia di governare e di lavorare", sottolineando che "è il momento di ricostruire il Paese, per le infrastrutture, per la casa, perché scendano le tasse, perché ci siano più medici, immigrazione ordinata e strade sicure".
"Il giorno 29 ci giochiamo tutto. Promuoveremo un Governo diverso, che uscirà con il sostegno dei riojani, per porre fine a questa fase di corruzione e aprirne un’altra di speranza. Mancano 20 giorni per andare in positivo, ci sono molte cose da migliorare, vale la pena che usciamo tutti, e che La Rioja sia quel giorno protagonista con più deputati del PP", ha concluso.