Il Congresso fisserà domani il calendario del supplizio contro un deputato di Sumar per la sua gestione come sindaco.

Il Congresso attiva il supplizio contro il deputato di Sumar Félix Alonso per presunta prevaricazione quando era sindaco di Altafulla.

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La Commissione dello Statuto del Deputato del Congresso prevede questo giovedì di segnare il calendario per la trattazione della richiesta di autorizzazione presentata dalla Corte Suprema al fine di indagare sul deputato di Sumar Félix Alonso Cantorné, denunciato per atti legati al suo periodo come sindaco di Altafulla (Tarragona).

Félix Alonso è comparso volontariamente davanti alla Suprema il 15 giugno scorso, dove ha difeso "la legittimità delle assunzioni" e ha negato di aver commesso irregolarità. Un mese dopo, il 14 luglio, l'Alta Corte ha inviato al Congresso la richiesta formale di autorizzazione affinché venga sospesa la sua immunità e si possa continuare con l'indagine per un presunto reato di abuso d'ufficio legato all'assegnazione di contratti pubblici quando era assessore.

Il magistrato istruttore sostiene nella sua esposizione che "esistono indizi che durante il periodo" in cui Alonso è stato sindaco di Altafulla "e con la sua partecipazione", sono state effettuate assegnazioni pubbliche ricorrendo a contratti minori. Nello stesso scritto dettaglia che "si è fatto ricorso alla figura del contratto minore per realizzare contratti senza attenersi alla legislazione specifica in materia di contratti pubblici".

La Mesa del Congresso, presieduta dalla socialista Francina Armengol, ha deciso alla fine di luglio di dare corso alla richiesta di autorizzazione e l'ha inviata alla Commissione dello Statuto del Deputato, che questo giovedì inizierà lo studio del fascicolo e organizzerà i prossimi passi della procedura.

Trattazione interna e scadenze a porte chiuse

Questo organo, guidato dal 'popolare' Manuel Cobo e composto da un rappresentante di ciascun gruppo parlamentare, tiene tutte le sue riunioni a porte chiuse. In base al Regolamento della Camera, dispone di un massimo di 30 giorni lavorativi per presentare una proposta sulla richiesta di autorizzazione. In quel periodo dovrà ascoltare Félix Alonso, che potrà intervenire personalmente o inviare osservazioni per iscritto nella data che determinerà la stessa commissione.

Una volta concluso il suo lavoro, la commissione invierà il suo parere al Plenum del Congresso, che sarà incaricato di adottare la decisione definitiva. In occasioni precedenti, la Commissione dello Statuto del Deputato ha risolto questa pratica in circa due settimane.

Il dibattito e la votazione dei supplicatori in Plenaria si svolgono anche a porte chiuse, senza pubblicità e senza diffusione del contenuto delle interventi. I deputati non sono soggetti a disciplina di voto, poiché la votazione è segreta e solo il risultato finale è reso pubblico.

Nei otto giorni successivi all'accordo del Plenaria sulla concessione o negazione dell'autorizzazione richiesta, la presidente del Congresso, Francina Armengol, dovrà comunicare formalmente la decisione all'autorità giudiziaria, ricordandole il suo obbligo di informare la Camera degli atti e delle sentenze che vengono emesse e che incidono direttamente sul deputato.

Se il Congresso non si pronuncerà entro un termine di sessanta giorni naturali, conteggiati in periodo di sessione dal giorno successivo alla ricezione del supplicatorio, si intenderà che l'autorizzazione è stata negata.

Un supplicatorio con precedenti nella legislatura

Il caso di Alonso Cantorné costituisce il secondo supplicatorio che viene trattato nella presente legislatura. Il precedente è stato approvato a gennaio 2025 e ha riguardato l'ex ministro e ex segretario di organizzazione del PSOE José Luis Ábalos, che la Corte Suprema intendeva indagare per presunte irregolarità nell'acquisto di materiale sanitario durante la pandemia. Infine, l'Alta Corte gli ha imposto una pena di 24 anni di prigione per il suo ruolo nel cosiddetto 'caso mascherine'.

Fino ad oggi, il Congresso ha autorizzato 34 supplicatori e ha respinto 14 (due di essi riferiti allo stesso parlamentare). L'ultima negativa risale al 1988 ed era correlata a un contenzioso per diritto all'onore in cui figuravano come protagonisti l'ex ministro socialista José Barrionuevo e il fratello di un etarra (l'ora pentito Soares Gamboa), a seguito dell'inclusione delle loro fotografie in manifesti del Ministero dell'Interno.

Nella legislatura precedente, la Camera Bassa ha dato il via libera alla Suprema per indagare l'ex deputato del PP Alberto Casero per presunti reati di abuso d'ufficio e malversazione legati a contratti firmati quando era sindaco di Trujillo (Cáceres); e all'ex presidente di Junts Laura Borrás, successivamente condannata per frazionare contratti a beneficio di un amico quando dirigeva l'Institució de les Lletres Catalanes (ILC) e recentemente graziata dal Governo di PSOE e Sumar.

Allo stesso modo, è stato concesso il supplizio per indagare Alberto Rodríguez, allora deputato di Podemos, che è stato condannato per aver dato un calcio a un poliziotto in una manifestazione precedente al suo periodo parlamentare. La Corte Suprema gli ha imposto una multa e l'inabilitazione a partecipare alle elezioni, il che ha comportato la perdita del suo seggio, sebbene la Corte Costituzionale abbia successivamente annullato il ritiro dell'atto, quando non era più possibile la sua restituzione.

In legislature precedenti è stato autorizzato anche il giudizio di tre deputati del PP --Vicente Ferrer, Arsenio Pacheco e Nacho Uriarte-- per essere risultati positivi ai controlli dell'alcol al volante, e si è permesso di indagare il 'popolare' Jesús Merino per il 'caso Gürtel'. Il procedimento contro l'ex consigliere socialista José Antonio Viera, indagato per gli ERE, è rimasto incompleto a causa delle sue dimissioni.

Tra i supplizi più rilevanti concessi figurano quelli dell'ex ministro socialista José Barrionuevo per il 'caso GAL' e quelli dei deputati di Herri Batasuna Jon Idígoras, Francisco Letamendía e Antxón Ibarguren per gli incidenti avvenuti nel 1981 nella Casa di Juntas di Guernica, dove diversi membri di quella formazione hanno effettuato proteste durante un atto presieduto dai Re.

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