La lotta in Frente Amplio continua e IU conferma che ci saranno liste a Teruel di fronte alla posizione di CHA

IU sfida CHA e mantiene il suo piano di presentare liste a Teruel, scatenando una sfida interna in Frente Amplio in pieno dibattito su Vox e il PSOE.

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Izquierda Unida (IU) ha reiterato la sua decisione di registrare candidatura nella circoscrizione di Teruel, contro il criterio di Chunta Aragonesista (CHA), che difende il suo diritto a non presentare lista della coalizione con Frente Amplio in questa provincia.

Fonti dell'organizzazione guidata da Antonio Maíllo hanno sottolineato che "la trasformadora in tutte le circoscrizioni, anche a Teruel" e che la sua federazione in Aragona "sta già lavorando affinché questo sia così".

Allo stesso modo, rimarcano che IU, come formazione con un marcato carattere federale, sostiene la posizione della sua federazione aragonese rivendicando la sua intenzione politica di concorrere alle elezioni generali integrata nella coalizione di Frente Amplio in tutte le circoscrizioni della comunità.

Queste stesse fonti insistono sul fatto che IU mantiene la sua scommessa per "un progetto condiviso che permetta di trasferire alle istituzioni le rivendicazioni della classe lavoratrice".

Debate interno di fronte all'avanzata di Vox

In parallelo, il dirigente di IU e già ex deputato di Sumar nel Congresso, Nahuel González, ha difeso che di fronte alla crescita di Vox la risposta non può passare per rinunciare a presentare liste né per chiedere il voto per il PSOE.

"Chiamatemi pazzo, ma ritirarsi per chiedere il voto al PSOE non è la soluzione", ha scritto nel social network 'X', dove sostiene che il supporto a Vox "nasce dal dolore della gente che soffre".

Un malessere che, secondo quanto ha segnalato, è "prodotto di politiche del PSOE in materia di abitazione, economia o turismo". "Se rinunci a rappresentare quel malessere, Vox lo trasformerà in odio", ha ribadito.

Incrocio di rimproveri nella coalizione

La frattura interna si è evidenziata questo mercoledì, quando Chunta Aragonesista ha comunicato che la candidatura congiunta con Frente Amplio non si sarebbe presentata per Teruel, il che lascerebbe al PSOE come unica alternativa progressista in questa provincia.

IU in Aragona ha risposto mostrando il suo rifiuto frontale a questa decisione, che ha definito "un'assurdità", e ha riaffermato che il suo proposito è concorrere con candidatura propria.

Da parte sua, la segretaria generale di Chunta, Verónica Villagrasa, ha difeso che il patto di coalizione con Frente Amplio conferisce loro la capacità di determinare in quali circoscrizioni registrare liste per le elezioni generali del 29N, e ha nuovamente giustificato così la rinuncia a Teruel.

Inoltre, ha reclamato a IU di rispettare quanto firmato, anche se ci sono aspetti che non condividono, e ha sottolineato che se vogliono presentare liste non possono farlo in modo unilaterale, ma devono proporlo nel tavolo congiunto dei partiti.

Urtasun chiama alla calma e scarta patti con il PSOE

La controversia è salita a livello statale, con il ministro dei Diritti Sociali e portavoce della candidatura di Frente Amplio, Pablo Bustinduy, che chiede alle formazioni di smettere di ventilare dibattiti interni e dispute sulle liste, in riferimento a questo scontro.

Il ministro della Cultura e numero due della candidatura di Frente Amplio per Barcellona, Ernest Urtasun, ha optato per un tono conciliatorio sottolineando che la coalizione aspira a "combattere ogni singolo voto dei cittadini progressisti" nelle liste per il Congresso, anche se ha ammesso che possono verificarsi situazioni specifiche come la rinuncia a presentare una scheda a Teruel.

Nel frattempo, il 'numero 1' di Frente Amplio per la Comunità di Madrid per il 29N e portavoce di Más Madrid nella regione, Emilio Delgado, ha precisato che il dibattito su "ottimizzare" e "massimizzare" i "risultati elettorali" nel Congresso si limita a "conversazioni interne" all'interno dello spazio di Frente Amplio.

In questa linea, insiste su quanto hanno trasmesso diverse fonti della coalizione, che sottolineano che non c'è alcun tipo di negoziazione con il PSOE sulle liste per il Congresso nelle circoscrizioni meno popolate, escludendo così la possibilità di ritirarsi in determinate province per favorire i socialisti.

Allo stesso tempo, il PSOE ha ribadito che non ci sono conversazioni per configurare candidature congiunte al Congresso, e che la cooperazione si riduce alla Camera Alta, in virtù dell'accordo siglato prima che scadesse il termine per registrare coalizioni al Senato.