Lavoro avvia l'aumento del salario minimo del 2027 con l'obiettivo di approvarlo prima del 29N

Yolanda Díaz riunisce questo giovedì la commissione di esperti che dovrà raccomandare quanto elevare il SMI, attualmente situato a 1.221 euro lordi mensili in 14 paghe.

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Il Ministero del Lavoro ha avviato la procedura per un nuovo aumento del salario minimo interprofessionale (SMI) nel 2027, con l'intenzione di approvarlo prima delle elezioni generali del prossimo 29 novembre. La vicepresidente seconda e ministra del Lavoro, Yolanda Díaz, presiederà questo giovedì la prima riunione della Commissione Consultiva per l'Analisi del SMI, incaricata di raccomandare al Governo l'importo per il prossimo esercizio.

La convocazione rappresenta il primo passo di un processo che successivamente dovrà passare per il dialogo con i sindacati e le organizzazioni imprenditoriali. La proposta degli esperti servirà come riferimento per fissare la posizione del Lavoro prima di aprire formalmente quella negoziazione.

Secondo fonti del dipartimento diretto da Díaz, l'obiettivo è completare il processo e approvare il nuovo importo prima delle elezioni generali, il che lascia al Ministero un calendario particolarmente stretto per raccogliere la raccomandazione degli esperti, negoziare con gli agenti sociali e elevare la decisione al Consiglio dei Ministri.

Lo SMI parte da 1.221 euro

Il salario minimo vigente nel 2026 ammonta a 1.221 euro lordi mensili in 14 rate, dopo un aumento del 3,1% rispetto all'esercizio precedente. L'aumento ha comportato 37 euro in più al mese.

Sarà ora la commissione consultiva a dover effettuare i calcoli per determinare quale dovrebbe essere l'incremento corrispondente al 2027. Tra i riferimenti che gestisce abitualmente questo organo ci sono l'evoluzione del potere d'acquisto e l'obiettivo di collocare il salario minimo intorno al 60% del salario medio netto.

Il Lavoro non ha ancora anticipato una cifra concreta per il nuovo aumento, per cui la percentuale e l'importo finale rimangono aperti alla raccomandazione che formulino gli esperti e alla negoziazione successiva.

Primo passo prima di negoziare con sindacati e imprenditori

La riunione di questo giovedì non comporterà, quindi, l'approvazione di un nuovo importo. La commissione ha carattere consultivo e la sua funzione è fornire al Ministero un riferimento tecnico su cui costruire successivamente la sua proposta.

Una volta conosciuto quel piano, il Lavoro dovrà affrontare l'aumento con CCOO, UGT, CEOE e Cepyme. Il dialogo sociale non implica che sia imprescindibile raggiungere un accordo con tutte le parti per modificare il salario minimo, il cui importo spetta fissare al Governo previa consultazione con le organizzazioni sindacali e imprenditoriali.

Il calendario acquista particolare rilevanza quest'anno per la convocazione anticipata delle elezioni. L'intenzione del Lavoro di approvare l'aumento prima del 29-N obbligherebbe a risolvere il processo nelle prossime settimane, in piena precampagna elettorale.

Un aumento che influenzerà il 2027

La somma che risulterà da questo processo sarà il riferimento del salario minimo per il 2027. Il punto di partenza saranno i attuali 1.221 euro mensili, anche se non esiste ancora una proposta ufficiale su fino a dove dovrebbe elevarsi.

La prima orientamento arriverà dalla commissione convocata per questo giovedì. A partire da allora inizierà una negoziazione in cui si incroceranno nuovamente la posizione del Ministero, le richieste sindacali e il piano delle organizzazioni imprenditoriali, con il 29 novembre come orizzonte politico che il Lavoro si è fissato per cercare di chiudere il nuovo aumento.