Il ministro dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile, Óscar Puente, ha assicurato questo martedì che la destra è "disperata di girare la campagna" delle elezioni del 29 novembre verso i recenti disordini avvenuti in città come Barcellona o Bilbao.
Puente ha rilasciato queste dichiarazioni durante un evento al Club Siglo XXI, dove ha sottolineato che, fino ad ora, i dibattiti aperti nella precampagna si sono concentrati su questioni come le assenze lavorative o l'abitazione, e "non per colpa della sinistra".
Secondo la sua opinione, la destra ha concluso che "questo non le fa bene" e, per questo motivo, starebbe cercando di spostare la discussione pubblica verso gli episodi di violenza che si stanno registrando sia in Spagna che in altri paesi europei.
Interrogato su chi potrebbe stare promuovendo questi atti vandalici, il ministro ha risposto: "Non so chi sia dietro, so solo chi intende approfittarne o a chi può giovare".
In questo contesto, Puente ha condannato con fermezza gli scontri. "Non credo che la violenza sia la soluzione di nulla, e meno in un paese democratico in cui abbiamo anche delle elezioni il giorno 29 novembre", ha sottolineato, ricordando che chi "non è a suo agio" può "inserire la scheda nell'urna" ed esprimere con il suo voto "che paese vuole".
Allo stesso tempo, ha sottolineato che PP e Vox sono "liberi" di progettare la loro strategia per il 29N come ritengono opportuno, anche se sostiene che quelli di Alberto Núñez Feijóo stanno commettendo un "grave errore" nel siglare alleanze con il partito di Santiago Abascal, come il patto per concorrere insieme al Senato.
Secondo Puente, al PP "non importa" se deve sommare con Vox, perché la sua priorità è "formare governo", un atteggiamento che, a suo avviso, spinge l'elettore di destra a "dare gusto al corpo" e optare per consegnare direttamente la sua scheda ad Abascal.
"Questo sarà molto costoso per il PP", ha previsto il ministro, ribadendo che all'elettorato conservatore "piace di più Santiago Abascal che Alberto Núñez Feijóo".