Il Pleno del Congresso ha approvato questo giovedì in modo definitivo la Legge di Screening Neonatale, una norma che intende avanzare verso un modello più omogeneo in tutto il Sistema Nazionale di Salute e ridurre le differenze esistenti tra le comunità autonome nella rilevazione precoce di malattie nei neonati.
La conosciuta come test del tallone, che viene eseguita durante i primi giorni di vita mediante un campione di sangue, consente di rilevare in modo precoce determinate malattie prima che compaiano sintomi, facilitando un trattamento precoce quando esiste.
Revisione annuale del programma
La legge introduce un meccanismo affinché il programma di screening neonatale sia valutato, almeno, una volta all'anno, con l'obiettivo di adattare il portafoglio comune di servizi ai progressi scientifici e alla disponibilità di nuovi trattamenti.
Attualmente, il portafoglio comune del Sistema Nazionale di Salute contempla lo screening di 21 malattie, che costituiscono il minimo obbligatorio per tutte le comunità autonome. Tuttavia, alcune autonomie hanno ampliato i loro programmi e includono più di 40 patologie, il che ha generato differenze territoriali nell'accesso alla diagnosi precoce.
Con la nuova regolamentazione, le valutazioni periodiche potranno servire da base per incorporare nuove malattie al programma comune.
Protocolli comuni e maggiore coordinamento
Oltre all'aggiornamento periodico del catalogo delle malattie, la norma prevede lo sviluppo di protocolli condivisi per armonizzare aspetti come i tempi di risposta, le procedure di conferma diagnostica e i circuiti assistenziali tra i diversi servizi di salute.
Il testo prevede anche di rafforzare la formazione dei professionisti sanitari in materia di malattie rare e diagnosi neonatale, così come di incorporare la partecipazione delle associazioni di pazienti e familiari nei meccanismi di valutazione del programma.