L'Espagna continua nel 2026 senza una legge statale sui lobbisti pienamente in vigore, nonostante aziende, associazioni, consulenti, organizzazioni sociali e altri gruppi di interesse mantengano contatti con responsabili pubblici per cercare di influenzare legittimamente leggi e decisioni politiche. Il Governo ha presentato a gennaio 2025 il Progetto di Legge sulla trasparenza e integrità delle attività dei gruppi di interesse, ma più di un anno e mezzo dopo l'iniziativa continua al Congresso, attualmente in fase di relazione nella Commissione Finanze e Funzione Pubblica.
La situazione contrasta con quella di altri paesi europei. Irlanda regola il lobbying dal 2015, la Francia ha il suo registro dall'applicazione della Legge Sapin II e la Germania dispone di un registro obbligatorio per la rappresentanza di interessi presso il Bundestag e il Governo federale. I tre sistemi partono da un presupposto comune: fare lobbying non costituisce di per sé un'attività illecita, ma i cittadini devono disporre di strumenti per sapere chi cerca di influenzare il potere politico e con quale obiettivo.
La futura norma spagnola intende coprire parte di quel vuoto. Il progetto prevede un Registro dei Gruppi di Interesse dell'Amministrazione Generale dello Stato, un codice di condotta, un regime sanzionatorio e la cosiddetta "impronta normativa", destinata a lasciare traccia dei contributi forniti dai gruppi di interesse durante l'elaborazione di una norma. Tuttavia, tutti questi obblighi dipendono ancora dal fatto che la legge completi il suo iter parlamentare e entri in vigore.
Francia: dichiarare cosa si cerca di ottenere e quanto si spende
La Francia dispone di uno dei sistemi di riferimento in Europa. I rappresentanti di interessi soggetti alla regolamentazione devono figurare nel repertorio gestito dalla Haute Autorité pour la transparence de la vie publique (HATVP) e comunicare periodicamente informazioni sulle loro attività. Non si tratta unicamente di identificare quale azienda, organizzazione o consulente svolga lobbying: il sistema cerca di rendere visibile quale obiettivo persegue la sua attività di influenza.
Le dichiarazioni annuali devono indicare gli obiettivi perseguiti, l'ambito su cui si è agito, il tipo di decisione pubblica che si intendeva influenzare e la classe di azione realizzata. Si informa anche delle categorie di responsabili pubblici contattati e, quando si agisce per terzi, dei clienti rappresentati. La Francia non obbliga, tuttavia, a identificare individualmente in queste dichiarazioni ogni responsabile pubblico contattato, ma la sua categoria.
Il modello francese incorpora inoltre un dato particolarmente rilevante: il denaro dedicato al lobby. I rappresentanti di interessi devono dichiarare annualmente le spese legate a queste attività, inclusi mezzi umani, organizzazione di eventi, consulenze o determinate prestazioni contrattate. Le quantità vengono pubblicate per scaglioni, il che consente di avvicinarsi alle risorse economiche impiegate per cercare di influenzare le decisioni pubbliche.
Irlanda: chi ha fatto lobby, a chi e per ottenere cosa
L'Irlanda ha optato per un sistema diverso e particolarmente semplice da spiegare. La Regulation of Lobbying Act 2015 è entrata in vigore il 1 settembre di quell'anno con uno scopo che lo stesso organismo regolatore riassume in cinque domande: chi sta facendo lobby, a nome di chi, su quale argomento, quale risultato si intende ottenere e chi è oggetto di questa attività di influenza.
La frequenza delle informazioni distingue anche il modello irlandese. I soggetti obbligati devono presentare dichiarazioni tre volte all'anno, corrispondenti a periodi di quattro mesi. In esse si identifica l'attività svolta, l'argomento trattato, il risultato perseguito e i responsabili pubblici a cui sono state indirizzate le comunicazioni. Il registro può essere consultato gratuitamente da qualsiasi cittadino.
La regolamentazione raggiunge inoltre comunicazioni che non necessariamente devono avvenire all'interno di un ufficio ufficiale. Ciò che è determinante è che esista una comunicazione compresa nella legge con un responsabile pubblico designato su una materia rilevante. L'Irlanda prevede inoltre un periodo di incompatibilità di un anno per determinati ex responsabili pubblici, che limita alcune attività di lobby dopo aver lasciato l'incarico.
Germania: quanto costa il lobby e quale legge si cerca di cambiare
La Germania ha approvato nel 2021 la sua legge sul registro dei lobbisti e successivamente ha rafforzato considerevolmente i suoi obblighi. Il registro del Bundestag comprende la rappresentanza di interessi rivolta sia al Parlamento federale che al Governo tedesco e obbliga a registrarsi coloro che soddisfano i requisiti legali quando cercano di influenzare direttamente o indirettamente i loro processi decisionali.
La quantità di informazioni disponibili consente di osservare la dimensione professionale ed economica di tale influenza. Le organizzazioni devono fornire, tra gli altri dati, le loro aree di attività, le persone che svolgono compiti di rappresentanza, il numero di dipendenti dedicati a esse e le loro spese annuali di lobbying. È richiesta anche una certa informazione finanziaria e deve essere indicato se le persone identificate nel registro hanno ricoperto negli ultimi cinque anni cariche o funzioni nel Bundestag, nel Governo o nell'Amministrazione federale, un'informazione rilevante per rilevare possibili "porte girevoli".
Ma una delle maggiori differenze sta nel grado di dettaglio su cosa si cerca di cambiare. Il registro tedesco consente di consultare i progetti normativi concreti sui quali i gruppi dichiarano di esercitare influenza e le principali allegazioni, relazioni o documenti che hanno inviato al Bundestag o al Governo al di fuori di procedure formali già pubbliche. Al 25 agosto 2026, il registro stesso conta più di 27.800 progetti normativi concreti e più di 22.600 documenti o posizionamenti legati ad attività di rappresentanza di interessi.
La Spagna propone un registro obbligatorio e una "impronta normativa"
Il progetto spagnolo parte da una definizione ampia di gruppo di interesse. Include persone fisiche, aziende, organizzazioni e associazioni che svolgono attività destinate a influenzare determinati funzionari pubblici. L'ambito del progetto si concentra sulle relazioni con l'Amministrazione Generale dello Stato e il suo settore pubblico istituzionale, il che costituisce una differenza rilevante rispetto a sistemi come quello tedesco, il cui registro comprende espressamente l'influenza esercitata davanti al Bundestag e al Governo federale.
La proposta spagnola incorpora un Registro dei Gruppi di Interesse e stabilisce un codice di condotta per ordinare le relazioni tra coloro che esercitano influenza e i responsabili pubblici. A ciò aggiunge un regime specifico di infrazioni e sanzioni, in modo che il sistema non dipenderebbe unicamente dall'iscrizione volontaria o dagli impegni etici assunti dalle organizzazioni.
Elemento più significativo è, tuttavia, la cosiddetta impronta normativa. Il progetto stabilisce che i processi di elaborazione normativa dovranno incorporare un rapporto dove siano riflettute le contribuzioni effettuate dai gruppi di interesse partecipanti. L'obiettivo è che non solo si possa conoscere chi è registrato come lobby, ma anche quale intervento ha avuto durante l'elaborazione di una determinata regolamentazione.
Quattro modelli per rendere visibile l'influenza sul potere
Il confronto mostra che non esiste un unico modello europeo. La Francia pone un forte accento sulle attività e le risorse economiche impiegate; l'Irlanda consente di identificare periodicamente chi ha fatto lobby, su chi e con quale finalità; e la Germania combina informazioni economiche con i progetti normativi concreti e documenti utilizzati per tentare di influenzare. La Spagna intende avvicinarsi a questi standard mediante il registro e l'impronta normativa, ma il suo sistema statale non è ancora operativo.
Comparativa della regolazione dei lobbies in Spagna, Francia, Irlanda e Germania
| Elemento | Spagna | Francia | Irlanda | Germania |
|---|---|---|---|---|
| Legge statale sui lobbies in vigore | No, progetto in fase di elaborazione | Sì | Sì | Sì |
| Registro obbligatorio | Previsto | Sì | Sì | Sì |
| Registro pubblico | Previsto | Sì | Sì | Sì |
| Identificazione dell'obiettivo del lobby | Prevista | Sì | Sì | Sì |
| Informazioni sulla spesa in lobby | Prevista nel progetto | Sì | Non è il fulcro del registro | Sì |
| Identificazione dei responsabili contattati | Secondo la configurazione finale del sistema | Per categorie | Sì | Il sistema identifica i destinatari nei documenti pubblicati e ambiti di influenza |
| Progetti normativi concreti | Impronta normativa prevista | Tipo di decisione pubblica | Oggetto e risultato perseguito | Sì |
| Documenti o posizionamenti pubblicati | Previsti all'interno del sistema di trasparenza e impronta | Informazioni dichiarative di attività | Informazioni sulle comunicazioni | Sì |
| Controllo delle porte girevoli | Regolamentazione legata a conflitti di interesse | Sistema di integrità pubblica | Periodo di un anno per determinati ex alti funzionari | Il registro informa delle cariche pubbliche ricoperte nei cinque anni precedenti |
La differenza fondamentale, pertanto, non risiede nel fatto che in Francia, Irlanda o Germania si possa fare lobby e in Spagna no. Il lobby è una forma legittima di partecipazione e influenza sulle decisioni pubbliche purché si mantenga entro i limiti della legalità. La distanza appare nella capacità dei cittadini, giornalisti e organizzazioni di controllo di ricostruire quelle relazioni e sapere quali interessi stanno cercando di modificare una decisione pubblica.
Proprio quella trasparenza aiuta a segnare il confine tra il lobby legittimo e le pratiche opache che possono sfociare in conflitti di interesse o, quando ricorrono i requisiti penali, reati come il traffico di influenze. Un registro non impedisce che aziende, associazioni o collettivi difendano i loro interessi di fronte al potere politico; fa sì che una parte molto maggiore di quella influenza possa essere esaminata pubblicamente.
La Spagna ha progettato sulla carta strumenti che permetterebbero di avanzare in quella direzione. Il problema è il calendario: mentre l'Irlanda regola queste attività dal 2015, la Francia applica il suo sistema dal 2017 e la Germania dispone di un registro obbligatorio dal 2022 che è stato successivamente rafforzato, il progetto spagnolo presentato a gennaio 2025 rimane ad agosto 2026 nella Commissione delle Finanze e della Funzione Pubblica del Congresso.